“Outlander”: il fenomeno televisivo che ha ridato vita al turismo scozzese

La serie tv e i libri che l’hanno ispirata incantano spettatori e lettori, invitandoli a visitare una parte ancora poco conosciuta del Regno Unito.

Le vicende narrate, frutto dell’immaginazione dell’autrice statunitense Diana Gabaldon, sono fortemente radicate nella leggendaria storia scozzese che ha fatto della sua agognata indipendenza un marchio di fabbrica.

Storia e tradizione

Pubblicato per la prima volta nel 1991, “Outlander: la straniera” è il primo di una serie di romanzi che ancora oggi continua ad appassionare britannici e non. Sarebbe impossibile parlare di questa storia senza citare l’importanza della terra che le fa da sfondo: la Scozia. La Gabaldon non è stata sicuramente l’unica a incentrare la sua opera, o almeno una sua buona parte, sulla lotta del popolo scozzese contro i conquistatori inglesi: film come “Braveheart” (1995) hanno certamente dato il loro contributo alla causa. Bisogna ammetterlo: la magia e le leggende che circondano questi uomini impavidi e sfrontati non fa che aumentare, nello spettatore, la voglia di saperne di più. Ovviamente, questi elementi sono solo di contorno a quelle che sono le avvincenti storie d’amore e riscatto a cui registi come Mel Gibson hanno dato voce. Se grazie a “Braveheart” la storia di questa terra è arrivata sul grande schermo, è proprio con “Outlander” che il folklore scozzese entra nelle case di milioni di fan in tutto il mondo.

Non solo una love story

Trasmessa a partire dal 9 Agosto 2014, la serie televisiva incentrata sull’amore tra Claire (Caitriona Balfe) e Jamie (Sam Heughan) appassiona non solo per l’evidente chimica tra i due personaggi, ma anche per la componente temporale che la incornicia. La storia ha inizio nella Scozia del secondo dopoguerra, dove Claire e suo marito Frank si ritrovano in occasione della loro “rinnovata” luna di miele. Il fatto che Frank sia uno storico non fa che aiutare la regia nel fornire ancora più informazioni sul travagliato passato dell’ormai territorio britannico. La tensione iniziale tra i due si affievolisce man mano che la coppia entra nel vivo del folklore locale, il quale apice si raggiunge con la danza delle “streghe” intorno al cerchio di pietre di Craigh na Dun. Saranno proprio queste pietre a trasportare la protagonista nel lontano 1743, a pochi anni da quella che sarà la famosa quanto decisiva battaglia di Culloden. Il suo successivo incontro con il valoroso Jamie Fraser segnerà le sorti di un intero clan.

Boom di visitatori

Secondi ricerche recenti, le vicende narrate dalla Gabaldon hanno avuto un forte impatto anche sul mondo del turismo. Nel corso di otto anni le visite sono aumentate esponenzialmente, generando un giro econo0mico pari a otto bilioni di dollari. Più dell’8% dei visitatori ha affermato di essere stato ispirato unicamente dalla serie anglo-statunitense, programmando un tour che ripercorre le location del famoso show: Midhope Castle, Culross, Inverness, Linlithgow Palace e Glencoe. La ricchezza della serie è da ricercare, però, nella cura dei dettagli con i quali gli autori hanno valorizzato non solo i paesaggi mozzafiato, ma anche la bellezza dell’antica lingua gaelica e degli abiti tradizionali. Secondo Sam Heughan, grazie a questa serie la Scozia sta finalmente eguagliando artisticamente l’Irlanda del Nord. Inoltre, l’attore ha parlato della possibilità di creare nuovi set cinematografici, dando lavoro a centinaia di professionisti del territorio. Si tratta di un percorso lungo e faticoso che, però, ridarà voce a una terra stupenda, vista per troppo tempo come semplice ombra inglese.

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