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Shakespeare era maschilista? Scopriamolo con “10 cose che odio di te” e una sua commedia

Shakespeare era maschilista? Scopriamolo con “10 cose che odio di te” e una sua commedia

“10 cose che odio di te”, film del 1999 ha come soggetto una commedia poco conosciuta di Shakespeare intitolata “La bisbetica domata”.

Che il mondo fosse dominato dagli uomini non è una novità ma che anche il drammaturgo più celebrato della storia del teatro per le sue parole d’amore ci sia caduto, spiazza.

LA COMMEDIA DI SHAKESPEARE

“La bisbetica domata” è uno dei primi lavori di Shakespeare. Parla di Caterina, una donna molto scontrosa, bisbetica come dice il titolo della commedia. La sua famiglia è composta dal padre, Battista Minola, personaggio in vista della città di Padova e sua sorella Bianca che è il suo opposto. Bianca è circondata da pretendenti abbagliati dalla sua bellezza e dai suoi modi mentre Caterina viene evitata da tutti per il suo comportamento. Il padre quindi decide di stabilire una regola: Bianca potrà sposarsi solamente quando anche Caterina andrà all’altare. I pretendenti della sorella minore quindi si ingegnano per trovare una soluzione.

IL COLPO DI SCENA

Inaspettatamente arriva a far visita ad Ortensio, uno dei corteggiatori, un amico arrivato da Verona, un certo Petruccio in cerca di una moglie. Ad Ortensio non par vero e gli propone Caterina avvertendolo del suo caratteraccio. Quest’uomo non ha problemi economici ma non appena sente che la ragazza avrebbe avuto una buona dote decide subito di sposarla, nonostante gli avvertimenti dell’amico. Il giorno del matrimonio lui si presenta vestito di stracci ma la celebrazione si compie a dispetto dell’umiliazione di Caterina. Malgrado la sposa voglia presenziare al ricevimento Petruccio si impone alla sua volontà e la trascina in luna di miele in una campagna di suo possesso. Costringerà la poverina ad un soggiorno di privazioni: non la lascerà dormire e la farà digiunare per piegare il suo animo scontroso. La commedia si conclude con una scommessa tra 3 uomini, Lucenzio appena sposato con Bianca, Ortensio sposato con una ricca vedova e Petruccio, marito di Caterina. Scommettono su chi delle 3 mogli arriverà per prima alla chiamata del marito/padrone. Vince ovviamente Petruccio, ormai la bisbetica è stata domata.

10 COSE CHE ODIO DI TE

Il film che ha come soggetto la commedia di Shakespeare non ha gli stessi intenti, né tantomeno la stessa comicità fortunatamente. I rimandi più fedeli sono i nomi dei personaggi, anche perché presentare una commedia del genere ai giorni nostri sarebbe anacronistico e fuori luogo. Kat, la bisbetica da domare è una ragazza anticonformista e acuta, forse turbata dai precedenti approcci con il sesso maschile. La base della storia è sostanzialmente la stessa ma è ambientata nella contemporaneità. Le due sorelle, l’una cortese e l’altra scorbutica hanno un padre molto severo che decide che Bianca, la minore, uscirà solamente quando anche la maggiore lo farà. I pretendenti di Bianca quindi assoldano Patrick, il ragazzo più scontroso della scuola per far si che Kat esca. C’è un imprevisto, i due si innamorano ma Caterina scopre l’imbroglio e non vuole più vedere Patrick finché, durante una lezione di letteratura, legge una poesia alla classe a cui assiste anche l’imbroglione e a modo suo gli dichiara il suo amore.

È GIUSTO CONDANNARE SHAKESPEARE?

È fuor di dubbio che la commedia di Shakespeare fondi la sua comicità sulla mortificazione di una donna. L’apice dell’inadeguatezza viene raggiunta quando in una scena Petruccio fa un commento su quanto sia bella la luna in pieno giorno. Caterina gli fa notare che sta elogiando il sole non la luna, lui si infuria e gli dice che non lo deve contraddire anche quando sbaglia. La donna viene sottomessa per sfinimento alle volontà del marito/padrone a cui deve obbedire come fosse un cane. A proposito di animali, il titolo inglese della commedia è “The taming of the shrew”, può essere tradotto letteralmente come “L’addomesticamento della bisbetica”, ma “shrew” ha come significato primario “toporagno”, un insulto che si riserva al più acerrimo nemico. Il titolo originale ha quindi un chiaro rimando al mondo animale, non umano. Il sesso femminile oltre che occupare una posizione subalterna all’interno della società è trattato come un oggetto, merce di scambio a disposizione degli uomini.

IL BENEFICIO DEL DUBBIO

Un tempo la donna giurava ubbidienza al marito sull’altare, è vero, ma l’acutissimo Shakespeare dotato di una sensibilità e genialità fuori dal comune non avrebbe potuto scrivere un finale diverso? Il finale del film è la conclusione più ovvia a cui si potesse arrivare e non c’è voluto il grande drammaturgo inglese per scriverla. Dobbiamo prendere in considerazione però un altro aspetto della vita di un uomo da cui non si può prescindere, ovvero il contesto in cui vive. Un soggetto che vive in una società maschilista e patriarcale è difficile che sviluppi un pensiero fuori dal coro ma non impossibile. Shakespeare che si contrapponeva ai matrimoni ostacolati da famiglie ferme nelle loro convinzioni evidentemente non era ancora abbastanza maturo da concepire un diverso ruolo della donna. O forse i tempi non erano abbastanza maturi, lasciamogli il beneficio del dubbio.

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