Ognuno di noi dovrebbe avere un Dio personale: le critiche “blasfeme” di Nietzsche e Salmo

Confrontiamo due importanti opere di due artisti molto differenti, ma con un’ideologia simile. Il primo è uno tra i rapper italiani più influenti da anni a questa parte, il secondo è un filosofo.

 

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E come ti va? Siamo messi male

Senza sogni, senza fede, niente soldi, niente chiese
Un dio personale!

Ognuno di noi dovrebbe avere un Dio personale a cui credere, senza dar retta a chiese o istituzioni varie. I sogni e la fede sono spariti, al contrario dei soldi e delle chiese, sempre stati presenti nella religione. Ecco ciò che pensa Salmo, nome d’arte di Maurizio Pisciottu, rapper sardo classe ’84. Questo pensiero è stato ampiamente trattato nella traccia “Un Dio personale” contenuta in uno dei suoi album più apprezzati dal pubblico: The Island Chainsaw Massacre, pubblicato nel 2011. La produzione dell’album è curata da Salmo stesso, qui in veste anche di producer. Il titolo potrebbe far riferimento a “Personal Jesus”, celebre canzone dei Depeche Mode.

La critica blasfema

Artista poliedrico, attore e regista di video musicali e vari cortometraggi, voce del gruppo rap metal Skasico, nella sua carriera da rapper ha pubblicato vari dischi che spesso fondavano le loro basi su proteste o critica in generale, spesso indirizzate verso la Chiesa e la corruzione di quest’ultima, va specificato che il testo condanna solo essa e non la religione come spiritualità. Nella canzone Salmo attacca pesantemente l’inutilità delle chiese e degli scandali ad essa correlati, tra cui la pedofilia dei preti e l’esagerato arricchimento delle banche del Vaticano. Riguardo quest’ultimo concetto, c’è una rima molto iconica che è diventata il fulcro della traccia.

Dio è morto invano, dio è morto in ogni essere umano
Dio è morto dentro tutte le banche del Vaticano

Ha fatto molto clamore per via della sua brutalità e della leggera blasfemia. La stessa concezione della fede verrà ripresa dal rapper in una canzone del 2016, del suo disco Hellvisback, il Messia. Nelle prossime barre troviamo ancora un altro riferimento ai due concetti espressi prima.

Mi pare sia tutto normale, normale
Come un prete, un minorenne e un abuso sessuale
Figli di put*ana, mafia cristiana brama, conta la grana

Oltre e citare di nuovo la pedofilia ecclesiastica ormai diventata “consuetudine“, torna sull’argomento dell’esagerata ricchezza creando un confronto con la mafia, che allo stesso modo, secondo Salmo, si arricchisce con le anime dei poveri. Quindi Salmo ha incentrato la sua critica sulla Chiesa intesa come istituzione. C’è invece un altro personaggio che scrisse nel 1888 un saggio contro la religione cattolica, in particolare contro l’etica e la morale su cui fonda le proprie radici il Cristianesimo.

L’anticristo di Nietzsche

L’Anticristo di Nietzsche è una delle opere più discusse del filosofo e forse una delle più controverse. Nietzsche è stato accusato di antisemitismo e questa opera sembra scritta proprio contro le religioni, in particolare contro quella cristiana. Va tuttavia fatta una precisazione: l’opera non attacca mai la figura di Cristo, ma solamente quella della religione cristiana istituzionale. Nietzsche pensa che il messaggio di Cristo sia completamente diverso da ciò che porta avanti la chiesa da qualche millennio. Anticristo (in tedesco: der Antichrist) non si riferisce alla figura biblica, significa anticristiano. Il testo dell’Anticristo incomincia con le seguenti parole:

Questo libro si conviene ai pochissimi. Forse di questi non ne vive ancora neppure uno.

Una falsa conoscenza ha dominato fino ad ora, Nietzsche intende abbatterla. Questo falso sapere viene identificato da parte di Nietzsche nella Chiesa e nella figura del prete. Il prete è un’idealista, infatti nega questo mondo come transitorio per affermare l’esistenza di terre promesse ultraterrene. In più, secondo il filosofo, sono decadenti tutti quelli che mancano di volontà di potenza. Una religione che è nata e si appella agli oppressi, i deboli, i malati e ai poveri, così viene definito il cristianesimo da Nietzsche. Il Dio che ne è nato, è necessariamente un Dio decadente, in quanto Dio dei poveri, dei malati e dei deboli. La religione cristiana, spiega Nietzsche, si basa sull’amore perché l’amore fa vedere all’uomo la realtà così come non è.

Il cristianesimo per Nietzsche ha quindi solamente avvelenato la vita, disprezzato il corpo, distrutto tutto ciò che aveva costruito una civiltà antica come quella romana o quella greca. Per questi e altri motivi, Nietzsche condanna il cristianesimo definendolo una maledizione e invita apertamente a contare gli anni dal giorno della sua fine. Il discorso di Salmo invece vira più verso la Chiesa appunto intesa come istituzione che, per quanto possa essere apprezzata dalla stragrande maggioranza dei credenti, è un intruglio di illusioni, così come è il Cristianesimo per Nietzsche.

Gianmarco Marino

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