Quanto sono collegati il corpo e la mente? Ecco i cinque disturbi psicosomatici più diffusi

Conosci la parola ”psicosomatico”? Scopriamo quali sono i cinque più frequenti disturbi psicosomatici che dovresti conoscere.

La psicosomatica è una branca della medicina che si occupa di indagare il nesso tra un disturbo somatico e la sua possibile eziologia di natura psicologica. L’interconnessione tra un disturbo e la sua causa d’origine psichica si riallaccia alla visione olistica del corpo umano, all’interno della consapevolezza che mente e corpo sono strettamente legati.
I disturbi psicosomatici si possono considerare malattie vere e proprie, comportano danni a livello organico, causate o aggravate da fattori emozionali. In particolare, situazioni di stress emotivo, ansia, paura costante o forte preoccupazione possono portare il fisico ad esprimere, sotto forma di campanello di allarme, un disagio più profondo.
Le emozioni negative, come il risentimento, il rimpianto e la preoccupazione possono mantenere il sistema nervoso autonomo (sistema simpatico) in uno stato di eccitazione. Nonché il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo più lungo di quello che l’organismo è in grado di sopportare.
I pensieri troppo angosciosi, quindi, possono mantenere il sistema nervoso autonomo in uno stato di attivazione persistente, il quale può provocare dei danni agli organi più deboli.
Scopriamo allora i cinque disturbi psicosomatici più famosi.

L’acne

La pelle, in quanto involucro del corpo, è come uno specchio della nostra salute. Quando non stiamo bene infatti, assumiamo un colorito pallido, giallastro o arrossato. In adolescenza si è soliti, a causa dei cambiamenti ormonali, avere l’acne.

L’acne è un malattia infiammatoria della cute che colpisce le ghiandole sebacee e i follicoli piliferi; si origina da un accumulo di energia sessuale. Gli ormoni (in particolare gli androgeni) risultano in eccesso e quelli non convogliati nella loro forma naturale si scaricano a livello cutaneo dove stimolano una maggiore produzione di sebo.
Alcune persone però, continuano a soffrirne in modo acuto anche in età adulta dai 25 ai 40 anni.

Molti studi dimostrano che la salute della nostra pelle non dipende soltanto dal modo in cui la curiamo e come mangiamo, ma anche dallo stress. In psicosomatica si evidenzia una differenziazione simbolica per quanto riguarda il luogo in cui l’acne si manifesta. L’ acne sul viso, per esempio, è una maschera che copre un volto in crescita e le sue emozioni.

L’acne che si prolunga oltre l’adolescenza, è simbolo di una non raggiunta maturità espressiva sessuale. Manifesta la fatica di vivere la sessualità relazionale e il timore del giudizio nel proporre le proprie fantasie erotiche. Può riattivarsi anche nell’adulto nei momenti di forte stress, a indicare l’utilizzo di modalità adolescenziali per affrontare una crisi e la tendenza a sacrificare l’eros in nome di mete idealizzate, per esempio la carriera.

 

Cefalea tensiva

La cefalea tensiva è la forma più diffusa di mal di testa. L’insorgenza della cefalea tensiva è nell’età giovanile, con un successivo declino nell’età presenile.
Questo tipo di mal di testa, può essere sia episodico (se capita raramente), sia cronico, se si presenta per più di 15 giorni in un mese o per oltre 6 mesi l’anno. 

Le principali caratteristiche della cefalea tensiva sono: dolore, lieve o moderato, localizzato in zona frontale o a livello della nuca e percepito come un peso o un cerchio alla testa, tipo morsa o pressione che può durare da mezz’ora a una settimana. Spesso accompagnato da fotofobia, il dolore è aggravato dalla luce, o fonofobia, i suoni peggiorano il mal di testa.

Le cause della cefalea tensiva non sempre sono individuabili, tuttavia se si esclude la presenza di disfunzioni varie e l’abuso di alcuni farmaci, occorre prendere in considerazione la possibilità che il sintomo sia legato a stress psicosociali intensi, disturbi d’ansia o depressivi.
La causa scatenante induce una contrazione continuativa dei muscoli intorno al capo e al collo determinando un danno a livello dei tessuti e quindi un processo infiammatorio.

Nelle persone che soffrono spesso di cefalea tensiva, i meccanismi di controllo di questo percorso non funzionano in maniera corretta. Questo provoca un’ulteriore contrazione muscolare determinando nuovamente uno stimolo doloroso e creando, quindi, un meccanismo che, se non viene interrotto, rischia di alimentarsi e amplificarsi. In questi casi, può essere utile intervenire con un aiuto farmacologico, analgesico, che interrompa ai primi sintomi questo flusso.

Torcicollo

Un disturbo che quotidianamente si verifica in tutte le età è il torcicollo.
Si usa dire, quando si ha il torcicollo, di aver preso fresco o aver fatto un movimento sbagliato, ma uno sguardo psicosomatico potrebbe rivelare degli altri aspetti interessanti da conoscere, ovvero che il torcicollo può essere letto come segnale di avvisaglia di un qualcosa che non vogliamo affrontare direttamente.
In qualche modo, impercettibilmente, il collo piegandosi rivela un cambiamento di direzione, come se sviassimo lo sguardo e ci vergognassimo di incontrare lo sguardo di qualcosa o di qualcuno, evitare una situazione.

