Nell’anniversario della sua morte, sveliamo i lasciti culturali di Bernini nella Roma Barocca

Gian Lorenzo Bernini muore a Roma il 28 novembre 1680. In occasione dell’anniversario della sua morte, ripercorriamo l’eredità artistica lasciata alla città eterna.

Torna a splendere l'Estasi di Santa Teresa d'Avila del Bernini - photogallery - Rai News

Gian Lorenzo Bernini nasce a Napoli il 7 dicembre 1598. Il padre Pietro, scultore, e la madre Angelica Galante, si erano da poco trasferiti. Nel 1606 la famiglia fa ritorno a Roma: Pietro ottiene la protezione del cardinale Scipione Borghese (cardinale, arcivescovo cattolico e collezionista d’arte italiano) . In questo contesto ci sarà occasione per il giovane Bernini di mostrare il suo precoce talento. Analizziamo il tracciato culturale di Gian Lorenzo Bernini in un tour della città eterna.

Le celebri fontane

  • La Fontana della Barcaccia, realizzata da Pietro e Gian Lorenzo Bernini nel 1629 in Piazza di Spagna. Si ispira a un tipo di imbarcazione bassa e larga che solcava il Tevere trasportando le botti di vino. A causa dello scarso dislivello fra acquedotto e piazza, che avrebbe permesso solo un basso zampillo, Bernini pensò di far affondare la barca in una vasca posta leggermente più in basso della quota del suolo.
  • La Fontana del Tritone fu realizzata nel 1643 in Piazza Barberini, su incarico di papa Urbano VIII, nella piazza aperta di fronte al palazzo che il pontefice si era fatto costruire nel 1625. La fontana è dotata di una vasca mistilinea in travertino, piuttosto bassa, dalla quale emergono quattro mostri marini che a loro volta sollevano con le code una grande conchiglia bivalve aperta, sulla quale sta seduto un Tritone. (Metamorfosi, Ovidio).
  • La Fontana delle Api è una piccola fontana realizzata da Bernini nel 1644, all’angolo di palazzo Soderini. Destinata ad uso pubblico e come abbeveratoio per i cavalli. Presenta la forma suggestiva di una conchiglia bivalve aperta, con la parte superiore verticale.
  • La Fontana dei Fiumi per Piazza Navona, fu eseguita nel 1648. Papa Innocenzo, suo malgrado dopo aver vagliato tutte le proposte dei concorrenti, inclusa quella di Borromini, alla fine la commissionò a Bernini, riconoscendo la superiorità del suo modello. Agli angoli del plinto si agitano quattro poderose figure maschili che rappresentano altrettanti fiumi. Il Danubio, il Nilo, il Gange e il Rio de la Plata, ovvero i simboli dei continenti allora conosciuti.
  • La Fontana del Moro, che si trova nel lato meridionale della piazza, dove si trova Palazzo Pamphilj, era stata disegnata e realizzata da Giacomo Della Porta. Era ornata di mostri marini, da un drago e da un’aquila e presentava agli angoli quattro tritoni con la buccina. L’acqua zampillava al centro della fontana, da finti scogli. In occasione della realizzazione della Fontana dei Fiumi, Papa Innocenzo X chiese al Bernini di ampliarla ed integrarla, per dare maggiore lustro al palazzo di famiglia appena ultimato, dove abitava Donna Olimpia, cognata del pontefice. Eseguita previa la nascita di Gian Lorenzo, nel 1576.
  • La Fontana del Bicchierone è composta da un grande bicchiere a calice dentellato, collocato dentro una conchiglia. Dal “bicchierone” un tempo zampillava un alto getto d’acqua, successivamente ridimensionato dallo stesso Bernini perché disturbava la vista dalla loggia retrostante. A differenza di altre opere berniniane, questa fontana fu realizzata con materiali poveri, ossia mattoni, malta e stucco, dunque senza l’impiego del travertino, e poi rivestita di pietre e marmi antichi. Si trova nel giardino di Villa d’Este, eseguita nel 1660.

Fontana dei Quattro Fiumi: l'Opera del Bernini a Piazza Navona | ArcheoRoma

Le sculture principali

Iniziamo il nostro viaggio sulle tracce scultoree di Gian Lorenzo Bernini dalla Galleria Borghese che conserva numerose opere dello scultore, tra le più note e apprezzate.

