Perché allontanare le minoranze culturali? Dalle violenze negli Stati Uniti alle “oscure esistenze” di Georg Simmel

Gli Stati Uniti dallo scandalo di George Floyd ai violenti scontri tra popolazione nera e forze di polizia. Vedremo insieme a Georg Simmel perchè non è giusto emarginare il “diverso”.

Lo scandalo di George Floyd è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, le comunità afroamericane qualche mese fa hanno cominciato a protestare per la loro causa: l’uguaglianza, che sembra essere ancora molto lontana dal diventare un fatto, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo.

 

Il movimento “Black lives matter” dal principio

Il movimento “Black lives matter” (“le vite dei neri contano”) è un movimento attivista nato all’interno della comunità afroamericana che punta a superare il razzismo, perpetuato ormai a livello socio-politico, contro le persone nere.

Questo movimento è nato dopo lo scandalo della morte di George Floyd, un uomo afroamericano che, a seguito di un tentativo di pagare con banconote false in un minimarket di Minneapolis, è stato arrestato da quattro agenti di polizia e soffocato da uno di loro. Al di la della gravità dell’accusa, un uomo disarmato non può ricevere questo trattamento, ma la sua vera colpa è stata quella di essere nero.

Dal 25 maggio 2020, giorno in cui George Floyd è morto, gli Stati Uniti stanno vivendo un periodo che quasi ricorderebbe una guerra civile: i membri della comunità afroamericana e i suoi sostenitori ogni giorno scendono per le strade per far valere la loro causa in nome del BLM (Black Lives Matter), intanto però, le forze di polizia americane hanno creato non pochi peggioramenti, continuando a usare la violenza contro i manifestanti neri e attribuendogli le colpe di tutto ciò.

Analogia con l’Italia negli anni Sessanta/Settanta

Ciò che più colpisce di ciò che succede negli Stati Uniti è il fatto che ne siano coinvolti gli stessi enti pubblici, come le forze di polizia, che dovrebbero proteggere la popolazione, ma che in questo caso la mettono ancora più in pericolo.

Tutto ciò succedeva anche in Italia negli anni Sessanta, quando la polizia si scontrava ogni giorno con numerosi studenti che scendevano per le strade a protestare richiedendo allo Stato di migliorare le condizioni igieniche e accademiche delle università italiane, anche qui causando delle vittime.

C’è quindi da dire che non dovremmo scandalizzarci tanto per il fatto che in questi scontri vi siano coinvolte le stesse istituzioni, ma perché una minoranza culturale viene ancora vista come un nemico.

Georg Simmel e le “oscure esistenze”

Georg Simmel, sociologo e filosofo tedesco, si è spesso soffermato nei suoi scritti sulle relazioni tra quelle che chiama “oscure esistenze” e la società in cui esse vivono. Per Simmel, le “oscure esistenze” sono tutte quelle vite in disparte che vivono all’interno di una società, sono coloro che noi chiamiamo: poveri, vagabondi, tossici, criminali e anche stranieri.

Tutte le oscure esistenze fanno da contorno alla società, si trovano fisicamente al suo interno ma non sono viste come parte integrante di essa. Tutto ciò è profondamente sbagliato, perché in un’epoca in cui l’individuo tende sempre più a omologarsi, dando sempre maggior rilevanza alla collettività, ciò che è diverso da noi può solo arricchirci, lasciando da parte tutto ciò che ci rende uguali, fatti con lo stampino.

L’uguaglianza di cui il mondo ha bisogno è l’uguaglianza sociale, economica e politica, non quella fisica e culturale. Impariamo a coesistere con ciò che è diverso da noi perché potrebbe essere l’unica speranza di mantenere identità diverse all’interno di una società, e quindi di mantenere un’individualità.

 

 

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