Chi è il narcisista? Delineiamo psicologicamente questa figura: l’esempio di Lucifer Morningstar

Lucifer Morningstar diavolo o angelo? Scopriamo come dietro a questo amato personaggio, dell’omonima serie TV americana, si celi il  tipico uomo narcisista tra fragilità e vulnerabilità nascoste. Il diavolo più umano di sempre. 

Lucifer-quarta stagione

”L’angelo Lucifero fu bandito dal paradiso e condannato a governare l’inferno per l’eternità, finché non decise di prendersi una vacanza..”.
Così inizia la storia di Lucifer; il protagonista dell’omonima serie tv americana, una delle più viste e amate su Netflix, interpretato dall’affascinante Tom Ellis,  presto di nuovo sugli schermi con la quinta stagione.

Lucifer e la detective Chloe

Il diavolo in vacanza a Los Angeles

Lucifero come ci insegnano le sacre scritture è l’angelo caduto dal paradiso per aver disobbedito a Dio, costretto a governare l’inferno e divenire l’icona del male per l’eternità.
La serie Lucifer ci restituisce un’immagine nuova del diavolo,  creando uno dei personaggi più interessanti di sempre.
Lucifer, stufo di stare all’inferno, decide di farsi  una vacanza a Los Angeles;  apre così un lussuoso nightclub che diviene la sua casa, il Lux.
Dopo cinque anni di permanenza sulla terra insieme alla sua amica demone Mazekeen tra: feste, sesso, alcool e droga, il diavolo incontra la brillante detective Chloe Decker, interpretata dalla bella Lauren German.
Sorprendentemente scopre che la detective è l’unica a non subire il suo fascino, decide così di collaborare con lei nella polizia per i casi di omicidio come suo consulente civile.
Esuberante, egocentrico e irrispettoso di qualsiasi regola o protocollo giudiziario, Lucifer tenta di scovare e punire i cattivi sulla terra, recuperando quindi il suo ruolo di punitore che aveva all’inferno.
Lo vediamo proiettare  in ogni caso di omicidio i suoi problemi personali ed il  difficile rapporto con il padre, Dio. Crede infatti di essere costantemente manipolato e punito ingiustamente da lui, solo perché si è ribellato al suo volere sfidando la sua potenza.

Nella sviluppo della storia  è presente  l’ascesa sulla terra  della madre di Lucifer, la dea della creazione, nel corpo di una bellissima avvocatessa Charlotte Richards ed il fratello angelo Amenadiel , figlio prediletto dal padre che tenterà di riportarlo all’inferno senza successo. Si costituisce un quadro familiare che seppur composto da personaggi celesti non ha niente di perfetto.
La madre di Lucifer è eccessivamente egoista ed impulsiva, lui  l’accusa di averlo abbandonato quando Dio lo fece cadere dal paradiso,  il fratello angelo si dimostra non così buono e perfetto come vuole apparire.
Saranno il  rapporto speciale con la detective Decker e la psicologa Linda a portare alla luce i lati più umani e buoni del diavolo  verso un percorso di auto consapevolezza che si intravede episodio dopo episodio.

Volendo analizzare con occhio clinico questo personaggio possiamo riconoscere in lui  spiccati tratti di personalità narcisistica che la psicanalisi di oggi chiama difetti del sé. Dietro la sicurezza mostrata da Lucifer attraverso il suo aspetto sempre elegante in smoking, le macchine lussuose e la sfrontatezza con cui affronta le cose possiamo intravedere un animo tormentato, sempre in conflitto con se stesso e con il padre, tra la volontà di affermare la sua identità cattiva e quella buona.
Vediamo quanto Lucifer faccia fatica ad esprimere i propri sentimenti amorosi  nei confronti della detective: fugge ogni volta che lei si avvicina e pare pronta a intraprendere una relazione seria con lui, poi pentito la rincorre quando teme di perderla davvero.
L’amore di Chloe lo rende vulnerabile;  cosa nella serie sottolineata dal fatto che solo la sua  presenza  può farlo sanguinare e renderlo mortale, grazie a lei riscopre la sua empatia e capacità di mettere ogni tanto al primo posto gli altri e non se stesso.

Una cosa curiosa è che nonostante Lucifer faccia spesso gesti folli e violenti , dica cose offensive ed arroganti ed ammetta pubblicamente di essere il vero diavolo, tutti lo amano ed ammirano.

Cosa vuoi davvero? Dillo a Lucifer, mai ad un narcisista.

