I dati parlano chiaro, Nicola Zingaretti 70%, Maurizio Martina 18% e Roberto Giachetti 12%. Gli elettori del Pd hanno votato per il cambiamento e il neo Segretario Zingaretti ne vuole dare subito esempio ringraziando i sostenitori e definendo il Pd un ‘nuovo Pd‘. Si proclama ‘leader di una comunità in campo per cambiare la storia della democrazia italiana‘ e conclude l’intervento dedicando la vittoria, ad una nota attivista svedese per la salvaguardia del pianeta, agli italiani che manifesteranno in piazza il 15 marzo a favore dell’ambiente e ai 5 milioni di poveri in Italia ai quali rivolge una promessa per il futuro.

Zingaretti
Fonte foto: ilprimatonazionale

Arrivano subito le congratulazioni da parte degli altri due candidati, Martina gli augura ‘buon lavoro‘ con un tweet e Giachetti si congratula con il neo Segretario al telefono subito dopo lo scrutinio.
In tutto ciò, l’affluenza più bassa rispetto agli anni passati degli elettori Pd, non sembra preoccupare particolarmente nessun Democratico che non lasciano dichiarazioni al riguardo. Per questo motivo nei giorni scorsi, i candidati non si sono sbilanciati troppo sui numeri, ipotizzando all’incirca il milione di partecipanti.
Al contrario sia il vincitore che gli altri candidati sono molto soddisfatti e fiduciosi del risultato ottenuto.

Partito nato forte, ma mai cresciuto

Dopo quel famoso 14 ottobre 2007 , la fusione dei Democratici di Sinistra e la Margherita, diede vita al Partito Democratico. Legittimando i propri segretari tramite voto popolare, il Pd si assicurò un’elevata partecipazione alle primarie fondative. Infatti 3 milioni e 550 mila italiani si riversarono nelle sedi Pd di tutta Italia a votare per il futuro Leader del partito. Grazie a 2 milioni e 690 mila voti quel giorno, fu deciso Walter Veltroni nuovo Segretario, nonché futuro candidato premier alle successive elezioni. Il neo Segretario Walter Veltroni portò, alle elezioni ormai prossime, il neonato Partito Democratico a 12 milioni di voti, che non furono sufficienti per vincere le elezioni, ma sono tutt’ ora un record che nessun altro Segretario Pd è ancora riuscito ad eguagliare.

Un partito allo sbando che necessità di rinnovamento

Nel giro di meno di 10 anni, causa dissapori interni e scelte errate, quello che poteva diventare il primo partito d’Italia, non ha mai trovato la giusta guida per poter riacquistare credibilità, soprattutto a seguito della sconfitta al Referendum sulla Riforma costituzionale Renzi-Boschi del 4 Dicembre 2016. Il giorno dopo l’allora Segretario Matteo Renzi, decise di dimettersi da Segretario del Pd. Secondo i sondaggi fu da quel momento che il Pd incominciò a perdere terreno praticamente in gran parte delle regioni d’Italia. La caduta fu ufficializzata alle elezioni del 4 Marzo 2018, in cui il Partito non raggiunse il 19%. Un anno dopo, gli elettori tornano a votare ancora per un rinnovamento vero e lo fanno riponendo la fiducia, con un importante 70%, nel nuovo Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti.

Zingaretti
Fonte foto: calabriamagnifica

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