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Qual è la situazione dei ristoratori italiani? Marx, Hegel e ‘Beppo’ permettono di analizzarla

 

Quale sarebbe il commento di K. Marx e F. Hegel riguardo alla negazione del diritto al lavoro che stanno subendo molti imprenditori a livello italiano, nonchè globale? Attraverso la vicenda di Giuseppe Tonon se ne ha una possibile previsione.

Tra le molteplici limitazioni volte ad arginare l’inasprimento dell’emergenza sanitaria la chiusura anticipata delle attività di ristorazione e dei bar ne pregiudica duramente la situazione economica, già lesa altrettanto severamente durante il periodo di lockdown.

La vicenda di ‘Beppo’

Il sentimento di sconforto e cruccio di tale classe di imprenditori è pienamente compendiata nella storia di Giuseppe ‘Beppo’ Tonon, gestore di un locale a Piavon di Oderzo, cittadina della provincia trevisana. Per lui il nuovo Dpcm che impone la chiusura dei ristoranti alle 18 rappresenta un ulteriore sacrificio, forse stavolta non tollerabile, sia economico che morale. Ecco perché la figlia Elena, che riassume le vicende dell’attività del padre in un post su Facebook poi diventato virale, definisce ciò come ‘la mazzata finale’. Approfondendo i trascorsi di ‘Beppo’ si nota come il ‘Ca’ Lozzio’ sia per lui motivo di orgoglio e soddisfazione, prova delle fatiche di ‘un uomo che si è fatto dal niente’, come descritto nella didascalia del post. Tale situazione rispecchia l’animo di numerosi imprenditori e gestori di un’attività commerciale, che oltre all’importanza della perdita economica, si sentono limitati del proprio diritto al lavoro e dei sacrifici di una vita.

Il pensiero di K. Marx e F. Hegel

Seppur appartenente ad un contesto culturale diametralmente opposto, il sistema filosofico di Karl Marx (Treviri, 1818 – Londra, 1883) può ritrovare degli appigli in questo contesto. L’autore tedesco infatti sottolinea come alla base della storia vi sia il lavoro, inteso come creatore di civiltà e attraverso il quale l’uomo riesce a realizzarsi emergendo dall’animalità primitiva e distinguendosi dagli altri esseri viventi. Marx riprese parte della concezione di Friedrich Hegel (Stoccarda, 1770 – Berlino, 1831), che denotava come esso insegni a controllare i propri istinti e ad indirizzarli in modo costruttivo verso un oggetto, imparando quindi a dominare i propri impulsi biologici e aumentando conoscendo così la propria indipendenza.

Costituzione e attualità

La Costituzione della Repubblica italiana ammette la parziale e temporanea negazione di uno o più dei diritti fondamentali se tale restrizione mira a salvaguardarne un altro. Nella situazione a noi contemporanea se ne ritrova un lampante esempio, ovvero la proibizione, seppur non totale, del diritto al lavoro espresso nel Articolo 1 a favore del diritto alla salute e alla sanità. L’importanza di esso è quindi sovrastata dalla volontà di proteggere l’incolumità collettiva, dando così ‘la mazzata finale’ a molti piccoli-medi imprenditori. Volendo richiamare, in un contesto totalmente anacronistico, Marx e Hegel, questi sarebbero probabilmente sfavorevoli e titubanti a privare del lavoro la società, sottolineando strenuamente l’importanza e la valenza morale, ponendosi ad esempio a favore della vicenda di ‘Beppo’, mediando un giusto e delicato accordo tra salute e lavoro. È davvero impossibile evitare che numerose attività commerciali siano stroncate o limitate in modo irreversibile? O un preciso intervento dello Stato può ribaltare tal precaria situazione?

 

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