Nietzsche non era un filosofo: 4 curiosità sulla sua vita che non conoscevi

Friedrich Nietzsche è tra i filosofi più amati e studiati, la sua scrittura frammentaria lo rende uno scrittore moderno e appassionante. Più scorrevole da leggere di tanti altri filosofi precedenti, ma non meno complicato, tanto che Giorgio Colli, uno dei maggiori studiosi delle sue opere, ha affermato: “Nietzsche ha detto tutto e il contrario di tutto”.

Molto della vita di Nietzsche si può carpire dalle sue pubblicazioni, perché i suoi frammenti sono ricchi di riferimenti alla Germania dei suoi anni, alle sue amicizie e a fatti relativi alla sua vita privata. Altrettanti avvenimenti, però, sono rimasti oscuri per anni, venendo alla luce solo dopo uno studio storico ed epistolare.

Lettera di Lou Von Salomé

Nietzsche filologo

Nietzsche nasce a Röcken (città allora prussiana, situata vicino a Lipsia) nel 1844, da una famiglia i cui membri maschi erano tutti, da generazioni, pastori protestanti. Alla morte del padre, Friederich segue il volere della madre e frequenta la facoltà di teologia all’università di Bonn, con l’intento di ricalcare la carriera familiare. A Bonn si appassiona di filologia, grazie a Friedrich Ritschl, professore per il quale si trasferirà all’università di Lipsia. Nel 1866 legge per la prima volta Kant tramite il manuale filosofico di Friedrich Lange e pensa, per un breve periodo, di laurearsi in filosofia con una tesi su Kant, ma infine scarta questa idea e si laurea in filologia. Pochi anni dopo ottiene la cattedra di filologia classica all’università di Basilea, in Svizzera, rinunciando alla cittadinanza prussiana e diventando apolide. Per tutta la durata dell’insegnamento a Basilea cercò di ottenere la cattedra di filosofia, venendo puntualmente rifiutato, perché la sua conoscenza filosofica era, a tutti gli effetti, puramente manualistica e piena di lacune temporali.

Università di Basilea

Nietzsche compositore

Nel 1868, a casa di amici comuni, Nietzsche conosce Richard Wagner. Inizia così un’importante, e altrettanto breve, amicizia. Nietzsche vede nei componimenti di Wagner l’incarnazione della tragedia greca, tanto da considerarla capace di portare “la massa all’eccitazione estatica”, per questo, poco dopo il loro primo incontro, Nietzsche gli dedica “La Nascita della Tragedia”. 

Il filosofo aveva avuto, in gioventù, ambizioni in ambito musicale. Non è risaputo, ma Nietzsche ha composto numerose canzoni e ha tentato per lungo tempo di perseguire il suo sogno, dandosi per vinto solo una volta ricevuta una pessima recensione: 

“La sua Manfred Meditation è la cosa più estrema di stravaganza fantastica, la cosa più sgradevole e antimusicale che mi sia capitata davanti agli occhi tra i segni tracciati su carta da musica. Più volte mi sono dovuto chiedere: è tutto uno scherzo, l’ha inteso forse come una parodia della cosiddetta musica-del-futuro? (…) la Sua meditazione dal punto di vista musicale è l’equivalente di un crimine nel regno morale. Non sono stato in grado di rintracciarvi l’elemento apollineo, e quello dionisiaco, francamente, mi ha fatto pensare più ai postumi di un baccanale che non al baccanale stesso. (…)

Ancora – senza offesa – dopotutto Lei stesso ha giudicato la sua musica come “orribile” – ed è infatti ben più orribile di quanto Lei non pensi; forse non sarà dannoso per la comunità, ma anzi peggio, dannoso per se stesso, per Lei che, anche nella sua sovrabbondanza di tempo libero, non l’avrebbe potuto impiegare peggio che stuprando in questo modo Euterpe.”

Nietzsche amante

Nel 1882, durante un soggiorno a Sorrento insieme all’amico Paul Reé, Nietzsche conosce Lou Von Salomé, scrittrice tedesca di origine russa. I tre amici costituirono una sorta di comune intellettuale e filosofica. Nietzsche, innamorato dalla giovane ragazza (allora ventunenne) chiese a Paul Reé di chiederle la mano. Lou rifiutò, e anzi iniziò una relazione con Reé. Lei doveva  certamente essere un personaggio incapace di passare inosservato, per questo ebbe la fortuna di incontrare personalità enormemente influenti nella Germania di quegli anni: ebbe realzioni, sempre platoniche, con Carl Jung e Rainer Maria Rilke, sposando infine un importante medico tedesco. 

Il rifiuto, per Nietzsche, fu un duro colpo. Sembra che proprio questa sofferenza lo abbia spinto a scrivere le prime due parti del “Così parlò Zarathustra”.

Lou Von Salomé

Elizabeth Nietzsche 

Solitamente la sorella di Nietzsche viene ricordata per la sua inclinazione nazionalista e antisemita. Non tutti sanno inoltre che nel 1887 Elizabeth seguì il marito Bernhard Förster in Paraguay. L’intenzione dei Förster era di fondare la “Nueva Germania” un insediamento puro e ariano nel Nuovo Mondo. Crearono una colonia di 15 famiglie, ma non ebbe lunga vita: la terra non era adatta alla coltivazione, Förster cadde presto sommerso dai debiti, e nel 1889 decise di farla finita avvelenandosi.

Nel 1893, una volta tornata in Germania, Elizabeth fondò il Nietzsche-Archiv, che la mantenne economicamente per tutta la vita. Le opere di Nietzsche, grazie all’impronta data dalla sorella, furono per anni promosse dal partito nazista. Proprio lei, aiutata da Peter Gast (compositore e amico di Nietzsche) ricompose l’opera “La Volontà di Potenza”, ordinando frammenti sconnessi del fratello, seguendo una sua vecchia bozza, senza tenere in considerazione l’intenzione dello stesso di non pubblicare più quell’opera.

Bisogna però ricordare che è stato solo con la riapertura del Nietzsche-Archiv che gli studiosi italiani Colli e Montinari hanno potuto riportare alla luce il “vero Nietzsche”, il pensatore liberale, non nazionalista, né antisemita che studiamo e conosciamo oggi.

Elizabeth Nietzsche

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