Possiamo fare uno “splendido isolamento”? I consigli di Epicuro e degli scienziati

Un gruppo di scienziati e ricercatori intervistati da Nature si trovavano ognuno in una diversa area remota della terra, in una situazione straordinaria, quando è iniziata l’emergenza coronavirus. Ma i mesi passati in isolamento sono stati addirittura positivi: com’è possibile?

Immaginiamoci di trovarci in quarantena non nelle nostre comode case, non accanto ai nostri affetti, bensì su una nave. Niente supermercati provvisti di ogni bene necessario, niente shopping online, niente cibo consegnato a domicilio. Solo una grande nave e degli strumenti di ricerca a nostra disposizione, in mezzo al mare, in balia delle onde. Ad alcuni potrebbe sembrare un’esperienza da incubo, di certo non ci si sarebbero sottoposti volontariamente. Eppure, seguendo pochi e pratici consigli, una quarantena così particolare può trasformarsi in uno “splendido isolamento”.

Viaggiare per sapersi isolare

Il 29 marzo 2020, cinque ricercatori australiani ritornano sulla terra ferma, dopo 59 giorni trascorsi in alto mare. L’esperienza della quarantena non solo non li ha danneggiati, ma anzi, è servita come tappa fondamentale del loro percorso di crescita individuale. In un’intervista a Nature, importante rivista di divulgazione scientifica britannica, ognuno di loro ha raccontato come ha scelto di affrontare la situazione, quali esperienze e quali principi sono serviti a sopportare e a rendere fruttuosa la quarantena.In particolare la geologa Derya Gürer  ha raccontato la sua singolare esperienza di auto-isolamento spiegando come, paradossalmente, un elemento fondamentale che l’ha sostenuta sia stato il suo bagaglio di esperienze di viaggio. Vedendo posti, situazioni, modi di vivere diversi, diventi più “adattabile”, impari ad adeguarti ad ogni contesto, e ad affrontare le cose più impreviste. Racconta, per esempio, di come durante un viaggio, sempre per mare, si sia dovuta trovare ad affrontare una grande tempesta: in tale contesto non hai alcun controllo, sei completamente affidata agli altri, ed impari a sviluppare fiducia, a lasciarti guidare, a non essere impaurito se per una volta non hai la situazione in pugno. Grazie a questo insegnamento, dichiara la geologa, in un’emergenza quale l’avvento del covid è riuscita ad avere un approccio distaccato, a comprendere la sua impotenza di fronte a tale fenomeno e ad accoglierla positivamente. Di grande aiuto sulla nave, spiega, è stato anche il “viaggio interiore“, la meditazione e l’autoanalisi. Racconta infatti di aver iniziato a praticare regolarmente yoga, una disciplina che l’ha aiutata a rivalutare se stessa, a comprendere il valore della sua esperienza e, soprattutto, a controllare le sue emozioni.

Consigli per restare positivi

Altri interessanti suggerimenti ci vengono dati da altri scienziati, rimasti in quarantena in altre situazioni estreme. Laura Ohmdal, per esempio, era responsabile di un negozio di alimentari nella base di ricerca niente meno che dell’Antartide. Proprio in questo contesto ha compreso l’incredibile valore della moderazione e dell’equilibrio, che le sono stati di grande aiuto al tempo del coronavirus, mentre la gente impaurita prendeva d’assalto i supermercati. Avendo infatti il compito, mentre si trovava in Antartide, di regolare le provviste, aveva a che fare con persone che avrebbero voluto, in ogni momento, ricevere il genere alimentare che preferivano, non comprendendo che, esagerando ora, non ne sarebbe rimasto per i mesi successivi. Abituati come siamo ad avere tutto a disposizione, ci sfugge quanto sia importante attribuire valore a questo tipo di beni. La geologa marina Joana Xavier dà invece un altro consiglio, che potrebbe ad un primo approccio apparire banale: “mantieni una routine“. Ha capito l’importanza di un tale, semplice concetto ben prima di questa quarantena, lavorando ad un progetto di ricerca sulle spugne marine che l’ha tenuta a lungo su una nave. In quel contesto, la routine, composta da tante piccole e semplici cose, l’ha aiutata a mantenere una parvenza di normalità, a darsi conforto e ad affrontare il mare aperto con serenità. Ora, sta facendo la stessa cosa nella sua casa in Portogallo, con il suo compagno e i figli, alternando studio, svago, a piccoli momenti di attività semplici ma formative.

L’insegnamento di Epicuro

Quello che hanno fatto, più o meno consapevolmente, questi scienziati, è stato applicare i consigli per una vita serena di Epicuro. Il filosofo greco, vissuto nel III secolo a.C., ha dato vita a una delle dottrine più importanti del mondo ellenico, l’epicureismo appunto. I suoi seguaci ritenevano di possedere la chiave per la felicità, seguivano fedelmente i consigli del maestro e conducevano una vita semplice e riservata. Felicità, per Epicuro, consiste con il raggiungimento di un particolare tipo di piacere che nulla ha che fare con la soddisfazione momentanea dei bisogni. Esso consiste piuttosto nell’atarassia: ἀ-ταραξία, in greco, indica l’assenza di turbamenti, di emozioni forti che spezzano l’equilibrio interiore. Lo stato ideale per l’anima è quello di una serenità statica, continua: essa non ha bisogno di passioni che la turberebbero, nè di piaceri troppo intensi, che interferirebbero con l’equilibrio, nè tanto meno di dolore e sofferenza. Per mantenere questa quiete, Epicuro ci offre dei consigli specifici: il primo, fondamentale, è quello appunto di controllare le proprie emozioni. Non è quindi affatto un caso che questo fosse anche ciò che la geologa Derya si proponeva di fare praticando yoga: il controllo dell’emotività favorisce anche la quiete nei momenti più difficili. Non “esagerare”, perciò, nella propria interiorità, così come nella vita esteriore. L’abitudine alla moderazione e alla frugalità, infatti, ci aiutano a non avere mai bisogno di “troppo” e, di conseguenza, ad apprezzare maggiormente le piccole cose. Un altro, è quello di comprendere la casualità dell’universo, proprio come anche gli scienziati ci spiegavano. Al di là delle leggi fisse che regolano la fisica, c’è la semplice imprevedibilità della natura, di molto più potente dell’uomo. Accettare che non tutto è sotto il nostro controllo è un altro passo verso la felicità. Un ultimo prezioso consiglio del filosofo è anche quello di scoprire la vera natura del male: il dolore può essere sì intenso, ma in tal caso finirà presto, e se dura per molto è sopportabile, arriviamo al punto di non percepire più la sua presenza. Il dolore, per definizione, è destinato a svanire: anche la più difficile delle situazioni avrà una sua fine.

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