Allora in questo senso l’avviso del collo dolente va letto correttamente, accettato, ascoltato e forse c’è qualche cose che, risvegliandoci il mattino, non abbiamo proprio voglia di fare, di incontrare, di affrontare. O una situazione che ci crea imbarazzo: se notate la visione cambia, in qualche modo il collo non potendo girare a 180 gradi ci porta ad un’angolatura unilaterale, guardiamo solo a destra, o solo a sinistra, o fatichiamo a girare il collo completamente. Segno quindi che il nostro impatto con la realtà, con ciò che ci presenta davanti agli occhi sta creando un imbarazzo, una difficoltà, uno stato di sofferenza.

Colite

La sindrome del colon irritabile è una patologia cronica che interessa l’ultimo tratto dell’intestino, detto colon.
È caratterizzata da dolore e disagio addominale, alterazione del passaggio delle feci.
La letteratura evidenzia che l’assetto psicologico del soggetto ha un ruolo determinante nella patogenesi della colite.
Perfezionismo, autocritica, catastrofismo e difficoltà ad esprimere bisogni ed emozioni rappresentano tratti personologici spesso associati alla sindrome.

La teoria dei 2 cervelli riconosce un collegamento tra il sistema nervoso centrale e l’intestino che bene descrive il legame tra psiche e soma insito in tale sindrome. Seconda questa teoria l’intestino è il secondo cervello dell’essere umano.
I sintomi stessi del colon irritabile possono costituire causa di: ansia, stati emotivi negativi che alimentano e mantengono il circolo vizioso alla base della sindrome.

Altri disturbi frequenti di questo tipo possono essere: bruciori di stomaco, reflusso gastroesofageo, ulcere.

Intestino come secondo cervello umano

Disfunzione erettile

Cosa maggiormente lega il corpo alla mente se non il sesso?
I disturbi psicosomatici sono molto presenti nella sfera sessuale sotto la forma di: disfunzione erettile, eiaculazione precoce, vaginismo, incapacità di raggiungere l’orgasmo.

La disfunzione erettile può avere delle variazioni nel modo di presentarsi sia rispetto alla situazione, l’ambiente in cui si svolge il rapporto, sia rispetto al partner con cui ci si relaziona. La mancanza di erezione può ad esempio essere determinata dalla percezione-distorsione inconscia di rifiuto da parte della partner o dalle risposte comportamentali di quest’ultima. Studi recenti hanno individuato un significativo legame tra il disturbo suddetto e la difficoltà nel riconoscere ed esprimere le proprie emozioni.

La disfunzione erettile può avere natura psicologica o organica. Nel caso di prevalenza della componente organica, comunque si produce una ricaduta sull’ autostima, identità, che possono mantenere o aggravare la problematica, innescando circoli viziosi di confusione somato psichica.

La forma organicamente più grave, viene definita come impotentia erigendi”, è determinata dall’impossibilità fisica dell’organo di compiere l’erezione impedendo così l’atto sessuale. In taluni casi, specie nei soggetti giovani, la presenza di un blocco psichico, come nel caso dell’ansia da prestazione, può con molta probabilità accentuare o determinare il disagio.

Il soggetto affetto dal disturbo può spesso fissarsi mentalmente sull’idea di non riuscire ad avere la risposta sessuale desiderata e di conseguenza mettere in atto pensieri negativi, una sorta di profezia che si auto avvera, la quale porta al fallimento dell’erezione.
L’ansia anticipatoria che deriva dalla paura del fallimento spesso riduce la probabilità di avere una risposta sessuale soddisfacente.
Il sistema nervoso parasimpatico, alleato della funzione erettiva, non è attivabile se il sistema nervoso simpatico o ortosimpatico è in piena risposta di attacco-fuga.
Uno stato di rilassamento è importante per favorire una risposta sessuale adeguata.

Tra le donne invece si può verificare il disturbo del vaginismo. Il vaginismo è una forte contrazione muscolare che rende doloroso o impossibile il rapporto sessuale, o qualsiasi attività sessuale che comporti la penetrazione.
Molte donne, inoltre, hanno seria difficoltà nel raggiungere il piacere.

Gli studi dimostrano che anche i disturbi correlati al ciclo, come ad esempio i crampi mestruali o l’irregolarità di esso, possono essere fortemente dipesi dallo stress o problemi riguardati la propria femminilità. 

Vi sono poi molti altri disturbi psicosomatici frequenti quali: stanchezza cronica, insonnia, tachicardia, iperventilazione, inappetenza. Molte volte i disturbi psicosomatici ci fanno da sentinelle dell’insorgere di un disagio psicologico che se non ascoltato può sfociare in: depressione, dipendenza da sostanze, disturbi alimentari, attacchi di panico. Risulta dunque fondamentale ascoltare il proprio corpo, e rivolgersi ad uno psicologo, nel caso si verifichino disturbi somatici persistenti che non trovano una spiegazione fisiologica a seguito di controlli medici.

Come dicevano i romani: ”Mens sana in corpore sano” .

 

 

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