Il Superuovo

Quanto sono importanti i gruppi di riferimento? Rispondono “I quattrocento colpi” e T. Shibutani

Quanto sono importanti i gruppi di riferimento? Rispondono “I quattrocento colpi” e T. Shibutani

Quanto è importante avere dei gruppi di riferimento che ci guidino durante il difficile percorso di crescita?

Antoine, protagonista dell’opera “I quattrocento colpi” è l’esempio calzante di come anche un ragazzo dall’animo buono possa essere etichettato come “mascalzone” a causa della mancanza di gruppi di riferimento solidi capaci di indirizzarlo sulla “giusta via”

“I quattrocento colpi”

I quattrocento colpi è un film del 1959 diretto François Roland Truffaut. La traduzione letterale del titolo devia il significato dell’opera che in origine era un rimando all’espressione “faire les quatre cents coups” (fare il diavolo a quattro). Il racconto è ambientato a Parigi alla fine degli anni cinquanta e segue il difficile percorso di crescita del giovane Antoine Doinel, un bambino di dodici anni costretto a vivere in un ambiente privo di affetto; i genitori del piccolo, infatti, non riescono a comprenderne i reali bisogni: la madre è una donna anaffettiva ed assente, il padre è un uomo estremamente superficiale. Il comportamento di Antoine continua a peggiorare fin quando, un giorno, il giovane insieme all’amico René escogita un piano per rubare una macchina da scrivere dall’ufficio del padre per poter racimolare i soldi necessari per una gita al mare, luogo che il bambino ha sempre sognato di vedere. Scoperto, il ragazzo viene denunciato dal padre e, per liberarsene definitivamente, la madre acconsente alla sua reclusione presso un riformatorio. Durante il periodo di permanenza all’interno dell’istituto all’ragazzo viene comunicato dai genitori l’intenzione di abbandonarlo definitivamente. Rimasto solo, il giovane decide di compiere un’ultima trasgressione così, durante una partita di calcio, Antoine approfitta della distrazione di uno dei sorveglianti per poter fare una lunga corsa verso la spiaggia e riuscire così a vedere il mare.

nostalgia

Antoine e i gruppi di riferimento

Il concetto di gruppo di riferimento viene proposto da Tamotsu Shibutani, sociologo nippo-americano del XX secolo. Lo studioso definisce il gruppo di riferimento come “quel gruppo la cui prospettiva è assunta dal soggetto quale schema di riferimento nell’organizzazione del suo campo percettivo“; modelli, dunque, che fungono da guida nel percorso di crescita dell’individuo. Antoine è un ragazzo difficile, cresciuto privo di qualsiasi forma di affetto o di qualsivoglia gruppo di riferimento su cui fare affidamento. L’unica persona che sembra credere in lui è la nonna, donna saggia, che indirizza il nipote verso una “comunità fantasma” di scrittori. Attraverso la lettura delle opere di autori come Balzac il giovane riesce a costruirsi dei punti di riferimento, riesce per la prima volta ad avere dei modelli a cui ispirarsi. Le comunità fantasma, dunque, rappresentano una valida alternativa ai gruppi di riferimento: modelli che non sono realmente accanto all’individuo, ma che riescono allo stesso modo ad orientarne il comportamento.

I genitori di Antoine e il role-taking

I genitori di Antoine sono figure fondamentali che consentono di comprendere il reale motivo del comportamento turbolento  del ragazzo. Sempre freddi e distaccati i due non riescono mai a comprendere i reali bisogni del figlio, non riescono mai ad assumere il punto di vista del giovane costretto a crescere privo di qualsiasi forma di affetto. Il comportamento dei due adulti si contrappone al concetto di “role-taking” che il sociologo statunitense George Herbert Mead  propone nella sua opera “Mind, Self and Society” del 1934. Il role-taking è quel processo attraverso cui è possibile mettersi nei panni dell’altro, assumere il suo punto di vista e comprendere quali siano le sue reali emozioni; la comprensione delle emozioni, però, non implica necessariamente una condivisione. Antoine è un ragazzo incompreso e abbandonato a se stesso prima del tempo, un giovane talentuoso che sarebbe sicuramente riuscito a farsi strada all’interno della società se avesse ricevuto la comprensione e la guida di due genitori capaci di assumere e comprendere le emozioni e i bisogni di un giovane uomo.

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