Niccolò Fabi ed Epicuro ci insegnano come trovare la strada per la felicità

La felicità è una strada difficile da trovare, se ci si dimentica di badare alle piccole cose. 

 

Come posso essere felice? Ce lo chiediamo spesso e il più delle volte non riusciamo a trovare una risposta. Scopriamo ora la giusta via, guidati da Epicuro e Niccolò Fabi.

Epicureismo come stile di vita

Che cos’è l’epicureismo? Innanzitutto è uno stile di pensiero, ma sopratutto una filosofia di vita.  L’epicureismo nasce dalla mente del filosofo greco antico del II-III secolo a.C. Epicuro, da cui prende il nome. I discepoli della scuola epicurea, inizialmente, si radunavano nel giardino della casa di Epicuro stesso, aspettando di apprendere le sue lezioni di vita, come dalla bocca di un profeta.

Questa filosofia aveva come fine ultimo la ricerca della felicità. Essa si basava su alcuni concetti chiave: godere delle piccole cose, vivere nascosti (lathe biosas) ovvero condurre una vita privata, fuggendo dalla corruzione della vita politica, e demistificare le quattro grandi paure: la paura della morte, del dolore, la paura di non raggiungere la felicità e la paura degli dei.

Mezzobusto di Epicuro

Cosa significa essere un epicureo?

Essere un epicureo voleva dire conoscere la natura delle cose, considerando ciò l’unico modo per condurre una vita serena. Attraverso una spiegazione scientifica Epicuro affermava che tutto venisse creato da una assembramento casuale di atomi (detto clinamen), a partire dall’universo fino ad arrivare al corpo umano, alla natura che ci circonda e perfino all’anima stessa. La morte non doveva quindi essere fonte di preoccupazione per l’uomo, in quanto essa seguiva semplicemente un’inclinazione spontanea degli atomi ad associarsi e poi disgregarsi casualmente. Essere un epicureo significava bastare a sé stessi, ritirandosi in campagna, a godere dei beni necessari, dell’otium e della metriotes, ovvero della giusta via di mezzo che dà serenità e allontana dagli eccessi.

L’epicureismo , durante i secoli, è stato rinnovato, mutato e addirittura vilipeso da chi lo ha definito una semplice corrente edonista, che promuove una vita dedita ai piaceri. Ma non ha mai smesso di creare nuovi seguaci e di influenzare nuovi discepoli di età e periodi storici differenti. Anche nei secoli a noi più vicini, se osserviamo con attenzione, possiamo trovare questa corrente filosofica che scorre nell’aria senza far rumore, insinuandosi piano in quelli che sanno ancora accoglierla.

La felicità in una ‘Una somma di piccole cose’ secondo Niccolò Fabi

Scopriamo che cosa si nasconde sotto alle parole e alla poetica del grande cantautore italiano Niccolò Fabi.

Una somma di piccole cose è una canzone da cui prende il titolo l’album pubblicato dal cantautore nel 2016, un piccolo gioiellino che splende di luce propria, che trasuda emozione e sensibilità, sia con le parole che con la musica da cui sono magistralmente accompagnate.  Una creazione musicale che potrebbe essere considerata epicurea sotto diversi aspetti.

Lo stesso autore ha affermato di averla ideata, scritta e registrata nella tranquillità di una piccola tenuta di campagna, distante dalle distrazioni e dalle preoccupazioni mondane.

L’album in questione è composto da nove tracce, che sono lo specchio di una realtà quieta, fatta di piccoli piaceri, di una vita appartata, che ha cullato l’autore fino alla maturazione di una riflessione interiore profonda, data dalla solitudine in cui era immerso. Numerosi sono i collegamenti che si possono fare con la filosofia di Epicuro, ascoltando con orecchio vigile quello che questi brani ci vogliono dire.

Già solo il titolo può essere definito un nome parlante. Il testo infatti ce lo spiega appieno, inizialmente ci può ricordare quasi un elenco, un elenco però fatto di tutti quei piccoli gesti di cui non ci accorgiamo, che rendono migliore una giornata, che rendono migliore la vita stessa. Esprime in seguito la consapevolezza della fugacità del tempo, delle cose che passano e che non ritornano, ci può risuonare come un’esortazione a ricordarci di godere anche dei minuti più insignificanti delle nostre vite, perché essi, nel loro piccolo, fanno parte di quello che siamo stati e di quello che siamo diventati.

Una somma di piccole cose…
una somma di passi, che arrivano a cento
di scelte sbagliate, che ho capito col tempo
ogni voto buttato, ogni centimetro in più
come ogni minuto che abbiamo sprecato
e non ritornerà…

La leggerezza di questa filosofia, e con leggerezza intendiamo ora una leggerezza di spirito, ci avvolge in ‘Vince chi molla’, un’altra traccia dell’album che vuole gridare di andarsene all’ansia e ai turbamenti che ci attanagliano. È un brano che vuole esprimere sicurezza, una sicurezza riconducibile solo al controllo di sé stessi, alla conoscenza e accettazione dei nostri più intimi pensieri e dei nostri limiti.

 

Per ogni tipo di viaggio
è meglio avere un bagaglio leggero.
distendo le vene
e apro piano le mani
cerco di non trattenere più nulla
lascio tutto fluire […]

Sarebbero ancora molti i riferimenti filo-epicurei incastonati fra i brani di questo album come piccoli diamanti, che ci fanno riflettere sul modo che abbiamo di vedere la vita, che ci spingono a chiederci quante volte diamo importanza alle cose sbagliate.

Fermiamoci quindi a riflettere, dove sta veramente la via per arrivare alla felicità? In un libro, nel denaro, in un viaggio, nell’amore … o in noi stessi?

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: