Petronio e Renato Zero ci raccontano l’amore lussurioso tra gelosie e triangoli

Gelosie e triangoli, due facce della stessa medaglia che non sempre vanno di pari passo e a cui non tutti reagiscono allo stesso modo.

Attraverso il “Satyricon” e la canzone “Il triangolo”, vediamo come non sia sempre facile dire “sì” al ménage a trois.

IL SATYRICON

Risalente al 60 d.C circa, il “Satyricon” è la più importante opera di Petronio, in cui è narrata la storia del triangolo omoerotico tra Encolpio, Eumolpo e Gitone. Data la frammentarietà del testo, risulta complessa la definizione di gran parte della vicenda originariamente narrata dal Petronius Arbiter, costretto al suicidio dall’imperatore Nerone con l’accusa di presunta partecipazione alla congiura pisoniana. Ad un uomo che scelse di morire durante una festa, tagliandosi e ricudìcendosi più volte le vene, poteva mai non venire in mente un romanzo antiepico che rappresentasse in modo così dissacrante l’ideale di  amore ellenico? È quindi così che Petronio ci porta nelle avventure dei protagonisti tra cui spicca la figura di Encolpio, la pallida copia di Ulisse ed Enea, costretto a destreggiarsi tra l’ira di un Dio, l’impotenza e continui triangoli. Lui, inizialmente accompagnato da Ascilto, si invaghisce di Gitone per il quale inizia a provare attrazione, la stessa condivisa dall’amico-nemico Ascilto; dopo la cena di Trimalchione, i due decidono di andar via insieme lasciando Encolpio solo, sedotto e abbandonato. Quest’ultimo, giunto in una pinacoteca, fa la conoscenza del poeta da quattro soldi Eumplpo che, dopo aver visto GItone tornato in cerca di perdono se ne innamora, catapultando per la seconda volta il povero Encolpio in un triangolo spigoloso e labirintico.

Neque  enim in amantium esse potestate furiosam aemulationem

(Perchè quando si ama alla gelosia non c’è freno)


ZERO E IL SUO TRIANGOLO

Il 10 ottobre 1978 Renato Zero lanciò il suo singolo “il triangolo” , parte dell’album “Zerolandia” e destinato ad essere una hit senza tempo. È qui che il cantautore romano mette in scena questo “amore un pò articolato” abbellito da tacchi vertiginosi e trucco esagerato, raccontatoci di un rapporto carnale tra lui, lei…e lui!

Mi aspettavo lo sai

Un rapporto un pò più normale

Quale eventualità

Trovarvi una collocazione

In un primo momento l’uomo si trova spiazzato, incapace di gestire la situazione, dimostrandosi contrario e restio; dopo aver confessato “il triangolo no, non l’avevo considerato  e dopo aver avuto la garanzia della donna “per lui”, decide di lasciarsi andare arrivando addirittura a dichiarare “il triangolo io lo rifarei!”.  Con vanità e provocazione, Renato Zero ha così messo nero su bianco un grande tabù per l’epoca, raccontando di un amore puramente carnale, non convenzionale e omosessuale, in un’Italia ancora governata dalla Democrazia Cristiana che, di certo, non la passava proprio come lui.

IL TRIANGOLO SÌ O NO?

Quando si parla di sentimenti non tutti la pensano allo stesso modo anche perchè, come si dice, “al cuor non si comanda”; spesso questo ci porta a provare sensazioni ed emozioni irrazionali come lo stesso amore o la gelosia. Quest’ultima si presenta come un moto dell’anima impossibile da controllare, tanto che a volte può diventare estremamente pericolosa per se stessi e gli altri. La gelosia è un qualcosa che non si circoscrive alle situazioni di coppia, né si genera dall’amore o dalle dinamiche tra partner: si prova semplicemente nei confronti di qualcuno a cui si tiene, anche solo a livello sessuale. Ma quando si presenta, come ci si comporta? Ci sono tante risposte a questa domanda, riassumibili in due macro aree rappresentate dai nostri due personaggi, Encolpio e il protagonista del “triangolo”. Il primo di certo non ha accettato di buon grado l’idea di trovarsi in un triangolo amoroso tanto che, dopo il tradimento di Ascilto e GItone, decide di rifugiarsi in una spiaggia dove inizia a lamentare la sua condizione di amante sedotto e abbandonato, arrivando a meditare una vendetta nei confronti dei due:

[…] Sed non impune. Nam aut vir ego liberque non sum, aut noxio sanguine parentabo iniuriae meae

(Non lo faranno impunemente. O io non sono un uomo, nemmeno un uomo libero, o andrò a vendicare con il sangue quella che è la mia ingiuria)

Nel caso del “triangolo” avviene l’opposto: il protagonista inizialmente contrario non per gelosia ma per la particolarità della situazione in cui si è trovato, decide dopo poco di lasciarsi andare nelle dolci braccia dell’eros che, seppur non convenzionale, ha lascato nell’uomo un dolce ricordo. Nonostante anche Encolpio fosse legato agli altri giovani da un sentimento puramente carnale, vive la situazione in modo estremamente differente spinto non tanto dall’amore romantico quanto dal desiderio di possesso, arrivando a provare una fortissima gelosia nei confronti di Gitone per cui dovrà combattere più di una volta. La canzone di Zero, proprio per evitare di trovarsi nella situazione dell’anti-eroe petroniano, si configura come un vero e proprio invito ad osare, ad abbandonare sentimenti superflui come la paura e la gelosia per poter esplorare quelle istanze dell’essere fino ad ora rimaste nascoste.

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