Quando l’altro diventa punto di forza: l’effetto Base Sicura spiegato dai Sogni Segreti di Walter Mitty

È possibile che una persona sia per noi così importante da motivarci a fare una pazzia come saltare su un elicottero con un pilota ubriaco? Probabilmente no, ma potremmo andarci vicino.

“Quando ero in Groenlandia -là fanno il karaoke- e…io…dovevo salire su un elicottero con un pilota ubriaco da morire e…ho cominciato a pensare a te che cantavi Major Tom… […] è stato quello che mi ha fatto salire sull’elicottero e mi ha fatto arrivare dove volevo”

La quintessenza della vita

Ne “I sogni segreti di Walter Mitty” (2013) Ben Stiller indossa le vesti di uno schivo archivista di negativi per “Life”, una famosa rivista americana. Per ben 16 anni Walter Mitty ha lavorato nell’ombra, organizzando e custodendo le migliaia di foto pubblicate dalla rivista. Ma forse proprio per sfuggire a quell’ombra, Mitty si lascia andare a vividi sogni ad occhi aperti sulla collega Cheryl Melhoff, che diventa così protagonista dell’immaginazione ingenuamente romantica di Mitty.
I sogni ad occhi aperti diventano realtà quando Mitty si accorge che, tra i negativi inviati da un famoso fotografo alla redazione, manca il numero 25: “la quintessenza della vita”, eletta come l’ultima copertina della versione cartacea di Life. Deciso a recuperare il negativo, Mitty parte da solo alla ricerca del fotografo e viaggia attraverso gli immensi spazi della Groenlandia e dell’Islanda, fino in Afghanistan, dove finalmente raggiunge l’uomo. Ma qui fa una sconcertante scoperta.
Al termine dell’assurdo viaggio, Walter Mitty si rende conto che è riuscito a buttarsi perché in realtà non è mai stato da solo. Per tutto il tempo ha portato con sé Cheryl, custodita nella sua immaginazione.

Kristen Wiig in The Secret Life of Walter Mitty (2013) | Walter mitty, Life of walter mitty, Mitty movie

La teoria dell’attaccamento

Esistono, nella vita di ognuno di noi, una o più persone talmente importanti che il solo pensare a loro può darci la forza per affrontare situazioni che ci terrorizzano. Come salire su un elicottero con un pilota ubriaco.
La psicoanalisi chiama questo fenomeno Base Sicura Interiorizzata (BSI). Ma per poter capire meglio cosa sia, sono necessarie alcune premesse.
La Base Sicura Interiorizzata è una conseguenza dell’attaccamento, una forma di relazione interpersonale studiata ampiamente dal medico e psicanalista John Bowlby (1907-1990). La teoria formulata da Bowlby spiegava nello specifico l’attaccamento tra madre e bambino, che è generalmente il primo legame forte che ognuno di noi stringe con un’altra persona. L’attaccamento tra il bambino e la persona che si prende cura di lui è un tipo di relazione con delle caratteristiche specifiche:

  • è selettivo, perché l’attaccamento si sviluppa nei confronti di poche persone fidate
  • è basato sulla vicinanza fisica, che garantisce un senso di sicurezza
  • fornisce al bambino una Base Sicura, cioè la figura di riferimento dà quella sicurezza che permette al bambino di esplorare il proprio ambiente
  • fornisce un Porto Sicuro, perché la persona di riferimento diventa un luogo sicuro a cui tornare in caso di minaccia

Bene, e questo cosa c’entra con Mitty che riesce a viaggiare per mezzo mondo da solo pensando a Cheryl?

В этой жизни все должно было быть иначе(!/?) | by Alim Bogomolets | Medium

 

La Base Sicura Interiorizzata

Come già detto, l’effetto Base Sicura permette al bambino di sentirsi al sicuro ed esplorare l’ambiente quando è presente la persona di riferimento, che può essere la madre, il padre, i nonni, un insegnante…
Con il passare del tempo, il bambino diventa adulto e il contatto fisico con la persona di riferimento (che può anche essere diversa da quella dell’infanzia) non è più così fondamentale. Infatti, se ci troviamo in situazioni difficili, solo pensando alla persona o alle persone a noi più care possiamo farci forza: è come se fossero dentro di noi, non importa quanto fisicamente distanti siano.
Anche se in modo molto romanzato, la Base Sicura ha funzionato per Walter Mitty. Nonostante per 16 anni fosse rimasto nell’ombra di un archivio, a pochi passi dalla donna di cui era innamorato, gli è bastato immaginare che fosse con lui quando ha avuto l’opportunità di iniziare un viaggio degno di un film.
E mentre al bambino serve la vicinanza fisica dell’adulto per rasserenarsi, l’adulto può trarre forza da una vicinanza di tipo mentale con la persona che ama, una vicinanza più astratta, ma non per questo meno potente.

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