Pirateria: come combatterla con il Leviatano di Hobbes e il Principe di Machiavelli

I pirati colpiscono ancora. Non si tratta di una scena di “Pirati dei Caraibi”. Siamo nel golfo del Messico, è 12 novembre 2019 e una nave italiana è stata attaccata. Si tratta della Remas. L’equipaggio ha respinto l’attacco e non ci sono state conseguenze gravi. Tuttavia, è interessante scoprire e analizzare questo fenomeno, in quanto attuale e non solo immaginario.

Dalle origini ad oggi

La pirateria è un crimine consistente nella depredazione di navi ed equipaggi con l’obiettivo di ricavarne un profitto personale. Il fenomeno ha origini antichissime, fu in vigore nel Medioevo e anche in seguito, principalmente per opera dei pirati barbareschi. La pirateria moderna iniziò nel mare Caraibico, estendendosi poi velocemente a tutti i continenti. Evolutasi, grazie a mezzi più sofisticati e pratici, la pirateria è ancora oggi una minaccia che si estende alle acque di tutto il mondo, seppur concentrandosi in alcune zone. È particolarmente nota la pirateria nata in Somalia, paese da sempre povero e scarso di risorse. Nel 2011 si è verificato il picco della pirateria somala, che ha spinto il governo del paese a richiedere aiuto a livello internazionale. Altri provvedimenti sono stati presi in seguito in molti territori, con l’intento di debellare la pirateria, considerata una vera e propria minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale. Tuttavia, come dimostrato dal recente attacco, il fenomeno persiste, seppur con meno frequenza. La ragione di tale persistenza è forse dovuta al fatto che i provvedimenti fino ad ora presi sono limitatamente efficaci, in quanto non agiscono “in nuce”. È giusto quindi riflettere sulle ragioni che spingono i pirati a diventare tali. Nel caso della Somalia, è evidente che quella del pirata non è una vocazione, ma una via scelta per necessità. In un paese povero e in cui regna l’anarchia, i cittadini sono spesso costretti a scegliere la via dell’illegalità che è, in questo caso, la pirateria marittima. Non a caso, molti pirati somali sono ex pescatori. Potremmo dunque dedurre che al fine di combattere l’anarchia marittima, ovvero la pirateria, si debba agire sull’anarchia “a terra”, che è poi conseguenza della prima. Dunque, un regime stabile potrebbe essere una soluzione efficace, seppur più complessa da applicare, al fine di estinguere il fenomeno. Quale regime potrebbe dunque riportare stabilità al paese?

La soluzione del Leviatano

Potremmo dire che l’anarchia in Somalia corrisponda allo stato di natura descritto da Hobbes. Questo stato corrisponde all’uomo privato delle istituzioni e costretto a vivere con il perenne timore di morire ed essere attaccato. Infatti, nello stato di natura vige il diritto naturale ovvero la libertà di fare qualunque cosa al fine di autoconservarsi. Tuttavia, il diritto naturale si rivela poco efficace in quanto posseduto da tutti e quindi causa di continui scontri. Nemmeno la legge naturale,che tenta di temperare il diritto naturale, è sufficiente ed è quindi necessario un garante. Hobbes introduce così un sovrano scelto dai cittadini e a cui essi dovranno cedere tutti i loro diritti, ottenendo in cambio protezione e stabilità; nasce così la figura del Leviatano. Ricollegandoci alla Somalia, una soluzione all’attuale anarchia potrebbe dunque essere un comune patto tra i cittadini ed una successiva cessione dei loro diritti ad un sovrano che sia finalmente in grado di portare stabilità e sicurezza al paese, e che riesca quindi a ridurre l’illegalità. Tuttavia, la presenza di un tale sovrano implica una collaborazione tra i cittadini stessi, il che potrebbe risultare molto difficile e quasi utopico.

L’avvento di un principe

Un’alternativa sicuramente più estrema è la proposta di una figura machiavellica, ovvero il Principe. Il sovrano è descritto da Machiavelli nei minimi dettagli e arricchito da tratti necessari che gli permettano di restare al potere. Il sovrano di Machiavelli è “leone e volpe” allo stesso tempo, è astuto e capace di intimorire il popolo, se necessario. Queste caratteristiche, da molti contestate, hanno tuttavia uno scopo nobile, ovvero la stabilità dello stato. Difatti, il buon governante, afferma Machiavelli, è colui che riesce a mantenere uno stato stabile a lungo. Dunque, nello stato Somalo l’avvento di un Principe astuto e forte potrebbe rivelarsi un figura efficace. Immaginare nuovi scenari possibili e apparentemente utopici è il compito della filosofia politica. Dunque è possibile immaginare come un “Principe” o un “Leviatano” possano migliorare il govern somalo e contribuire così all‘estinzione della pirateria.

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