Il Superuovo

“Montalbano, Je suis”: ecco come Andrea Camilleri è stato tradotto in francese

“Montalbano, Je suis”: ecco come Andrea Camilleri è stato tradotto in francese

  1. Il traduttore francese Serge Quadruppani  e i sicilianismi dell’opera di Montalbano.  E’ possibile  “Rendre la saveur”?

Di Valentina De Santis – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=28327799 

“Montalbano Je suis!”, ecco la traduzione francese!  Con lo scopo di  non alterare ma riprodurre, allo stesso modo che in Italia, le intonazioni, l’ironia dell’incorruttibile commissario siciliano. Riuscirà a tramettere le stesse emozioni e sensazioni al lettore francofono?

Andrea Camilleri e il suo successo all’estero

Il poliedrico Andrea Camilleri, riscuote un gran successo non solo in Italia. A partire dagli anni ’90, la scrittura del giallo-poliziesco “Il commissario Montalbano” continua a registrare sempre  più lettori; appassionando un ampio e diverso target di persone in italia ma soprattutto all’estero. Infatti, oggigiorno, la sua  letteratura  può essere definita internazionale: Spagna, Finlandia, Giappone e Francia, solo per citarne alcuni, impazzano per la lettura o per la visione della serie tv che, da qualche decennio, vede protagonista la Sicilia dell’est e l’ attore Luca Zingaretti nei panni del commissario Montalbano, uomo affascinante, caparbio, onesto e molto abile nel risolvere le “ambiguità” che avvengono nel ragusano. Ma cosa  rende così affascinante quest’opera? come suggerisce l’articolo hallofseries, ” Perchè Montalbano funziona così tanto all’estero?”, l’opera si caratterizza per la sua originalità, agli occhi di chi legge o nel caso del film guarda, pare tutto vero, sincero, reale. Ciò è reso evidente dalla rappresentazione dei luoghi come: Vigata, Ragusa Ibla, Scicli, ma anche da locali e ristoranti veramente esistenti e dalla personalità calorosa  e bizzarra dei personaggi. Inoltre, altro elemento fondamentale per spiegare il motivo della tanta devozione da parte dei lettori e  degli spettatori, è la quasi completa assenza di scene aggressive e sanguinanti nelle risoluzioni positive di problemi/ crimini  da parte del commissario, attraverso i quali  ne scaturisce in ogni episodio una saggia morale.

Di MARIO DE RENZIS / ANSA / DEF – È morto Andrea Camilleri, su ilpost.it, 17 luglio 2019., Pubblico dominio, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=8052075

La questione della Lingua: tra sicilianità e sicilianismi

Tra le caratteristiche precedentemente citate, la questione della lingua in Camilleri, è tra le più importanti. Andrea Camilleri  scrive e racconta  attraverso  un linguaggio italiano e siciliano, particolarmente originale e ricercato.  Dialetto e prosodia tipici della zona agrigentina, provincia natia dell’autore. Il dialetto viene inserito con naturalezza e fierezza, andando oltre  lo stereotipo denigrante che pone il dialetto come lingua inferiore.
Il siciliano, inoltre, permette a colui che legge di poter toccare con mano la semplicità e la schiettezza del siciliano, il buon cuore, la bellezza dei posti, il calore, la solarità,  la mentalità ricca di valori. Camilleri inserisce tutto ciò che riguarda la sua Sicilia, infatti,  anche il pregiudizio culturale siciliano viene messo in evidenza, mediante l’inserimento di personaggi malavitosi.

Serge Quadruppani: i livelli di lingua nell’opera e la difficoltà nella trasposizione in lingua francese

Serge Quadruppani all’interno del suo articolo “L’angoisse du traducteur devant une page d’Andrea Camilleri”, afferma come sia  complesso “rendre le saveur”del siciliano. Il traduttore, all’interno dell’opera camilliana  individua tre livelli di lingua: l’italiano standard, dialetto, e un italiano sicilianizzato (regionalismi).

La difficoltà del traduttore risiede proprio nell’ultimo livello.

L’autore inserisce parole come: spiari/addumanari astutari, taliari, calare la pasta, per le quali non  fornisce una traduzione, bensì li colloca in modo strategico, pragmatico, facendo leva sul contesto, è infatti attraverso il contesto che il lettore  tuttavia ne coglierà il significato.  La  bravura di Andrea Camilleri consiste proprio in questa capacità, di utilizzare contemporaneamente alla lingua italiana i gergalismi, i modi di dire,  le frasi idiomatiche, i proverbi tipici del suo territorio senza estraniarne il lettore ma inglobandolo tramite il contesto.

Come cita l’articolo di Master Editoria, in “Montalbano Je suis” il traduttore francese, inizialmente incontrerà qualche difficoltà nel cercare di trasporre questi gergalismi in lingua francese, pertanto,  tradurrà  Camilleri mediante l’ausilio dei gerghi del sud della Francia, soprattutto il marsigliese. Sebbene  In Francia l’uso di  regionalismi nelle opere sia poco usato e non goda di  prestigio, Quadruppani si azzarda e impegna ad essere fedele al linguaggio di Camilleri:  a livello prosodico, cerca di mantenere i tratti marcati della lingua, come l’accento, ma anche la struttura grammaticale della frase, infatti, pone una pressione nel  francese traducendo  Montalbano sono! in Montalbano je suis! posponendo il verbo essere al soggetto, tipico costrutto  sintattico della lingua veicolare in Sicilia.  Ecco come il traduttore fornisce una nuova forma di traduzione francese che serve a  restituire in modo eccellente la penna di Camilleri.

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