Chi ha fatto il primo passo?

L’immagine più celebrativa che abbiamo sulla conquista umana della Luna è la foto di un’impronta, ma non è la prima impronta e non è neppure quella del primo uomo. È invece una delle impronte del secondo, Buzz Aldrin. Dopo essere sbarcato dal LEM (Lunar Excursion Module) e aver pronunciato la celebre frase del piccolo passo, Armstrong ci regalò la prima foto dalla Luna, ma non l’impronta del suo primo passo. A differenza delle pose accanto alla bandiera, l’impronta fu impressa deliberatamente in modo così netto e chiaro a scopo scientifico. Serviva che a Terra si potesse notare la compattezza della regolite, la polvere lunare. Sulla Luna, nel luglio del 1969 ad Armstrong spettavano i rilevamenti tecnici e Aldrin scattava le immagini di rito come il saluto alla bandiera e la discesa del compagno dalla scaletta del LEM. Le poche foto che inquadrano Neil Armstrong sono scattate per caso e ciò ha portato ad avere solo foto delle spalle del capitano della missione. Le impronte degli astronauti delle varie missioni Apollo rimarranno impresse sulla regolite lunare per millenni, probabilmente finché non saranno colpite da un meteorite. La vera prima di Armstrong è andata persa perché cancellata dalle impronte successive dei due astronauti. A suo tempo, Il Messaggero creò una propria prima impronta utilizzando uno stivale. Questa falsa storia però resse solo tre giorni perché poco tempo dopo tutti ricevettero le vere foto.

La prima impronta del primo uomo sulla Luna.

Polvere lunare

Il valore scientifico dei campioni di suolo lunari è molto alto sia per la possibilità di conoscere la composizione del suolo lunare sia per il contributo fornito alla comprensione della genesi del satellite. La mancanza di un’atmosfera ha permesso la permanenza di tracce delle prime fasi della storia geologica della Luna. Nel 1966, si misurò la consistenza del terreno lunare dimostrando la capacità di sopportare l’allunaggio di mezzi meccanici e l’eventuale passeggiata d’esseri umani. La raccolta di campioni era uno degli obiettivi della missione e nelle due ore d’attività extraveicolare, gli astronauti raccolsero circa 21.5 chilogrammi d’esemplari di rocce. Le osservazioni dirette compiute permisero di avere informazioni inerenti alla composizione del terreno, che risultò simile a quello terrestre. L’unico minerale rinvenuto proveniente da meteoriti rocciose è l’aragonite. Tutto il materiale raccolto proviene dal regolite, che copre la superficie e che ha uno spessore che va dai 10 ai 100 metri di frammenti polverosi. Questo regolite è il prodotto di tutti gli impatti di meteoriti cadute nel corso dei miliardi d’anni.

Immagine del suolo lunare

Molta gente dubita dei primi passi

Nel 1978, uscì un film allusivo alla falsità dell’allunaggio avvenuto solo qualche anno prima. Questo film mostra una finta missione diretta verso Marte nella quale sono coinvolti tre astronauti. La NASA minaccia i tre partecipanti di collaborare e di nascondersi per qualche giorno prima di tornare alle loro case. Un giornalista però riceve una soffiata riguardante l’intenzione dell’Agenzia Spaziale di fingere la missione per una questione di denaro. Gli accadono molte disavventure perché decide di indagare come la manomissione della sua auto e il tentato omicidio. Dopo un finto arresto, il giornalista va alla ricerca dei tre astronauti ormai fuggiti e ricercati dall’Ente Spaziale. Ormai due astronauti su tre sono morti e lui appena uscito dalla prigione, inizia la sua ricerca verso l’unico superstite. Nel frattempo, si sta svolgendo una cerimonia di commemorazione dei tre astronauti caduti, che sono stati dichiarati morti in uno scontro con un meteorite. I due sopravvissuti fanno irruzione alla cerimonia e svelano ogni segreto.

Alberto Simula

 

 

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