Qual è il vero problema dell’Italia? L’amara verità  di Massimo d’Azeglio e Claudio Bisio

Sin dall’Unità in Italia è evidente che ci sia un problema che non permette il corretto funzionamento della società. Le cause sono state attribuite verso le situazioni e i problemi più disparati, ma qual è la verità?

In Italia è ormai consolidata abitudine quella di puntare sempre il dito verso la politica, verso i parlamentari corrotti che rubano i soldi ai cittadini e alzano le tasse. Va però considerato che queste persone vengono democraticamente elette dal popolo e rispecchiano le scelte e le idee di ognuno. Quindi è certo che tutte le colpe vadano associate alla classe del potere? I cittadini sono totalmente esenti da colpe? Per trovare una risposta si può ricercare nel romanzo I miei ricordi di Massimo d’Azeglio e nel film Benvenuto Presidente! che ha come protagonista l’attore Claudio Bisio.

Un romanzo veggente

(Ritratto di Massimo d’Azeglio)

Massimo d’Azeglio pubblica nel 1867 uno dei romanzi memorialistici più importanti della letteratura italiana, intitolato I miei ricordi. Egli racconta la propria vita, dai primi passi fino alle grandi gesta politiche per la Patria; la finalità è pedagogica, precisamente vuole fornire l’esempio del “buon italiano”. Nel capitolo introduttivo egli evidenzia, oltre alle intenzioni dell’opera, il problema più importante da risolvere in seguito all’Unità:

I più pericolosi nemici d’Italia non sono i Tedeschi, sono gl’Italiani. E perché? Per la ragione che gl’Italiani hanno voluto fare un’Italia nuova, e loro rimanere gl’Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini (inettitudini) e le miserie morali che furono ab-antico (fin dall’antichità) la loro rovina

In queste righe viene evidenziato come il problema principale degli italiani non siano gli austriaci, con la quale sono stati in guerra per anni, ma i loro stessi comportamenti. Per secoli il bel paese è rimasto diviso in tante piccole realtà politiche, per colpa della faziosità dei vari gruppi dirigenti, e soprattutto per una mancata vera volontà di unità nazionale. D’Azeglio accusa inoltre tutti i ceti della popolazione che non ha mai adempito al proprio dovere, lasciando che il paese andasse in rovina:

Il primo bisogno d’Italia è che si formino Italiani che sappiano adempire al proprio dovere; quindi che si formino alti e forti caratteri. E pur troppo si va ogni giorno verso il polo opposto.

Nel finale è evidente il tono amareggiato dall’autore, che è consapevole della situazione dell’epoca, di come l’Italia sia cambiata dal punto di vista politico ma non da quello sociale.

L’Italia dell’ipocrisia

(Scena del film Benvenuto Presidente!)

Claudio Bisio, nelle vesti del pescatore Giuseppe Garibaldi, è il protagonista della commedia a sfondo politico Benvenuto Presidente! (2013). Egli nel film viene eletto Presidente della Repubblica per errore, e scopre la realtà politica di quegli anni, intenta a fare accordi di palazzo per formare governi. Molto significativo è il discorso finale della pellicola, dove Bisio pronuncia il discorso di dimissioni davanti al Senato e alle televisioni italiane:

Non si deve dimettere più nessuno?
O forse Tu (indicando l’obbiettivo della telecamera),
Tu che punti il dito e dici che i politici sono ladri e poi magari evadi le tasse, parcheggi in doppia fila, paghi in nero convinto di risparmiare un po’,
Tu che non fai il politico ma ti piacerebbe farlo per poter piazzare i parenti arraffare qualche cosa, che riesci a fare la tac in due giorni perché conosci il primario,
Tu che timbri il cartellino e poi t’imboschi,
Tu che magari sei onesto ma se vedi qualche amico che fa qualche abuso non dici niente tanto è una inezia,
Tu non ti puoi dimettere tanto non sei rappresentante di niente.
Dovresti dimettere la tua furbizia sennò i prossimi saranno peggio di questi, perché questi qua sono figli nostri di un paese dove le regole non le rispetta più nessuno.
Già ma qui i disonesti son sempre gli altri, ma gli altri chi?

Queste parole sono evidentemente un’accusa riferita ai cittadini italiani, che si lamentano in primis del proprio Paese, ma poi commettono ogni tipo di irregolarità e crimine. Garibaldi sottolinea come i politici, eletti democraticamente dal popolo, sono semplicemente lo specchio della società ipocrita, che non si assume le proprie responsabilità.

Un problema irrisolvibile?

(Vignetta satirica riguardo la situazione italiana)

Analizzate due realtà storiche, come quella di d’Azeglio e del film Benvenuto Presidente!, è evidente che, nonostante il passare dei secoli, uno dei problemi principali dell’Italia sono i cittadini stessi. Basta pensare che il debito pubblico è di più 2000 miliardi euro e circa 180 miliardi è il danno provocato dall’evasione fiscale, la risoluzione di questo problema porterebbe, oltre all’abbassamento della pressione tributaria, anche alla riduzione delle tasse. Diventa quindi giusto puntare il dito sempre contro gli altri? Puntare il dito contro i vicini, lo straniero o i potenti? Sergio Marchionne, celebre direttore aziendale della FIAT, in un intervento pronunciò le seguenti parole:

I diritti sono sacrosanti e vanno tutelati, ma se continuiamo a vivere di soli diritti, di diritti moriremo.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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