“X+Y”= l’equazione che spiega come funziona la mente dei ragazzi autistici

L’autismo è un disturbo che compromette l’interazione sociale e la comunicazione verbale e non verbale. Le persone autistiche, possono comunicare in altri modi?

Autismo: alcuni lo vedono come una terribile bolla da cui non si può uscire e che rende le persone “diverse”. E’ questa la verità?

“X+Y”…no, non è un quesito che vi sto ponendo, ma il titolo di un film. Assurdo? Per qualcuno potrebbe non esserlo. Anzi, potrebbe essere la porta che apre un intero mondo, l’unico ponte per chi ci vede da lontano. Non è fantasy, ma dura realtà. Può essere la matematica un modo di esprimersi contro le barriere poste dall’autismo?

“X+Y”, ovvero “A beautiful young mind”

Morgan Matthews, regista del film “X+Y“, si è ispirato ad una storia vera per dirigere il suo film, ovvero…la sua (più o meno). Matthews, viene incaricato nel 2007 di dirigere un documentario sulle giovani menti americane facenti parte della International Mathematical Olympiad, focalizzandosi sui ragazzi che soffrivano di autismo. Matthews, rimasto a dir poco affascinato dalla mostruosa bravura di questi ragazzi, decide di dirigere un film, sette anni più tardi, che parla proprio di un ragazzo con un disturbo dello spettro autistico che riesce ad entrare nella squadra delle olimpiadi della matematica. Nathan, interpretato da Asa Butterfield, è uno dei giovani prodigi della matematica della sua scuola. Cosa lo rende così speciale? Nathan è affetto da una rara forma di autismo dalla nascita, peggiorata dalla morte del padre- l’unica figura che riusciva ad essere il vero intermediario tra il mondo di Nathan e degli “altri- che farà diventare la malattia ancora più cronica, impedendogli definitivamente di instaurare rapporti con gli altri e chiudendolo in una bolla che gli permette di evadere solo attraverso la matematica. Grazie all’aiuto di un professore anticonvenzionale, Nathan riesce, non senza qualche difficoltà, a vincere piccole e grandi sfide causate dal suo spostamento a Taiwan, per via delle imminenti olimpiadi della matematica.  Ed è proprio questa piccola gita a mostrare a Nathan che non è lui l’unico “strambo“, ma che tantissimi ragazzi, diversi gli uni dagli altri, lo sono, e che la solitudine che lo circonda può, in realtà, far posto ad altre persone.

Nathan (Asa Butterfield) in compagnia di Zhang Mei (Jo Yang) che inizia a scoprire, per la prima volta, cosa vuol dire “vivere”, nonostante la sua “diversità”.

Autismo: che cosa è? qualche informazione generale

L’autismo è un grave disturbo del neurosviluppo, classificato nel DSM-V (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) come “Disturbo dello Spettro Autistico“, di cui fanno parte anche la Sindrome di Asperger e il Disturbo Disintegrativo. E’ molto sottile la differenza tra questi tre disturbi. Tutti e tre, ad esempio, possono presentare compromissione intellettiva e/o del linguaggio, sono frequenti deficit motori e segni motori anomali e, negli adolescenti, possono manifestarsi comportamenti di autolesionismo, dirompenti o sfidanti. Prima di parlare meglio della sintomatologia, però, facciamo qualche passo indietro. L’autismo appare fin dalla prima infanzia e segue un percorso costante, senza possibilità di regressione. Nonostante i soggetti affetti da autismo possono avere alcuni aspetti della propria vita normali o addirittura migliori rispetto a chi ha avuto un neurosviluppo normale, altri aspetti ne risultano gravemente compromessi. I sintomi dell’autismo iniziano a manifestarsi a partire dall’età di sei mesi, ma è a due anni circa che diventano totalmente espliciti, continuando ad aumentare fino all’età adulta. I sintomi caratteristici che ne permettono la diagnosi sono tre: deficit dell’interazione sociale, della comunicazione e interessi e comportamenti limitati e ripetitivi. Purtroppo, la sintomatologia prevede anche molti altri aspetti, non da tutti i soggetti condivisi e, per fortuna, non sempre in forma grave. Scopriamo insieme i più diffusi.

Autismo: si presenta fin dall’infanzia e la sintomatologia è visibile fin dai sei mesi del bambino.

Qual è la sintomatologia più diffusa? Cosa comporta?