  • Enea, Anchise e Ascanio: Il soggetto è chiaramente ripreso dall’Eneide di Virgilio. Racconta la rocambolesca fuga da Troia di Enea con il padre Anchise e il figlio Ascanio: l’eroe porta sulle spalle il vecchio padre, schiena ricurva e in mano le ceneri degli antenati, mentre il piccolo Ascanio segue il padre tenendolo per mano.
  • Ratto di Proserpina: La mano del Dio affonda nella carne della giovane trattenuta con possente virilità. Una folta barba e riccioli selvaggi caratterizzano la divinità, possente aggressore di Proserpina. Un ultimo grido disperato prima di sprofondare con il suo rapitore negli Inferi.
  • David: Ripreso mentre prende la mira per sferrare il suo colpo contro il nemico Golia.
  • Apollo e Dafne: Apollo corre verso la fanciulla, la raggiunge con balzo, ma, sfiorandola appena, la condanna alla metamorfosi. Così, mentre Apollo è colto nell’atto finale della corsa, Dafne è imprigionata nella sua trasformazione. I  piedi si radicano nel terreno perdendo sembianze umane, le mani si fanno ramoscelli d’alloro. Anch’esso esprime un racconto mitologico.

Cambiamo location e ci addentriamo all’interno dei Musei Capitolini:

  • Medusa: opera scultorea che Bernini dedica al personaggio mitologico. Nei lineamenti delicati è però riconoscibile Costanza Bonarelli, la donna amata da Gian Lorenzo Bernini. La relazione tra i due che va letta dietro l’espressione patetica della giovane incoronata da un groviglio di serpi, dalle sembianze quasi reali.

E ancora, all’interno della chiesa di Santa Maria della Vittoria:

Come già ricordato, Bernini fu artista a 360 gradi, capace di fondere nella sua arte più sfumature che hanno reso le sue opere immortali. Se c’è un’opera in cui si mescolano alla perfezione scultura e teatralità, questa è senza dubbio l’Estasi di Santa Teresa d’Avila, realizzata, assieme alla cappella che la custodisce, da Bernini per il cardinale Corner (1647). Si tratta di uno degli esempi più elevati di arte barocca, ritenuta “la più bell’opera che uscisse dalla sua mano“.

Il simbolo maggiore della cristianità lasciato da Gian Lorenzo Bernini, è certamente:

Il Colonnato di San Pietro, Considerato uno dei suoi maggiori capolavori. Cinge i fedeli con due lunghe braccia; due grandi emicicli che esaltano le proporzioni della Basilica inquadrandola tra due quinte prospettiche. Sfrutta la prospettiva per “ricevere a braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza, gl’Heretici per riunirli alla Chiesa, e gl’Infedeli per illuminarli alla vera fede“. Queste le parole del Bernini che ben rendono gli intenti del grandioso progetto. Alle statue dei Santi poste sopra la trabeazione del colonnato, è invece affidato il compito di visualizzare la gloria della Chiesa trionfante.

Medusa - tra luce ed emozione - CMS.Cultura – ComunicaMente Servizi per la Cultura srl

Elementi della Roma Barocca

È la veste più “sfacciata” della città, la meno nascosta e la più sfolgorante. Non è possibile camminare per il centro di Roma senza imbattersi in uno dei capolavori dell’arte barocca.

Le chiese protagoniste del Barocco Romano:

  • Chiesa di San Carlo alle 4 fontane.
  • Chiesa di Santa Maria della Vittoria.
  • Chiesa di San Luigi dei francesi.
  • Basilica di Santa Maria del popolo.
  • Chiesa di Sant’Ignazio da Loyola.
  • Chiesa di Santa Maria dalla Pace.
  • Basilica di San Giovanni dei Fiorentini.

I musei principi del Barocco Romano:

  • Galleria Borghese.
  • Musei Capitolini.
  • Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini.

Piazza Navona e Ponte Sant’Angelo, rappresentano altresì la parte urbanistica Barocca Romana.

“Il valore dell’arte risiede nell’illusione che produce in noi. La maestria dell’artista consiste nel fatto che il suo lavoro dà una sensazione di realtà, anche se tutto in essa risulta superficiale.”

Roma barocca, non solo sculture ma anche affreschi, la Chiesa di Sant'Ignazio | Roma.Com

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