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Quanto bene devi sapere due lingue per essere considerato bilingue? Scoprilo attraverso una conferenza TEDx

Ti sei mai chiesto in che lingua pensi chi è bilingue? E’ possibile diventare bilingue da adulti? Se ti sei mai posto queste domande leggi questo articolo. 

 

La scrittrice newyorkese Mia Nacamulli, qualche anno fa, ha tenuto una conferenza per TEDx nella quale ha raccontato il mondo di chi è bilingue. Nacamulli ha cercato di rispondere ad alcune delle domande che ci facciamo tutti in merito a questo argomento: conoscere più lingue potrebbe voler dire che il tuo cervello ha una conformazione differente? In che lingua pensano? Si può diventare bilingue da adulti?

Il tuo cervello parla

Il linguaggio, semplificando, ha due sedi nel cervello: l’area di Wernicke e l’area di Broca. Per il 97% delle persone destrimane e per l’81% delle persone mancine queste due aree si trovano nell’emisfero sinistro. L’area di Wernicke è un’area percettiva del linguaggio. E’ compresa sia in linguaggio scritto che parlato ed è stata chiamata così dopo che il neurologo tedesco Carl Wernicke ha scoperto che è responsabile di come le parole e le sillabe sono pronunciate. L’area di Broca è un’area del lobo frontale del cervello ed è legata alla produzione del discorso. E’ stata chiamata così dopo che Paul Broca ha notato, nei suoi pazienti, un’arretratezza nella produzione discorsiva in seguito a lesioni in quest’area.

Cenni anatomici a parte, come si sviluppa normalmente il linguaggio nei bambini che imparano una sola lingua madre? Un bambino normalmente inizia con la lallazione (ma-ma, ta-ta, pa-pa) intorno ai 6 mesi. Verso i 9 mesi sviluppano la comunicazione verbale intenzionale (mamma-cotto per dire mamma voglio il biscotto) per poi passare alle prime parole intorno ai 12 mesi. Arrivano al boom del vocabolario intorno ai 18 mesi e alla formazione di frasi complete dai 24 mesi. Dai 24 ai 36 mesi hanno un grande sviluppo grammaticale che consente loro di formulare proposizioni dichiarative. Questo iter è uguale per i bilingue?

Il tuo cervello parla x2

Innanzitutto chi sono i bilingue? Sono quelle persone che hanno acquisito due lingue più o meno nello stesso momento (quindi tendenzialmente da piccoli) e hanno così sviluppato due codici linguistici, per esempio uno per l’italiano e uno per il tedesco. L’iter con cui vengono apprese le due lingue è pressoché lo stesso.

E’ possibile diventare bilingue da adulti o adolescenti? Beh, sebbene tutti i tipi di bilinguismo raggiungano dei livelli di competenza linguistica alti, il funzionamento del cervello è molto diverso a seconda dell’età. Il nostro cervello è molto più plastico quando siamo bambini, motivo per cui diventiamo bilingue senza nemmeno accorgercene. Il nostro cervello e quindi la nostra capacità di apprendere diventa sempre meno elastica con il passare degli anni. Inoltre siccome la lateralizzazione del cervello (il fatto che l’emisfero destro sia legato alle emozioni e il sinistro sia più razionale) avviane dopo l’infanzia, chi impara una lingua in età precoce è avvantaggiato perché utilizza in maniera omogenea entrambe le parti del cervello.

Per rispondere alla domanda: è possibile diventare bilingue da adulti? in maniera chiara possiamo dire che sì, è possibile, tuttavia sicuramente il grado di bilinguismo e la facilità nello switchare da una lingua all’altra è inferiore.

E come appare un cervello bilingue? E’ diverso? Un po’ sì. Il cervello di un bilingue appare più denso nella zona che contiene la maggio parte di neuroni e sinapsi ed è più attivo in certe regioni (come si vede dall’immagine sopra). Il bilinguismo non è sinonimo di intelligenza, ma sicuramente apporta dei vantaggi perché è come se mantenesse il cervello sempre un po’ più plastico. 

Mia Nacamulli per TEDx

Mia Nacamulli, nel suo speech per TEDx, conferma tutte queste teorie, affermando che essere bilingue potrebbe davvero voler dire che il cervello sia fatto in modo diverso. Afferma che l’abilità linguistica è divisa in due parti: abilità attiva (quindi parlare e scrivere) e abilità passiva (quindi ascoltare e leggere). Chiaramente un bilingue dalla nascita avrà acquisito queste competenze in maniera molto più omogenea che un adulto o adolescente che diventa bilingue e quindi avrà sviluppato maggiormente le abilità passive perché sono le più semplici. Anche quando impariamo l’inglese a scuola riusciamo a capire molto di più da ciò che ascoltiamo rispetto a quello che poi riusciamo a dire.

Cerchiamo di rispondere all’ultima domanda: in che lingua pensa un bilingue? Un bilingue possiede le abilità attive e passive in maniera quasi identica per entrambe le lingue, l’unica differenza potrebbe essere dovuta alla loro esperienza con una delle due lingue. Magari se hanno la mamma inglese e il papà spagnolo e i primi anni dell’infanzia hanno passato più tempo con la mamma che con il papà, può essere che non abbiano appreso le due lingue dando ad ognuna l’importanza del 50% esatto, ma abbiano sviluppato una preferenza per una piuttosto che per l’altra.

Ricapitolando quindi: il cervello dei bilingue è più plastico e questo può essere un vantaggio, ma non è sinonimo di maggior intelligenza. La maggior parte dei bilingue ha una preferenza per una delle due lingue e questa potrebbe corrispondere alla lingua che usano maggiormente. Infine, è possibile diventare bilingue da adulti (pensiamo a chi si trasferisce in un altro stato dopo l’università) anche se il grado di apprendimento e di plasticità non potrà mai essere come quello di chi lo diventa da bambino.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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