Tra i sintomi più diffusi vi sono deficit nella comunicazione sociale e nell’interazione sociale in diversi contesti che si manifestano attraverso problemi nella reciprocità socio-emotiva con ridotto interesse nella condivisione e nell’iniziativa durante l’interazione, problemi nella comunicazione non verbale (anormalità del contatto oculare, del linguaggio del corpo o mancanza totale di espressività facciale e gestuale), difficoltà nella regolazione del comportamento nei diversi contesti sociali. Inoltre, si aggiungono comportamenti inusuali e attaccamento con uso stereotipato e ripetitivo di oggetti, eccessiva aderenza alla routine ed eccessiva resistenza ai cambiamenti, forte attaccamento agli oggetti inusuali, iper/iporeattività a diversi stimoli, indifferenza verso il dolore, risposta avversa a stimoli diversi (determinati tipi di suoni, materiali, colori). Come se non bastasse, spesso capita che i soggetti che soffrono di un disturbo dello spettro autistico presentano delle comorbidità (ovvero altri disturbi o comportamenti non direttamente associati alla sindrome o al disturbo di cui si soffre, ma che si presentano insieme al disturbo principale), come un comportamento autolesionista, aprassia, deambulazione sulle punte, scarso tono muscolare, selettività nel cibo e alimentazione rituale che possono portare a disturbi alimentari e a problemi di malnutrizione, ADHD (Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività), epilessia, sclerosi tuberosa, altre sindromi del neurosviluppo (come la Sindrome di Down e la Sindrome di Landau-Kleffner), rosolia congenita, disturbi dell’ansia, disturbi del sonno, disturbi ossessivi-compulsivi e molti altri disturbi o sindromi che, oltre che compromettere la vita psicologica del soggetto nei suoi più variegati aspetti, ne possono compromettere anche la salute fisica. Nonostante ciò, anche chi è affetto da una Sindrome dello Spettro Autistico trova una valvola di sfogo nella quotidianità, un ponte che gli permette di sentirsi “come noi”, anzi, anche meglio! Chi soffre di autismo, infatti, può presentare grandissime capacità in attività specifiche, al di sopra degli altri, come la memorizzazione di qualunque tipo di dettaglio (dai più rilevano a quelli del tutto irrilevanti), migliore attenzione, abilità matematiche (come nel caso di Nathan) e molte altre abilità.

Alcuni degli aspetti compromessi dall’autismo.

Inserimento scolastico: come qualcosa di complicato può diventare semplice

L’inserimento scolastico di soggetti che soffrono di autismo può sembrare molto complicato. Molti bambini e ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico possono provare una forte avversione per la scuola, che può peggiorare a causa dalla possibile difficoltà degli altri ragazzi (spesso anche genitori e insegnanti) ad accettare soggetti che presentano questo disturbo a causa, molto spesso, dei loro comportamenti disturbanti. Tuttavia, è importante per chi ha questo tipo di disturbo essere integrati al meglio per riuscire a creare i fondamenti di una buona socializzazione- quasi a livelli “normali”. Per prima cosa, è importante cercare di capire a cosa sono dovuti i loro comportamenti. L’ambiente scolastico, infatti, può essere estremamente disagevole, in quanto i bambini con disturbo autistico sono alla continua ricerca di ambienti tranquilli, stabili e ordinati, in cui loro possono avere il controllo delle regole. La vivacità dell’ambiente scolastico, mette loro paura e agitazione, vedendo ogni richiesta da parte degli insegnanti come una violenza nei loro confronti. E’ bene preparare, quindi, i bambini prima di entrare in un vero e proprio ambiente scolastico, per esempio abituandoli pian piano, durante l’infanzia, ad ambienti sempre più ricchi di stimoli, come giocattoli e materiali vari. In ambiente scolastico, invece, sarà preferibile affiancare il bambino ad insegnanti capaci di sovvertire le regole scolastiche per venire incontro alle esigenze del bambino e che riesca ad evitare di imporre al bambino degli ordini che deve eseguire, riuscendo ad essere sempre ad essere di aiuto, sostegno ed incoraggiamento. Quindi, importante nei contesti scolastici, è l’accettazione da parte di compagni ed insegnanti. Accettiamo la diversità, capiamola ed aiutiamo chi soffre di questi disturbi a non sentirsi mai messo da parte o escluso. E’ più semplice di quanto si pensi!

 

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