
La religione, lo si sa, impone una certa morale. Ogni religione possiede una morale leggermente diversa perché cambiano le gerarchie valoriali di riferimento. Il tratto comune dell’etica religiosa è quello di essere fortemente comunitarista o collettivista (il bene comune viene prima di quello individuale) poiché altrimenti, non si riesce a creare il senso comunitario caratterizzante. Secondo il dogma religioso, inoltre, non si può agire moralmente bene se non si accetta la regola religiosa. Ma allora, morale e religione sono due dimensioni strettamente collegate? E’ possibile essere giusti senza aderire ad una religione?
Il dubbio di Matt Murdock
Matt Murdock è un avvocato di fede cristiana. E’ cieco ma riesce a sentire perfettamente tutto ciò che gli sta intorno grazie ad uno sviluppo sovrannaturale degli altri quattro sensi. Infatti, Matt, di notte combatte i criminali con la maschera di Daredevil: il diavolo di Hell’s Kitchen. Le ragioni che spingono Murdock a scegliere proprio un diavolo come simbolo della lotta al crimine, nonostante la fede cristiana, è un argomento su cui tornerò in un prossimo articolo. La totale fede nel Dio cristiano impone a Murdock di non uccidere i criminali. Durante gli avvenimenti della terza stagione della serie televisiva a lui dedicata (uscita di recente su Netflix), Murdock smarrisce totalmente la fede. Si domanda continuamente se è giusto uccidere i criminali per poterli fermare una volta per tutte e se il suo particolare potere sia frutto del caso e non di un dono di Dio. Con queste domande, muore anche il simbolo di Daredevil. Matt diventa infatti cinico, dubbioso e combatte il crimine senza utilizzare il suo costume. Gli avvenimenti della stagione proseguono senza però che Murdock uccidi un criminale: il senso morale di Daredevil è lo stesso nonostante la sua mancata fede.

Fede e morale
Si può quindi essere moralmente giusti senza credere in una religione o non credendo nell’esistenza di un Dio? Certo. Il problema sta nel modo in cui priorizziamo i valori e nel modo in cui troviamo il fondamento della morale. Un credente, avrà una morale molto più salda e specifica, rinunciando talvolta anche alla libertà di riconoscere una diversa gerarchia valoriale. La ricerca della morale diventa, per il non credente, un problema esistenziale. E’ giusto rubare cibo se sto morendo di fame? E’ giusto fare la spia alle autorità se un mio amico è ricercato? Ed ancora, è giusto copulare senza freno con chiunque? Un credente avrebbe le risposte a queste domande. Il non credente ha bisogno invece di scavare dentro se stesso e di ragionare (analogo processo che fa il credente prima di scegliere se credere o meno). Lo stesso Daredevil ha interiorizzato i valori cristiani e li condivide ciecamente (non era una battuta sui ciechi, giuro!), trovandone però un fondamento diverso: nella sua sensibilità e nel suo senso di giustizia. Ma, mi chiedo: e se invece fosse il credente a condividere una morale diversa rispetto alla religione in cui crede?
Giacomo Di Persio