Immersione in acqua dolce: carpe koi, lo stagno di Monet e i ricordi di Claver

Catapultati in Giappone, conosciamo il fantastico mondo delle carpe koi, anche grazie all’aiuto del rapper Claver Gold.

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La carpa giapponese (koi) è uno dei soggetti orientali più rappresentati in forma artistica. In molti decidono di fare un bel tatuaggio, non solo per la bellezza dell’animale, ma anche per il suo valore simbolico. Durante il XV secolo, queste carpe, nate da una parentela con il pesce rosso, furono importate in Giappone dalla Cina e destinate all’acquacoltura. Venivano impiegate anche per tenere pulite le coltivazioni, poiché si nutrivano di larve e insetti, che spesso erano motivo di preoccupazione per gli agricoltori. Alcune carpe, ad un certo punto, forse per via delle condizioni climatiche, iniziarono a presentare delle variazioni di colore sul dorso. Da qui in poi, l’uomo ha iniziato a sperimentare una sì grande varietà di incroci che, al giorno d’oggi, sono veramente molte le specie ufficialmente riconosciute e denominate. Secondo la tradizione giapponese, la carpa è un’ottima portatrice di fortuna e, per la coppia, può assumere il valore di alta fedeltà. Inoltre, avendo la capacità di riuscire a nuotare facilmente contro corrente è anche simbolo di anticonformismo, energia e forza. Ma gli attributi simbolici di questo pesce talvolta iridescente non finiscono qui. A quanto pare prima di venire uccisa, come se ne fosse consapevole, rimane ferma e imperturbabile, quasi fosse un samurai pronto per l’harakiri. Questo strano comportamento le ha fatto guadagnare anche la possibilità di simboleggiare il coraggio e l’onore.

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Rappresentazione artistica de “Lo stagno di Monet”

Lo stagno di Monet

Claude Monet non ha mai rappresentato all’interno dei suoi quadri delle carpe koi. Eppure, in Giappone, più precisamente a Seki, è presente uno specchio d’acqua che sembra uscito da un ritratto del pittore impressionista. Questo piccolo stagno è dominato da ninfee (uno dei soggetti preferiti dall’artista francese) e carpe dai più svariati colori. Il laghetto non ha un nome ben preciso, ma si è guadagnato il soprannome di “stagno di Monet”. Il nome suggestivo, abbinato all’effettivo incanto suscitato dal luogo, hanno trasformato questa pozza d’acqua in un’attrazione turistica di prima fascia. È sicuramente questo uno dei posti più indicati per trasecolare davanti al visibilio delle carpe “arlecchine”. Apprezzato soprattutto dagli europei, poco abituati ad atmosfere del genere, il magico stagno raggiunge, col suo nome, i più disparati angoli del mondo.

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Copertina dell’album “Requiem” di Claver Gold

“Carpa koi” di Claver Gold

All’interno del disco di Claver Gold, “Requiem”, uscito nel 2017, spicca una canzone intitolata “Carpa Koi”. All’interno di questo brano il rapper bolognese ci conduce mano nella mano in una dolce immersione fra Nishikigoi. Il brano rap è affidato, come sempre, alle parole, eppure è il silenzio a rendersi padrone talvolta, come in quello che sembrerebbe essere un ritornello, nel quale lo spazio è dato non alla voce dell’artista ma ad un lento sample. La temperatura ottimale per una carpa koi si aggira tra i 15 e i 25 gradi centigradi, ma l’atmosfera creata dall’artista è gelata… un contrasto mozzafiato. L’apice dell’emozione esplode nella seconda strofa, con queste parole:

“Uomo d’acqua dolce dentro un mare di parole vuote”

Regna l’incomprensione. I ricordi si rincorrono senza sosta… ogni memoria piacevole annega in quelle successive, cariche di una danzante amarezza. In un’intervista a “Rockit” Claver Gold spiega brevemente ciò che lo affascina della Nishikigoi:

La carpa Koi, quando viene tatuata, a seconda delle posizioni assume dei significati diversi. Ma nella cultura storica giapponese è anche simbolo di amore ed amicizia. La carpa Koi in Giappone è il pesce ornamentale per eccellenza ma in realtà è un pesce molto forte che per crescere sano ha bisogno di essere libero ed aver spazi enormi. Negli acquari spesso cresce deforme. La carpa è anche un pesce da fondale, che sta nel fango, non è buono da mangiare. Quindi, c’era questa analogia tra la vita e il raschiare il fondo.

Raschiare il fondo… lo si può fare in maniera così delicata? Forse, questo è possibile solo attraverso i ricordi, già inafferrabili per natura. Se la carpa raschia il fondo, Claver Gold sembra accarezzarlo romanticamente.

Mattia Vitale

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