What do you really desire? Cosa desideri davvero?
Chiunque abbia visto almeno un episodio saprà che questa è la tipica frase pronunciata da Lucifer per scoprire le vulnerabilità delle persone,  riuscendoci ogni volta attraverso il suo sguardo magnetico; questo infatti  è proprio uno dei suoi poteri.
Possiamo dire che anche nella realtà una caratteristica dei manipolatori è quella di captare i punti deboli degli altri per usarli a proprio piacimento e condizionarli, la pubblicità per esempio utilizza strategie di controllo mentale per indurci a comprare qualcosa.

Attualmente il DSM-5  considera il narcisismo un disturbo di personalità nella categoria cluster B, di cui fanno parte anche i borderline e gli antisociali. Se tra i  borderline si riscontrano maggiormente casi di donne, nel narcisismo troviamo una prevalenza maschile.
Come possiamo leggere nel libro di Nancy McWilliams ” Diagnosi psicanalitiche”, gli psicoanalisti definiscono narcisistiche le personalità organizzate intorno al mantenimento della propria autostima tramite le conferme provenienti dall’esterno. In alcuni la continua ricerca di ”rifornimenti narcisistici”, o sostegno dell’autostima, eclissa talmente ogni altra questione da farli apparire eccessivamente concentrati su se stessi.  Preoccupati di come appaiono agli altri le personalità narcisistiche possono sentirsi intimamente disoneste e incapaci di amare .

Il celebre psichiatra Otto Kernberg analizzando i suoi clienti narcisisti ha ipotizzato che questi soggetti abbiano  una forte pulsione aggressiva congenita.
La letteratura clinica pone l’accento sulla  vergogna e l’invidia come emozioni predominanti in un narcisista.
La vergogna è il sentimento di essere considerato cattivo o trasgressivo associato a un senso di:  bruttezza, debolezza, impotenza, perciò la propensione all’invidia è un fenomeno connesso,  in quanto la convinzione interiore di avere qualche mancanza e di essere sempre a rischio di venire scoperto nelle proprie debolezze genera invidia verso coloro  che appaiono soddisfatti.
L’invidia è anche alla base di un atteggiamento giudicante verso se stessi e verso gli altri ; se mi sento carente e percepisco che a te non manca nulla, cercherò di distruggere quello che hai deplorando, disprezzandolo o criticandolo.

I narcisisti utilizzano un’ampia gamma di difese ma l’idealizzazione, la svalutazione e la negazione sono quelle da cui maggiormente dipendono. Queste difese sono complementari  tra loro, infatti  se il Sé è idealizzato gli altri sono svalutati e viceversa.
Kohut è  stato il primo ad usare l’espressione ”Sé grandioso” per rendere il senso di ingigantimento e superiorità che caratterizza una polarità del mondo interiore del narcisista. La grandiosità può essere percepita all’interno di sé oppure può essere proiettata.
I narcisisti hanno un interesse ossessivo per il prestigio, la bellezza ed il lusso, sono una  sorta di dandy moderni.

Rispetto agli individui antisociali sociopatici che pongono chiari e costosi problemi alla società, i narcisisti riescono spesso a passare inosservati nella loro patologia, molti  sono persone di successo che per il loro carisma vengono ammirate, emulate, idolatrate. I danni  recati ad altri nel proseguimento di progetti fondati su bisogni narcisistici vengono spesso sottovalutati e non riconosciuti dagli osservatori esterni.

Freud fu il primo a parlare di narcisismo nel suo saggio ”Introduzione al narcisismo” del 1914 .
Egli trasse il termine dal mito greco di Narciso, il giovane innamorato del proprio riflesso che morì per un desiderio che la sua immagine non poteva soddisfare.
Freud nel saggio illustra che c’è un funzionamento iniziale narcisistico in ogni bambino in quanto,  in una fase di onnipotenza e beatitudine data dalla forte fusione con la madre, sente che tutto gira intorno a lui.
La fase del narcisismo primario è essenziale per un bambino,  una madre deve essere in grado di rispondere in modo adeguato ai suoi bisogni e necessità fino a regalargli uno stato di illusione di essere davvero lui al centro del mondo.
Quando manca questa fase a causa di una madre  assente o non  in grado di capire i bisogni del bambino, per  tutta la vita quella persona sarà costretta o imprigionata a ricercare in una relazione questo stato di narcisismo primordiale,  si illude di ritrovare quella madre mancata. Può anche  avvenire che questo narcisismo primordiale sia stato eccessivamente appagato, la fusione con la madre a un certo punto deve morire, ella deve anche saper dare delle frustrazioni, dire no, altrimenti non aiuta ad uscire da quel guscio di illusioni in cui un figlio  pensa di poter vivere tutta la vita.
Quando il narcisismo  è poco o troppo rischia così  di divenire patologia, durante la vita un trauma o un evento possono riattivare un narcisismo secondario rimettendo in moto un funzionamento arcaico stavolta patologico. Il primo narcisismo infatti è fisiologico dettato dalla relazione con la madre nell’infanzia,  successivamente ci sono forme di narcisismo più evolute patologiche.

