Quando dietro un’azienda c’è una donna: ce ne parlano Weber e Liz Lemon

Quando le menti creative delle donne sfidano i loro capi in giacca e cravatta.
Fonte: Wired Italia

Sempre più donne stanno entrando all’interno di importanti settori, ma a causa dei loro capi non riescano a svolgere le loro mansioni. Analizziamo come Weber immagina le organizzazioni e come la star di “30 Rock” Liz Lemon le viva.

MIDTOWN MANHATTAN, NEW YORK

Al numero 30 del Rockefeller Plaza, Liz Lemon è il capo sceneggiatrice del The Girlie Show”, uno dei programmi televisivi più popolari d’America. Nonostante il successo e la stima dei suoi colleghi, dovrà cambiare ben presto i suoi piani a seguito dell’assunzione di Jack Donaghy come dirigente del network. Liz continuerà a dirigere lo show, ma dovrà fin da subito scontrarsi con le idee spesso controverse del suo capo, che reputa lo show ideato da Lemon come non gradito da parte del pubblico maschile. Affinchè possa risolvere quello che lui reputa come un problema, preferirà assumere Tracy Morgan, un attore conosciuto più per i suoi scandali da prima pagina che per le sue doti da attore. Nonostante la sua pessima condotta, per Donaghy non è comunque un problema poiché non è stato comunque condannato per omicidio”. Desideroso di averlo nello show così da poter aumentare l’audience maschile, fisserà un appuntamento dove Liz Lemon dovrà avere un colloquio direttamente con Tracy, cosa che risulterà fin da subito impossibile a causa del suo comportamento irriverente. Nonostante i diverbi iniziali, Tracy finirà col piacere non solo al pubblico, ma anche agli stessi sceneggiatori. L’unica a rimanere delusa da questo cambiamento improvviso è la nostra Liz Lemon, in quanto l’arrivo di Tracy Morgan porterà non solo Jenna Maroney, la migliore amica di Liz Lemon, a sparire dal cast, ma cambierà anche il nome dello stesso show. Questi saranno solo alcuni dei primi cambiamenti che cominceranno a soffocare la creatività dell’unica donna presente negli uffici dei vertiginosi grattacieli newyorkesi. Sia chiaro, stiamo parlando di una serie televisiva comica con lo scopo di deridere le emittenti televisive americane, ma riflette anche se in modo marginale quello che succede dietro le quinte dei programmi televisivi, quando la fantasia delle donne viene bloccata dall’immaginario conservatore degli uomini.

Il cast di “30 rock”, fonte: TechPrincess.it

COME PUO’ LAVORARE UN GRUPPO PER WEBER?

Il mondo sociale è pieno di organizzazioni, cioè collettivi appositamente costruiti per raggiungere particolari fini, come scuole o università che hanno l’obiettivo di educare gli studenti. Il sociologo che maggiormente si è soffermato sui vari modelli di organizzazione è stato Weber, in particolare su un tipo di organizzazione, ovvero sulla burocrazia, che immagina come altamente razionale e specialmente efficiente oltre che razionale. Oggi giorno i modelli di gruppo e di organizzazioni possono essere tanti, che si tratti di un gruppo di lavoro o di un’azienda televisiva come in “30 Rock” non importa. Per il corretto funzionamento delle organizzazioni in questione e necessario che al comando vi siano autorità carismatiche e dotate di un animo che possa tenere salde le stesse fondamenta dell’organizzazione. E quello che vediamo nella serie citata quando l’intero cast attende trepidamente l’arrivo di Liz Lemon sul set per ricevere le disposizioni dello show, e nonostante lei non sia il capo della società coloro che ne fanno parte preferiscono prendere ordine da lei, in quanto l’unica ad avere un forte potere organizzativo.  L’unico problema è che Il modello di Weber non prende in considerazione le numerose discriminazioni che possono nascere all’interno delle organizzazioni, una problematica più che attuale. Nella burocrazia ideale, qualsiasi lavoratore con la necessaria formazione può svolgere qualsiasi lavoro a prescindere dalla categoria sociale a cui appartiene o se si tratti di un uomo o di una donna. Le organizzazioni possono però discriminare, consciamente o inconsciamente, nelle assunzioni e promozioni, in cui ad esempio uomini bianchi vengono preferiti alle donne o alle minoranze. Oppure, molte donne potrebbero finire col non ricoprire ruoli importanti nonostante gli spettino di diritto o di non esercitare totalmente i loro incarichi poiché spesso le loro idee non vengono nemmeno in considerazione. Alcune donne si trovano molto spesso di fronte a quello che in sociologia viene chiamato “soffitto di vetro‟, un certo livello di autorità in una società oltre al quale non possono avanzare, poiché molte mansioni sono state mascolinizzate. Non solo soffitti, ma si parla anche di “gabbie di vetro”, dove uomini e donne lavorano separatamente e spesso sono gli uomini ad avere un potere decisionale maggiore. Infine c’è la “scogliera di vetro”, ovvero quando sono proprio coloro che solitamente sono le meno considerate a dover prendere decisioni importanti per il bene del gruppo. Pensiamo alla nostra Liz Lemon, che pur di far si che il suo show non venisse chiuso o peggio ancora, perdere il suo posto di lavoro, si è dovuta recare nel Bronx con un tailleur per parlare con Tracy Morgan in un club notturno. Chi lo farebbe mai?

DISTRUGGERE LE NORME

Abbiamo evidenziato come effettivamente Weber avesse predetto quelle che sono le organizzazioni all’interno dei più disparati gruppi odierni. Nella sua visione tutto è razionalizzato, con il fine di far funzionare quella che è la sempre più complessa macchina burocratica. Purtroppo come è emerso dall’analisi della serie e sugli sfortunati avvenimenti di Liz Lemon che sono soltanto una piccola fetta di una più grande realtà, è emerso come purtroppo anche i gruppi d’azienda conoscano le discriminazioni e di come non facciano niente per boccarle se non cercare di nasconderle. Una falda che oggi giorno sta diventando sempre più problematica è la mancanza di liberta decisionale e creativa in vari settori dove la presenza maschile è pressochè totale. Non è solo lo show ideato da Liz plasmato da un uomo, ma anche di come sempre più uomini ricoprano ruoli di prestigio a discapito delle donne. Nonostante le lotte femministe degli ultimi anni e i dissensi urlati a gran voce nei cortei delle città più conosciute, le idee e la creatività possiedono ancora un genere.

 

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