Il Superuovo

Procida, l’isola de “Il Postino”, è stata scelta come Capitale italiana della cultura 2022

Procida, l’isola de “Il Postino”, è stata scelta come Capitale italiana della cultura 2022

Procida è stata scelta come Capitale italiana della cultura 2022, andiamo alla scoperta dell’isola.

Porto della Corricella

Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, elegge ogni anno una città destinata a diventare per un intero anno capitale italiana della cultura, e per il 2022 siamo di fronte ad un’eccezione, poiché la nomina, straordinariamente non ricade su un capoluogo di provincia come è sempre stato, ma su una città insulare, ricca di cultura, arte, monumenti significativi e tradizione.

La nomina

Procida è un’isola di circa 4,5 kmq, al largo della costa campana, appartenente alle isole Flegree; la superficie comunale di Procida comprende anche l’isolotto di Vivara, con annessa Riserva Naturale, e gli abitanti, al 31 agosto dell’anno passato erano 10303.

Ogni anno, come già detto, il Ministero per i beni culturali designa una città destinata a diventare capitale italiana della cultura, ma cosa prevede l’Iter per la scelta del vincitore?

Innanzitutto le città interessate alla nomina devono presentare richiesta direttamente al Ministero, è un vero e proprio (più o meno) concorso di bellezza tra città, nel senso che 7 esperti nominati direttamente dal Ministro decidono quale di queste città candidate sarà la fortunata vincitrice, ovviamente il premio è in denaro, ed ovviamente esso servirà per proporre iniziative accattivanti con la mira di attirare una buona mole di turisti in primis, e poi di far conoscere la propria cultura, la propria tradizione, i propri monumenti e luoghi d’interesse artistico ed i propri prodotti tipici.

Per quest’anno, lo slogan delineato è “La cultura non isola”, evidente il gioco di parole, ed evidente è anche il volersi discostare dalla lunga tradizione di avere come vincitori grandi capoluoghi di provincia.

Manifesto pubblicitario di Procida come Capitale italiana della cultura 2022

Cosa vedere a Procida

Già solo attraccando alla Marina di Corricella, lo spettacolo è alquanto suggestivo, una fila di casette dai tratti mediterranei colorate di colori accesi (c’è un motivo per queste pigmentazione accesa: si dice che i pescatori volessero tenere d’occhio casa propria anche quando erano al largo) che affacciano direttamente sul porto, queste case sono sintomo di uno stile architettonico “popolare” presente e ben radicato sull’isola.

L’architettura civile e religiosa invece, risente molto delle influenze e degli insediamenti passati, l’isola, essendo comunque piuttosto vicina alla costa, era vittima di numerose scorrerie anche da parte dei pirati saraceni, soprattutto nel XVI secolo, altri elementi comuni con altre architetture sono da ricondurre al dominio spagnolo e borbonico.

Ma sorvolando ora su ciò che possiamo vedere tutto l’anno, la cultura, la tradizione ed il folklore sono senza dubbio uno dei tratti distintivi dell’isola, si va dalle processioni della Settimana Santa, nel cui contesto sfilano anche i “Misteri“, carri allegorici che contengono sculture rappresentanti episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento, ma soprattutto prevalgono scene riguardanti la Passione di Cristo.

Altra tradizione procidana molto importante e ben radicata è di nominare ogni anno una “Graziella”, personaggio di finzione presente in un romanzo (appunto Graziella) di Alphonse Lamartine, ambientato sull’isola, ed inoltre, a proposito di romanzi ambientati sull’Isola, anche Elsa Morante con la sua Isola di Arturo dà vita ad un’altra tradizione ben radicata, infatti ogni anno viene assegnato un premio letterario a lei dedicato.

Processione dei “Misteri”

Procida e “il postino”

Nel 1994 uscì nelle sale cinematografiche Il Postino, il film-testamento di Massimo Troisi, che morì in quello stesso anno pochi giorni dopo la fine delle riprese.

Il postino è un film di Micheal Radford, e lo diresse proprio in collaborazione con l’attore partenopeo, esso racconta la storia di Mario Ruoppolo, abitante di un’isola non specificata e della sua amicizia con Pablo Neruda, poeta cileno con forti ideologie comuniste che lo portarono in esilio sull’isola.

Questo tanto splendido quanto tragico film, fu girato principalmente sulle isole di Procida e Salina.

Fu talmente segnante che una Piazza della Marina Corricella fu intitolata a Massimo Troisi, ma non solo, anche a Salina un tratto della banchina del porto è chiamato “Passeggiata Massimo Troisi”, e vi è oltretutto conservata la bicicletta usata nel film.

A Procida c’è persino una tavola calda chiamata “La locanda del Postino”, dove vennero girate alcune scene del film, nel locale c’è tutt’oggi un intera parete dedicata al film con quadretti, citazioni e l’originale borsa usata da Troisi.

Altro importante luogo che ripercorre un’intensissima scena del film è la spiaggia di Pozzovecchio, ormai rinominata “spiaggia del Postino” in cui Mario e Beatrice, futura sposa del protagonista, si incontrarono per la prima volta.

Si può quindi dire che l’isola fu grandemente segnata da questo evento, e che essa viva ancora in simbiosi sia con il personaggio di Troisi sia con la storia che il film racconta.

In poche parole…

La nomina dell’Isola di Procida come Capitale italiana della cultura 2022, è senz’altro una mossa imprevista, che fa però ben sperare, anche considerando che negli anni passati erano i soliti capoluoghi di provincia forse un po’ “scontati” se vogliamo, ad essere insigniti di quest’onorificenza: Lecce, Cagliari, Perugia, Mantova, Siena, Palermo ecc., città con un già affermatissimo e nazionalpopolare patrimonio artistico e culturale.

Mentre Procida è, ai più, un territorio inesplorato, messo in ombra a livello turistico dai giganti di Ischia e Capri, un territorio con un potenziale ancora inespresso che attende solo quest’occasione per esportare la sua arte, la sua cultura, e la sua tradizione fuori dai suoi confini, complice di ciò potrebbe essere anche il legame indissolubile con le opere che la vedono come protagonista: da Il postinoa L’isola di ArturoaGraziella.

«Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua.»

Elsa Morante, l’isola di Arturo

 

 

 

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