Molti di questi soggetti  si sentono: vuoti, non adeguati, piuttosto che mettere in discussione i loro principi rimuginano in continuazione sulle risorse visibili come la bellezza, fama, ricchezza ed apparenza, piuttosto che sugli aspetti privati della propria identità e integrità; l’immagine prende il posto della sostanza.

Ernest Jones nel suo ‘‘Il complesso di Dio’‘ descrive le fantasie del narcisista  di onnipotenza, sopravvalutazione della propria creatività e tendenza a giudicare gli altri in un lungo continuum di salute mentale che va dalla normalità fino alla psicosi. Quando uno di questi uomini impazzisce, tende ad esprimere apertamente l’idea delirante di essere Dio.

Gli psicologi del sé hanno coniato il termine de ”oggetto-s锑 per indicare quelle persone che nella nostra vita alimentano un senso di identità e di considerazione attraverso la loro conferma, ammirazione e approvazione.
La persona narcisista ha talmente bisogno di oggetti sé da far impallidire gli altri aspetti del rapporto,  il costo più pesante di essere un narcisista  è la perdita della  capacità di amare.
Nonostante l’importanza che gli altri hanno per l’equilibrio del narcisista, il bisogno estremo di essere rassicurato del proprio valore toglie ogni energia per gli altri, tranne che nella loro funzione di oggetti-sé ed estensioni narcisistiche.
Il narcisista invia dunque messaggi ambigui  ad amici e familiari, il suo bisogno degli altri è profondo ma il suo amore per loro è superficiale.
Funzionano così perché molto spesso sono stati a loro volta oggetti-sé dei loro genitori, hanno avuto un’ importanza centrale per loro non per ciò che erano veramente , ma per la funzione che svolgevano.

I narcisisti temono di essere messi da parte, di perdere all’improvviso  l’autostima e di sentirsi di colpo nessuno, invece che qualcuno.
Conseguenza del loro perfezionismo è il tentativo di evitare ogni sentimento ed  azione che esprima la consapevolezza sia di una realistica dipendenza dagli altri sia la fallibilità personale. Negano il  rimorso e gratitudine. Il rimorso implica l’ammissione di un difetto, la gratitudine di aver bisogno di qualcuno.
Il perfezionismo li porta sempre ad un atteggiamento critico verso sé e gli altri,  l’incapacità di provare gioia in mezzo alle ambiguità dell’esistenza umana.

Narciso mitologico

La punizione

Una parola ricorrente nella serie Lucifer è punizione.
Lucifer per primo è stato punito da Dio per essersi ribellato divenendo così il re dell’inferno con il ruolo di punire i cattivi;  spesso lo vediamo ragionare in termini di bene o male, chi merita di essere punito e a chi spetta il compito. Nella risoluzione dei casi di omicidio Lucifer e Chloe spesso scoprono molteplici persone che si sentano in colpa di qualcosa e cercano la punizione o in altri casi vogliono punire qualcuno che credano meriti di soffrire, cosa che fa sempre molto arrabbiare Lucifer,  in quanto si sente l’ unico autorizzato nell’universo a giudicare chi debba essere  punito, ”Sono io il diavolo, sono io il punitore!” esclama più volte nella serie.
Il tema della punizione è presente nella vita di molte persone, capita spesso di sentirsi sbagliati, non meritevoli di amore, non capaci di perdonare i nostri errori. Sentimenti del genere possono portarci a comportamenti autolesionistici: drogarsi, tagliarsi le vene, disturbi alimentari caratterizzati da digiuni e vomito dopo aver mangiato oppure manie ossessive compulsive come quella di lavarsi costantemente le mani.

Lo psichiatra Paolo Crepet in molti suoi scritti ci spiega che dietro il gesto di lavarsi compulsivamente le mani ci sia il desiderio  di ”ripulire la propria coscienza”.
Molte persone anche senza arrivare a comportamenti patologici credono di non meritare l’amore e la felicità ,  per questo motivo  in maniera anche inconscia , rifiutano molte opportunità dalla vita come l’amore di chi amano realmente perché temono di ferire le persone a cui tengono.

Nella serie questo si vede chiaramente con l’esempio di Lucifer che teme di non meritare e  far soffrire Chloe a causa del suo lato mostruoso, non crede che lei possa accettarlo in quanto egli stesso lo odia, tenta di nasconderle la sua faccia da diavolo e si taglia più volte le ali perché non accetta di essere anche un angelo.
La faccia da diavolo e le ali da angelo sono la metafora del sentirsi buoni o cattivi dentro la coscienza di ognuno di noi, nel corso della storia infatti Lucifer scopre che ha la faccia da diavolo quando egli stesso si giudica da solo cattivo e le ali quando si sente buono. Quello che credeva essere frutto di una manipolazione dal padre, Dio, in realtà non è altro che il riflesso della propria coscienza.

