Quando si finisce a parlare del nostro sistema solare, uno dei pianeti che attira più l’attenzione è sicuramente Saturno. Nel momento in cui si pensa al gigante gassoso non si possono non considerare i suoi caratteristici anelli. Risulta difficile distinguerli, come elementi separati, ma a quanto pare la comparsa dell’ammasso di particelle che orbita attorno al pianeta non è più vecchia di 100 milioni di anni.

Una scoperta Italiana

La scoperta, insieme ad altre relative al gigante, arrivano dal dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza, Università di Roma, da un Team di ricercatori coordinati da Luciano Iess. I dati relativi al lavoro effettuato dalla squadra, sono stati pubblicati nell’edizione online di Science.

La sonda Cassini

I dati, che hanno portato alla rivelazione, sono stati ricavati grazie all’aiuto della sonda Cassini, prima di disintegrarsi nell’atmosfera del pianeta. Sono state di seguito calcolate la massa degli anelli nonché la forza di gravità e stimata l’estensione dei venti del pianeta sui 9000 km di profondità. Le misure, sono state calcolate con una precisione di pochi centesimi di millimetri al secondo sulla velocità di viaggio di Cassini, e registrate con collegamento radio con antenne della NASA, dell’agenzia spaziale Europea e con la SDSA.

Immagine della sonda Cassini-Huygens che passa vicino Saturno

Tra Gravità ed Età

Il calcolo dell’età degli anelli è stato fatto in relazione alle forze attrattive esercitate su quest’ultimi. Secondo misure precedenti infatti, essi sarebbero costituiti dal 99% di ghiaccio e dall’1% da silicati. La sonda è stata utile anche per il calcolo di particelle contaminanti attorno al pianeta. Una volta calcolata la massa degli anelli, è stato possibile di seguito risalire al tempo che avrebbero impiegato a depositarsi su Saturno: sui 100 milioni di anni. Luciano Iess indica come possibile origine di questo ammasso di particelle orbitanti, quella di una luna, che andando a scontrarsi con un una cometa, è di seguito esplosa.

Alla scoperta della struttura di Saturno

Con gli stessi calcoli sulla gravità, si è potuto dare un idea chiara della sua struttura interna. Di Saturno si sapeva soltanto che il suo raggio si aggirasse attorno ai 60000 km, e che fosse costituito da elementi comuni al Sole. Era risaputo inoltre che gli strati esterni e quelli interni si muovessero a velocità differente, ma non di quanto.

Immagine approssimativa della struttura di Saturno

Il lavoro ha portato a ulteriori risultati sul piano di comprensione del pianeta. Esso infatti ha permesso di rispondere ad un altro interrogativo: quanto è grande il nucleo di Saturno? Secondo alcuni modelli matematici sviluppati sviluppati presso l’Università della California a Berkeley, il nocciolo di Saturno dovrebbe essere  pari al 15% della grandezza totale del pianeta.

 

Mattia Antonio Sperandeo 

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