Ricordi: tra il film di Mieli e il concetto della memoria nell’età moderna

Tra i ricordi degli ignoti protagonisti del film di Valerio Mieli e la nozione di memoria nella filosofia dell’età moderna, in particolar modo attraverso il pensiero del filosofo scozzese Hume e il francese Proust.

Locandina del film
Locandina del film

Ricordi?” è il film di Valerio Mieli, uscito nelle sale il 21 marzo, dove è narrata, sempre e solo tramite la memoria e attraverso riprese rapide, veloci e sfuggenti, la storia di due amanti, i cui nomi restano sconosciuti per tutto lo sviluppo della vicenda, nel corso di un tempo indefinito. I loro ricordi sono in realtà offuscati dalle emozioni e sensazioni anziché un’attendibile e ordinata riproduzione delle loro esperienze passate.

Locandina del film
Locandina ufficiale del film

Il tema della memoria nella filosofia dell’età moderna

Questo contenuto fu degno di rilievo sin dalla filosofia greca, ma fu proprio durante lo sviluppo e l’incremento dell’empirismo che ottenne un ruolo saliente. Uno dei filosofi che trattò di più l’argomento fu David Hume: al centro della sua filosofia pone la memoria, essa si basa sull’esperienza e dunque su situazioni, eventi, sensazioni o emozioni già precedentemente provate, ed è anche colei che conserva le idee, ossia impressioni di sensazione sbiadite, ricordi di qualcosa di già anteriormente sperimentato. Ebbene, basandoci sull’elaborazione humeana, i ricordi dei protagonisti sono contorti proprio a causa delle impressioni di sensazioni provate nel passato.
Il procedimento narrativo del film riprende la tecnica letteraria utilizzata da Marcel Proust, saggista francese che sviluppò il suo pensiero tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Nella sua opera “Alla ricerca del tempo perduto”, il ricordo è l’elemento principale del romanzo: esso irrompe in modo inatteso e imprevisto e inoltre contribuisce ad esasperare e a rendere più gravoso e acuto l’istante che si sta vivendo. Proust lo descrive così: ”Basta che un rumore, un odore, già uditi o respirati un tempo, lo siano di nuovo, nel passato e insieme nel presente, reali senza essere attuali, ideali senza essere astratti, perché subito l’essenza permanente, e solitamente nascosta, delle cose sia liberata, e il nostro vero io che, talvolta da molto tempo, sembrava morto, anche se non lo era ancora del tutto, si svegli, si animi ricevendo il celeste nutrimento che gli è così recato. Un istante affrancato dall’ordine del tempo ha ricreato in noi, perché lo si avverta, l’uomo affrancato dall’ordine del tempo.”
Uno degli esempi più celebri provenienti da “La Ricerca” è l’episodio della madeleine che rappresenta il simbolo del ricordo che sorge involontario: nel momento in cui il protagonista dell’opera di Proust assapora e sente il profumo emanato dal famoso dolcetto francese, un delizioso piacere, una memoria o un ricordo affiorano in lui inconsapevolmente. Questa vicenda è presente, in circostanze differenti, anche nella pellicola di Mieli, quando l’ignoto protagonista annusa un profumo che gli riporta in mente ricordi di tempi felici passati.

Ma cosa accade nel momento in cui si è servi del ricordo?

In Proust l’assaporamento della famosa madeleine causò in lui un fenomeno straordinario che il secondo e il terzo boccone non eguaglierà mai. In Hume invece questo non avviene poiché pone la memoria e le sensazioni degli individui come fondamenta della sua filosofia, ebbene nell’elaborazione del filosofo scozzese il ricordo non può essere considerato come un evento saltuario, raro o addirittura unico; ma come vero e proprio motore, stimolo e movente dell’intero sviluppo dell’attività umana.
Invece nel caso degli ignoti protagonisti del film di Mieli (interpretati da Luca Marinelli e Linda Caridi), essi si influenzano ed esercitano un’azione determinante l’uno sull’altro. L’uomo inizialmente triste, nostalgico e a tratti funereo, comprende dalla donna il cosiddetto Carpe Diem, cogliere il momento a causa dei limitati piaceri della vita. La donna, d’altro canto, diviene intrisa di tristezza, malinconia e rimpianto per l’attimo felice bruscamente svanito, fuggito.

Il finale aperto del film di Mieli:

Il finale del film “Ricordi?” può essere facilmente interpretato come finale aperto: cosa succede ai due amanti? Libera interpretazione! Dopo i frequenti e sconnessi ricordi si ritorna alla realtà, all’attualità ma non si sa la causa che ha provocato il blocco di questo flusso continuo e incessante di ricordi e memorie passate.

Momento in cui nella mente del protagonista affiora un ricordo dopo aver riconosciuto il profumo della donna

Silvia Cherillo

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.