morti, vivi e… aldilà: quando la festività dei morti diventa una letteratura dell’oltretomba

Tra il 28 ottobre e il 2 novembre ricorre la festività dei morti in diverse parti del mondo. Andiamo a scoprire insieme le diverse tradizioni culturali e come si presentano in letteratura. 

Durante la giornata del 2 novembre, festività dei morti, molti popoli credono che gli spiriti dei propri cari hanno la possibilità di attraversare il ponte dell’Oltretomba e di potersi recare nel regno dei vivi. Nella letteratura antica, però, sono stati molti gli eroi che hanno oltrepassato i confini infernali per rincorrere i defunti. Andiamo insieme alla scoperta di questo viaggio tra mondo dei vivi e mondo dei morti. 

LA FESTIVITA’ DEI MORTI IN ITALIA

Ogni 2 novembre ricorre la festività dei morti in Italia, un momento di commemorazione nei confronti dei propri defunti. Negli ultimi anni, specialmente post-Covid, sono decadute molte tradizioni italiane a favore di questa festa.

Nella parte più settentrionale dello stivale italiano, come in Lombardia, si ha l’usanza di lasciare una brocca d’acqua tra la notte del 1 e 2 novembre per dissetare i defunti; in Friuli, invece, si lascia acceso un lume, accompagnato anche qui da una brocca d’acqua e da un tozzo di pane.

Nel centro-sud d’Italia molte famiglie lasciano la tavola imbandita con mandarini, fichi, castagne e ogni tipo di frutta secca con una candela accesa, simbolo del defunto.

Anni fa a Roma c’era la tradizione di recarsi al cimitero per consumare sulla tomba del proprio caro un pasto caldo. Questa usanza ti rimanda ad un’altra tradizione, vero?

EL DÍA DE LOS MUERTOS, HUNGRY GHOST FESTIVAL E QUINGMING

Tra le tradizioni più conosciute, di certo si colloca al primo posto el día de los Muertos, un’usanza spagnola importata nella Città del Messico più di 500 anni fa. Durante questi giorni di festa si assiste a una mescolanza del folklore ispano-americano con quello cattolico. Le famiglie allestiscono degli altari per i propri cari defunti con candele, petali e pane e oggetti a cui era affezionato il defunto; si pensa che nella giornata del 2 novembre (prima coincideva con il primo giorno di raccolto, ma per questioni cattoliche è stato rimandato a novembre) tutti i cari defunti hanno la possibilità di oltrepassare il ponte che collega il mondo dei morti a quello dei vivi per fare così visita a chi è ancora in vita.

Spostandoci nella zona più orientale del mondo, quindi in Asia, la festività dei morti ricorre nelle notti di fine agosto e inizio settembre. In questo periodo si ritiene che i morti ritornano sulla Terra per divertirsi e cercare del cibo. Dunque per questo motivo i vivi organizzano una grande festa: Hungry Ghost Festival. Tuttavia questa festa non è solo un modo per divertirsi, ma anche per purificare le anime con incenso e benedire, secondo le usanze buddhiste, gli oggetti dei defunti, così da liberarli da spiriti maligni. Alla fine dei festeggiamenti si accendono delle candele a forma di loto liberandole nelle acque dei fiumi e del mare; queste servono a guidare le anime perse ai confini dell’Aldilà.

Un’altra interessante ricorrenza è la Festa di Quingming, o meglio definita Festa della Luminosità Pura o Giorno degli Antenati. Questa festa cade il 104esimo giorno dopo il solstizio d’inverno (3-5 aprile secondo il calendario gregoriano). In realtà il Quingming è una festività della Tawain, ma nel 2008 è diventata una ricorrenza nazionale della Repubblica Popolare Cinese. In questi giorni le famiglie hanno l’usanza di riunirsi per pulire le tombe dei propri cari e offrire loro del vino, thè, cibo; le famiglie fanno gite fuori porta, iniziano le pulizie primaverili, cantano e danzano.

UNA LETTERATURA OLTRETOMBALE

Se nella tradizione della festività dei morti si ricorda l’arrivo dei defunti sulla Terra, nella letteratura oltretombale sono i grandi eroi che compiono le gesta di recarsi nell’Ade. Nell’epica greca e latina questa tecnica viene definita catabasi (lett. discesa degli inferi).

[…]Quando il nocchiero, da oltre l’onda Stigia, li vede
muovere attraverso il bosco silenzioso
volgendo il piede alla riva, li assale per primo
a parole, gridando: «Chiunque tu sia
che t’avvicini armato al nostro fiume, fermati
dove sei e di là dimmi perché vieni. Qui è il luogo
delle Ombre, del sonno, della notte che addormenta.
Non si può trasportare dei corpi viventi
sulla carena Stigia […]».

Giunto finalmente a Cuma, in Italia, Enea incontra Sibilla, profetessa di Apollo e custode degli Inferi, alla quale chiede il permesso di scendere nell’Oltretomba per incontrare suo padre Anchise affinché gli sveli il futuro. Quest’ultimo infatti gli era apparso in sogno poco dopo la morte, prefigurandogli la sua discesa infernale. Durante il suo cammino infernale, Enea ha modo di parlare con diversi personaggi, tra cui Didone, la regina cartaginese suicidatasi per amore dell’eroe. Ma non è finita qui, incontra molti eroi morti nella guerra combattuta a causa di Elena.

No, non è il mito di Persefone quello di cui di parlerò adesso, bensì quello di Orfeo ed Euridice il cui tòpos ancora una volta è la discesa dell’eroe nell’oltretomba. La storia di Orfeo è uno dei miti più strazianti che nemmeno il film Coco è riuscito farti piangere allo stesso modo. Orfeo era il dio della poesia e della musica, con la sua voce e la sua musica riusciva ad ammaliare tutti gli esseri viventi e non. Egli però amava la ninfa Euridice, il loro era un amore così intenso che i due decisero di sposarsi. Ma il destino non fu favorevole al loro amore, infatti ella ben presto fu morsa da un serpente che ne causò la morte. Davanti a tale scoperta, Orfeo non riuscì a sopportare il dolore, per questo armato di lira decise di attraversare l’Oltretomba per incontrare Ade e Persefone.

Si narra che il suo canto fu così straziante che i sovrani degli Inferi, commossi, decisero di concedere la grazia ad Orfeo di restituirle la sua Euridice, ma a una condizione: durante il passaggio al mondo dei vivi, lui non avrebbe mai dovuto voltarsi per vederla, per nessuna ragione al mondo. Sventurato fu Orfeo, che quando sentì la voce della sua amata si girò senza nemmeno pensarci.  La ninfa è costretta a ritornare immediatamente nel regno dei morti, lasciando il suo sposo ancora più disperato per averla persa due volte.

Che tu debba oltrepassare il mondo infernale o che attenda l’arrivo dei tuoi cari, ti auguro oggi di dedicare un minuto a tutte le persone che oggi, per via di sventurati eventi, non ci sono più, ma che risiedono in una parte del tuo cuore.

 

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