Psicologia e fumetti: Superman ha un effetto della memoria dedicato a lui

Clark o Superman: la verità

Clark Joseph Kent è conosciuto come l’altererò di Superman, il celebre personaggio dei fumetti, nato dalla mente di Jerry Siegel e Joe Shuster. La sua personalità remissiva, mansueta e dalle maniere delicate, è l’esatto opposto delle attitudini del supereroe. Clark fa di tutto per evitare di mettersi al centro dell’attenzione, fingendo un carattere introverso e modi gentili. Bastano pochi attimi per togliere gli occhiali, spettinarsi i capelli e cambiarsi d’abito per apparire ai nostri occhi come il supereroe che conosciamo. Clark rappresenta per Superman il suo desiderio di normalità, di poter vivere uguale tra gli altri. Nonostante la loro somiglianza fisica, Superman e Clark sono percepiti spesso come diversi nei manierismi e nella personalità per essere lo stesso individuo. Come è possibile non accorgersi della reale concomitanza tra i due personaggi? Molti fan sono arrivati anche ad affermare che gli attori fossero diversi per i due personaggi della tv. Un dibattito relativamente recente è quale delle due identità (Superman o Clark Kent) è la persona reale e qual è la facciata. Le interpretazioni pre-crisi di Superman presumevano che Clark Kent fosse la “maschera”, tuttavia ultimamente a prendere piede è l’idea opposta.

Le parole degli studi

Un semplice paio di occhiali potrebbe davvero farci pensare che Superman e Clark Kent siano due persone diverse? Sono stati condotti studi sulla percezione dell’identità dalle immagini del volto. Un compito che si basa sul confronto visivo piuttosto che sulla memoria: ai partecipanti sono stati presentati due immagini contemporaneamente e gli è stato chiesto se le immagini raffigurassero la stessa persona o due persone diverse. Le coppie di immagini mostravano la stessa immagine con o senza occhiali. L’accuratezza dei partecipanti era significativamente inferiore per gli studi “misti”. L’analisi dell’errore di risposta ha mostrato che quando un solo volto portava gli occhiali, le persone tendevano a rispondere che le persone fossero diverse.

L’effetto Clark Kent nella vita quotidiana

Il fenomeno non è rilegato solo ad una serie fumettistica nota, ma ha notevoli implicazioni sulla vita di tutti i giorni. Basti pensare ai casi di rapine, incidenti e anche omicidi in cui vengono interrogati i testimoni. I riconoscimenti facciali che avvengono tra più persone spesso lasciano il tempo al colpevole di “cambiare aspetto“. Molti e sempre più frequenti i casi in cui persone innocenti passano anni in carcere per degli scherzi della memoria. I fattori in gioco spaziano dalla familiarità, (se una persona ci sembra familiare sarà lei il colpevole) alla pressione esterna (si risponde ciò che ci sembra sia più corretto, non ciò che si ricorda), per non parlare dei pregiudizi legati a tatuaggi, piercing e droga. L’effetto legato al cambiamento di look non è che una minima parte. L’argomento resta controverso. Da una parte abbiamo l’urgenza di dover indagare questo campo, per evitare che sempre più persone vengano accusate ingiustamente. Dall’altra non è considerato etico indurre manipolazioni mnestiche, anche se per scopi scientifici.

Francesca Morelli

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