Martin Heidegger e la chiacchiera a proposito di Vittorio Sgarbi: le parole dell’italiano medio

La chiacchiera heideggeriana sembra essere per noi italiani un antidoto alle problematiche (si vedano tutti gli opinionisti ai tempi della quarantena). L’episodio di Sgarbi in Parlamento è un esempio che capita a fagiolo per descriverla! 

Durante la quarantena ne abbiamo viste di cotte e di crude. Oltre allo “stato di reclusione”, abbiamo dovuto sopportare opinionisti di ogni genere, privi di una qualsivoglia argomentazione scientificamente comprovata. Personalmente le definisco le “lauree lampo” quelle del tipico italiano medio il quale ha sostenuto l’ultimo esame in “Virologia ed Epidemiologia” e, con gran voce, afferma:” Il COVID-19 è una menzogna!” Si pensava che l’incubo fosse finito ma, con la rimozione forzata di Sgarbi dal Parlamento, moltissimi hanno deciso di conseguire la laurea lampo in “Democrazia e libertà di espressione”. Tutti che parlano di tutto e che, a loro insaputa, parlano di nulla.

Foto presa da “Oltrelalinea”,
“Martin Heidegger e il problema dell’essere”.

Che cos’è la chiacchiera?

Heidegger, pilastro della scena filosofica del secolo scorso, apporta nelle sue riflessioni vari “esistenziali“, caratteri o categorie della nostra esistenza come per esempio il “discorso” e il “comprendere”. Essi ci permettono di avvicinarci alle cose, le quali si rivelano nel momento in cui ne parliamo. Il succo è l’atteggiamento assunto nei confronti dell’intersoggettività: egli la valorizza, ma ne avverte il pericolo. Le relazioni linguistiche e le opinioni dialogiche rischiano di degenerare nella chiacchiera, appunto. È ciò che affiora nel “Sofista” di Heidegger. Nel dialogo platonico il filosofo vuole afferrare il sofista, ma non riesce ad acchiapparlo poiché quest’ultimo adora giocare con i riflessi discorsivi delle cose: il sofista è simile al filosofo, ma non tende alla verità in sé.

Riconosciamo gli opinionisti

Ritorniamo all’episodio di Sgarbi e proviamo a scovare i vari sofisti che chiacchierano. Iniziamo con il metodo diairetico di Platone: dividiamo! Partiamo da una premessa: il Parlamento è simbolo di uguaglianza di diritti e doveri perché non può sussistere democrazia senza i doveri del cittadino (questione che spesso dimentichiamo in nome di diritti, diritti e ancora diritti). C’è chi chiacchiera e chi astrae l’episodio dal contesto e lo critica neutralmente. Ecco la prima divisione. Tra quelli che “chiacchierano” (si noti bene, senza screditare nessuno, anzi!) troviamo la fetta di persone a favore del critico d’arte. Le espressioni che ricorrono di più sono le seguenti: “Ai parlamentari la verità fa male, per quello lo hanno rimosso“, “Sgarbi ha ragione quando afferma che la Magistratura sia mafiosa” ecc.. Perché sono chiacchiere? Perché si riducono all’omologazione. Si dà ragione alle affermazioni di Sgarbi non in base alla veridicità delle argomentazioni, ma in base all’episodio concreto che sta spopolando sui social come “meme”. Ragionando così non si può che inaugurare il nostro ormai spedito “Verfallen“, quel decadimento verso la dimensione cosale tipica della contemporaneità e dei ragionamenti direttamente proporzionali alla nostra pancia da italiani che a pranzo, durante il telegiornale, urlano “Politici ladri!” per dare aria alla bocca e sentirsi parte di un gruppo.

Rispetto al primo posto

Chiudo l’articolo con una questione prettamente etica e comportamentale. Vittorio Sgarbi è un critico d’arte eccezionale, niente da dire in merito alla persona e alla sua professionalità lavorativa. Tuttavia, si scredita da solo al fine di continuare a mantenere il suo personaggio costellato dalle solite espressioni che eccitano la pancia degli italiani e esaltano le pagine dei social. Questo è da capire perché ognuno deve trovare il modo di “portare la pagnotta a casa”. Però ci sono luoghi e luoghi. Come italiano, cittadino, studioso e ragazzo speranzoso non posso transigere su certi modelli comportamentali. Può benissimo fomentare il suo personaggio nei programmi di intrattenimento, ma non in Parlamento. Non posso personalmente tollerare un linguaggio sempre spartano e irrispettoso nei confronti di qualsiasi persona che non la pensi esattamente come lui, e voi?

 

 

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