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Analisi costi-benefici e ROI: quando l’economia si affianca alla psicologia

Analisi costi-benefici e ROI: quando l’economia si affianca alla psicologia

La psicologia e l’economia hanno approcci molto diversi allo studio delle scelte e delle decisioni.

Si potrebbe dire che l’economia ha adottato un approccio normativo, mentre la psicologia ha adottato piuttosto un approccio descrittivo.

L’economia ha sottolineato il principio della scelta razionale e del principio di razionalità.

La psicologia ha osservato piuttosto i modelli mentali, le motivazioni, i limiti nell’applicazione della razionalità che risiedono dietro le scelte.

Ma scendiamo un po’ nel dettaglio

L’economia e la psicologia: le differenze

Dal punto di vista economico, le scelte sono di buona qualità se

  • sono razionali
  • tengono in considerazione tutti gli elementi che entrano in gioco
  • conoscono e tengono conto delle risorse disponibili
  • prendono in considerazione e valutano in modo comparativo tutte le diverse opzioni possibili, disponendole su una scala gerarchica
  • e infine scelgono tra le varie opzioni disponibili quella che minimizza i costi e massimizza i risultati (massimizzazione dell’utilità).

Tipica rappresentazione economica dell’individuo nella società è il concetto di Homo oeconomicus e di Femina oeconomica, concetto fondamentale della teoria economica classica.

Questo concetto descrive un uomo o una donna le cui principali caratteristiche sono la razionalità e l’interesse esclusivo per la cura dei propri interessi.

Un esempio calzante è Miranda Priestly, interpretata dalla fantastica Maryl Streep in “Il diavolo veste Prada” diretto da David Franckel (2006).

Dal punto di vista psicologico, invece, le rappresentazioni psicologiche degli individui sono molteplici (usando un eufemismo) e variano a seconda del filone di pensiero psicologico che si sceglie di considerare.

Le variabili da prendere in considerazione sono innumerevoli.

Ma a prescindere da ciò gli economisti portando come unica fonte di scelta la razionalità hanno di fatto descritto (consapevolmente o meno) due concetti importantissimi della psicologia attraverso altrettanti principi economici: l’analisi costi-benefici e il ROI.

Vediamoli insieme

L’analisi Costi Benefici in psicologia

L’analisi costi-benefici (in inglese: cost-benefit analysis, CBA) è un approccio sistematico utilizzato in ambito economico e ingegneristico.

Esso serve per eseguire valutazioni di progetti basate sulla misurazione e comparazione di tutti i costi e i benefici direttamente e indirettamente ricollegabili agli stessi.

Viene condotta in genere riportando ogni unità di input in unità di costi elementari e ogni unità di output in unità di benefici elementari.

Ad ognuna di queste unità si tenta poi di dare il valore più oggettivo possibile, rendendolo in tal modo misurabile e confrontabile.

Il costo totale, di conseguenza, è la somma dei valori delle singole unità di costi elementari, mentre il beneficio totale è, analogamente, la somma dei valori delle singole unità di benefici elementari.

Il rapporto tra questi due determinerà le scelte conseguenti poiché al lavoratore del settore economico risulterà evidente se vale la pena mettere in atto determinati sforzi (costi) in base ai possibili benefici che si possono ottenere.

E chi lo ha detto che questo bilancio non sia quello che, consapevolmente o meno, facciamo prima di prendere una decisione a livello psicologico?

Sicuramente una scelta presa ponderando le variabili controllabili, i costi e i possibili benefici è una scelta che minimizza il rischio di insuccesso (e chi è che vorrebbe sbagliare ancora prima di cominciare?).

Questo non significa che non vi siano altre variabili (tra tutte non si può non citare quelle emotive) che entrano in gioco quando si prende una scelta, ma piuttosto che probabilmente essendo l’economia una creazione umana, molto probabilmente la scelta “razionale economica” rispecchia un lato di noi molto più vivo di quanto si pensi:

l’unica differenza è che ci sono più variabili in gioco da considerare.

Il ROI in psicologia

Il return on investment (ROI) o ritorno sugli investimenti o indice di redditività del capitale investito è un indice di bilancio e la sua formula è un utile strumento per valutare la profittabilità di un’azienda o di un investimento.

Per questo motivo si fa un largo uso del ROI in finanza aziendale.

Il calcolo del ROI viene utilizzato spesso per valutare un investimento sulle azioni di alcune società ma anche per valutare l’efficacia di un’operazione di marketing, ed è in realtà è molto semplice poichè dato dal rapporto tra il risultato operativo di un’attività e il capitale investito.

ROI = Risultato Operativo / Capitale Investito.

Se al posto di Risultato Operativo ci mettiamo “Quello che riceviamo da una relazione” e al posto di Capitale Investito ci mettiamo “Sforzi emotivi, fisici ed economici” viene fuori un bellissimo bilancio di una relazione tra due persone (o quantomeno quello che si può percepire da una delle due parti).

Relazione = Ciò che riceviamo / Lo sforzo che mettiamo

Questo potrebbe essere straordinariamente utile, poichè, per esempio, può farci consapevolizzare se vale la pena continuare una relazione o meno (per esempio, se il ROI è molto basso significa che si da più di quanto si riceve)

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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