In ogni episodio vediamo le sedute di terapia di Lucifer con l’amica psicologa Linda. Egli si dimostra un paziente veramente difficile in quanto non fa altro che usare il meccanismo di difesa di negazione , già sopra citato, per disconoscere i propri errori e paure.
Di fronte a un problema fugge invece di affrontarlo, dà le colpe agli altri, specialmente al padre.
Si sente una vittima universale condannato a essere odiato e incolpato per tutti i crimini del mondo, in terapia scoprirà però di essere il primo a odiare profondamente se stesso e di sentirsi una minaccia per chi gli sta intorno.
Molto spesso sono proprio i conflitti con un padre visto come un ”Dio” e una madre assente a generare il narcisismo.

Curare il narcisismo è possibile seppur molto difficile,  un  requisito primario per trattare questa patologia  è la pazienza in quanto è un processo molto lungo in cui il terapeuta deve tollerare reazioni controtransferali di noia e demoralizzazione. Il paziente cercherà di metterlo sempre in difficoltà individuando i suoi punti deboli per distogliere l’attenzione dai suoi problemi.
Numerose volte nella serie vediamo Lucifer abbandonare la seduta in tronco e distorcere a suo modo le parole della povera Linda.
Talvolta i narcisisti possono addirittura avere l’aspettativa  che la terapia serva a perfezionare il sé  piuttosto che comprenderlo e a trovare modalità più efficaci di  gestirne i bisogni.

Parlando con donne che hanno avuto relazioni con narcisisti emerge sempre la questione del ”silenzio punitivo”.
Quando un narcisista intraprende una relazione tende a idealizzare la donna che ha davanti e si mostra capace in poco tempo di parole e gesti eclatanti, ma appena lei fa qualcosa che egli ritiene sbagliata, come ad esempio una piccola dimenticanza, ecco che improvvisamente il narcisista sparisce per un tempo indefinito che  può essere un giorno come un mese,  senza fornire spiegazioni.
Si dice in questi casi che il narcisista sta attuando un silenzio punitivo, fa provare al’altro il dolore subito  per non essere stato considerato abbastanza, ha bisogno di confermare la sua posizione di superiorità e far impazzire il partner; in quanto il silenzio e l’assenza di spiegazioni sono cose che tutti facciamo  fatica a sopportare.
Il silenzio di chi amiamo ci fa sentire inesistenti.  All’improvviso però il narcisista ritorna in quanto necessita di rifornimento narcisistico e non vuole essere dimenticato, per poi in una fase successiva sparire di nuovo.
Altri modi che un narcisista usa per punire una partner sono la negazione del sesso e la violenza sia fisica che verbale. Lo punisce ogni volta che  toglie l’attenzione da lui, gli dimostra amore sincero o è più bravo a fare qualcosa.
Online oggi  si trovano moltissimi psicoterapeuti, la più famosa forse è Francesca Sacca’ specializzata sul tema, che forniscono sostegno e aiuto alle donne vittime di rapporti abusanti con narcisisti.

Nella società moderna si sta registrando un aumento esponenziale del disturbo di personalità narcisistica sia nelle donne che negli uomini.
I sociologi affermano quanto i mezzi di comunicazione sfruttano le  insicurezze alimentando la nostra vanità e cupidigia; la secolarizzazione diluisce le norme  interiori che le tradizioni religiose un tempo ci avevano dato.
Nella società di massa e nei tempi del rapido cambiamento l’impressione immediata che facciamo sugli altri può diventare molto più importante della nostra integrità e sincerità.
La società di oggi ci rende dunque tutti un po’ narcisisti e abituati all’esibizionismo estremo, motivo per cui, come dimostrano numerosi studi, sono proprio i narcisisti patologici a fare più colpo ed essere amati in società per il loro innato carisma, che ci rende ciechi dall’esterno davanti alle loro malvagità ed eccessi.
Come ho già detto lo stesso Lucifer è amato e rispettato da tutti i colleghi ed amici nonostante i suoi molteplici difetti.

Possiamo dunque concludere dicendo che il narcisista medio è ben più malvagio e spietato di Lucifer, il quale infondo si rivela essere un uomo buono disposto a cambiare, vittima incompresa del padre e della madre e seriamente innamorato della detective Chloe Decker.
L’umanizzazione di Satana in questa serie è la migliore metafora e rappresentazione del dramma della personalità narcisistica mai vista prima.
Siamo dunque curiosi di vedere quali saranno i futuri passi verso la guarigione di Lucifer nella quinta stagione.

 

 

 

 

 

 

 

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