Matrimonio combinato: un’ingiustuzia raccontata attraverso la letteratura albanese ed Aristotele

Matrimonio e amore non hanno  sempre e necessariamente implicato l’un l’altro, come tanti esempi storici ci dimostrano.

 

Difatti, è sufficiente pensare alle unioni convenzionali tra potenti e nobili, per rendersi conto che i matrimoni d’amore sono una novità piuttosto recente.
Ma come veniva vissuto un matrimonio combinato, in cui alcun tipo di sentimento affettuoso e amoroso accorreva a sigillare profondamente il legame?
Ce lo racconta la letteratura albanese, mettendo in evidenza la necessità di un principio fondamentale già introdotto da Aristotele: il consenso.

A bridegroom at fourteen

La cultura albanese è stata modellata ed influenzata da secoli di occupazione turca, che hanno inevitabilmente trasmesso tradizioni e costumi al piccolo paese.
Tra le usanze assimilate da parte del popolo albanese, vi fu quella di un determinato tipo di matrimonio combinato.

Tali matrimoni avvenivano per ragioni economiche ed interessi famigliari, combinati dai genitori senza alcun consenso da parte dei figli.
Il matrimonio combinato è stato nei secoli una normalità culturale, che non evitò tuttavia l’infelicità s tante persone, incapaci di accettare situazioni spesso assurde.
Assurda è infatti la situazione raccontata nella commedia albanese Katërmbëdhjetë vjeç dhëndër (tradotto letteralmente: sposo a quattordici anni/ A bridegroom at fourteen), in cui l’autore Andon Zako Çajupi elabora una satira della tradizione albanese.
La versione cinematografica prese il nome di Përralle Nga e Kaluara e fu diretta da Dhimitër Anagnosti.
Il film del 1987 racconta le vicende di due famiglie unitesi per interesse reciproco.
Ai tempi la sposa veniva acquisita come mezzo pratico, che potesse lavorare nei campi posseduti dal marito. Si trattava quindi di un’unione convenzionale.
Nella vicenda, la giovane Marigo, di famiglia numerosa e modesta, si trova costretta a sposare il giovanissimo Gjino, di famiglia ricca e benestante.
Il matrimonio oltre che assurdo per l’unione tra una giovane donna ed un fanciullo di appena 14 anni, diventa un impedimento alla realizzazione di un’altra relazione, quella tra la stessa Marigo ed del suo vero amato.
Dopo varie vicissitudini l’amore riesce a trionfare sulla tradizione, concedendo un lieto fine alla bella Marigo e al suo grande amore.

Marigo e Gjino

Consenso nelle relazioni

Il lieto fine della commedia albanese emerge come un lume di speranza in una realtà in cui raramente l’amore vero poteva essere celebrato nel matrimonio.
Nella maggior parte dei casi infatti mancava un elemento cardine, capace di portare armonia tra l’amore e il matrimonio: il consenso.
Il consenso è un concetto che diamo spesso per scontato in circostanze in cui non lo sarebbe stato in altri tempi.
A farne un’analisi approfondita è Aristotele nell’Etica Nicomachea.
Nel libro III il filosofo analizza le azioni volontarie ed involontarie, mostrando come queste ultime siano generate da ignoranza o violenza.
Il matrimonio combinato è spesso un’azione involontaria, eseguita per timore di violenza da parte di terzi.
Si svolge così un’attività priva di consenso e deliberazione, che l’individuo svolge ingiustamente.

Il trionfo della volontà è una conquista poco estesa

Ad oggi sono evidenti i progressi nella cultura occidentale, in cui il matrimonio è finalmente una scelta e non un’imposizione. Tuttavia, sono ancora tanti i paesi e le culture in cui l’unione per amore non viene contemplata, negando agli individui un diritto fondamentale che già Aristotele citava, quello di scegliere e dare consenso ad azioni agenti sulla propria persona.

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