Il Superuovo

Niente sarà più come prima: gli effetti della guerra in “Peaky Blinders” e “La tregua”

Niente sarà più come prima: gli effetti della guerra in “Peaky Blinders” e “La tregua”

E’ possibile tornare alla vita normale dopo l’esperienza della guerra? Rispondiamo attraverso la serie “Peaky Blinders” e il romanzo “La tregua” di Primo Levi. 

La guerra è un tema protagonista in moltissima letteratura, italiana e non. Lo è anche nel mondo del cinema e delle serie tv. Uno dei nostri più grandi autori del Novecento, Primo Levi, ha dedicato diverse opere – romanzi e poesie – alla sua esperienza durante la II guerra mondiale, evento storico che ha segnato la sua vita.
Non alla seconda, ma alla I guerra mondiale, invece, hanno partecipato alcuni dei protagonisti della serie “Peaky Blinders”. Si tratta di due esperienze diverse, però c’è un filo rosso che le lega: la consapevolezza che, una volta tornati a casa, non c’è niente che sarà mai più come prima.

Peaky Blinders: combattere al fronte

Birmingham, 1919. Inizia in questo anno la prima stagione della serie Netflix “Peaky Blinders”. La serie racconta le vicende e gli affari loschi della famiglia Shelby, ovvero i “Peaky Blinders”. Il protagonista è Thomas Shelby, capo della famiglia. Fin dalle primissime puntate della prima stagione più volte si fa riferimento all’esperienza della guerra. Insieme a Thomas, anche alcuni suoi amici, tra cui Danny Whizz-Bag e Freddie Thorne hanno partecipato alla I guerra mondiale, combattendo in Francia.

Reduci della grande guerra, questi personaggi sono accomunati da un continuo malessere: sono gli effetti della guerra, dalla quale, in realtà, non sono mai tornati. Per essere più precisi, quello che viene messo in scena non è un semplice malessere ma a tutti gli effetti un disturbo da stress post-traumatico, conseguente all’esperienza difficile vissuta al fronte. La mente di questi personaggi è tormentata e lo è tanto di più quella del protagonista, Thomas.
Thomas non trova conforto dai ricordi della guerra, non c’è consolazione e riparo da questi ricordi. Un momento particolarmente difficile è quello della sera, quando, cercando di addormentarsi, torna a sognare sempre una particolare scena vissuta durante il conflitto bellico. I lasciti di questa esperienza sono visibili anche nel modo in cui Thomas e gli altri vivono la vita di tutti i giorni.

Thomas Shelby, Peaky Blinders

Primo Levi e l’Olocausto

Spesso, quando si tratta di eventi storici di così grande portata, come i conflitti mondiali, ciò che emerge è una vera necessità di raccontare il vissuto. Questo è accaduto anche  durante gli ultimi anni della II guerra mondiale e nell’immediato dopo guerra. C’è chi scrive della Resistenza, come Fenoglio e Calvino, e c’è chi scrive dell’esperienza dell’Olocausto, come Primo Levi.

Primo Levi, di origine ebraica, si unisce ai gruppi partigiani nel 1943, viene catturato e deportato nel campo di Auschwitz nel 1944, spostato nel campo di Buna-Monowitz, da cui è uscito nel 1945. Lui, che di professione faceva il chimico, ha iniziato a scrivere dell’esperienza dell’Olocausto per necessità, per testimoniare e per non dimenticare. Le sue memorie sono raccolte in “Se questo è un uomo”, “La tregua”, “Se non ora, quando?” e “Sommersi e Salvati”.

Primo Levi

La tregua

È il secondo romanzo-memoria di Levi, pubblicato nel 1963. Si presenta come una continuazione di Se questo è un uomo e racconta del viaggio fatto insieme agli altri “sopravvissuti” (o salvati) dal Lager nazista alla propria dimora torinese.

Come un moderno Ulisse, Levi racconta questo itinerario, durante il quale attraversa diversi Paesi europei, come la Polonia, la Cecoslovacchia, la Romania, l’Ungheria etc. Racconta storie, posti, persone, stati d’animo. Racconta del ritorno a casa a Torino e di un sogno che ricorre durante la notte, nel quale si trova ancora ad Auschwitz e aspetta di sentire il segnale dei soldati all’alba, per iniziare un nuovo giorno nel campo di concentramento.

Da questo nasce il titolo dell’opera “La tregua”, perché questo viaggio narrato da Levi rappresenta solo una tregua tra la guerra vera e il ritorno alla vita normale, che non sarà mai più come prima.

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