Il Superuovo

Margherita Vicario prende Kant per i piedi e lo capovolge a testa in giù

Margherita Vicario prende Kant per i piedi e lo capovolge a testa in giù

Come vengono trattate le differenze oggi rispetto a ieri? Kant ci ha dato una risposta interessante, ma soprattutto universale. Margherita Vicario si oppone e rovescia tutto in favore delle particolarità.

È Bingo il nuovo album di Margherita Vicario

Il 14 maggio è uscito Bingo, il nuovissimo album di Margherita Vicario, una tra le autrici più prolifiche del nostro panorama musicale. Dico nuovissimo perché rappresenta senza dubbio un progetto unico, che non si inserisce in un genere in particolare. Il risultato? Una fusione totale dei suoni, ma soprattutto di tantissimi temi diversi. È su quest’ultimo aspetto che si sofferma la nostra attenzione, perché la Vicario tratta di tutto, dalla religione fino al denaro e all’integrazione culturale, con una semplicità disarmante e una vena satirica netta e giocosa. In questo grande pentolone l’ingrediente legante è l’uso dei moralismi. Ciò che effettivamente emerge, di fatto, è una gran consapevolezza delle differenze, sociali, politiche, culturali, che a tutti gli effetti entrano in contraddizione proprio con quell’idea di una morale che debba valere per tutti. Attenzione, Kant si rivolta dalla tomba. Il povero Immanuel è stato massacrato da tutta la filosofia a lui successiva, ma da una cantante è veramente troppo. Eppure…

Kant non ammette eccezioni, siamo tutti uguali. Ma in che senso?

La filosofia di Kant e l'ebraismo

Quando il maestro dice uguali, lo intende proprio alla lettera. Cerchiamo di andare nello specifico. Kant dedica alla ricerca filosofica sulla morale l’intera Critica della ragion pratica, opera a dir poco grandiosa, diretta conseguenza della prima Critica, quella della ragion pura, che si occupa invece della facoltà dell’uomo di conoscere. È importante capire la connessione di questi due simpatici mattoni. Diciamo innanzitutto che il nostro Kant desidera una cosa su tutte, e la desidera a tutti i costi: il sapere universale. Prima di farlo apparire un megalomane, spieghiamoci. Poco tempo prima delle due Critiche, era stata pubblicata un’altra opera, molto più semplice e lineare, intitolata Ricerca sull’intelletto umano, da un altro maestro, David Hume. Quest’ultimo sostanzialmente dava inizio alla distruzione totale della fisica classica, cioè negava, con un atteggiamento radicalmente scettico, il valore universale delle conoscenze umane, tanto da poter dubitare che il sole domani sorgerà. Ecco come nasce la Critica della ragion pura, perché quel sapere doveva essere salvato! E quella universalità sarebbe stata una caratteristica fondante di tutto il pensiero kantiano, quindi anche della sua ricerca sulla morale umana. La Critica della ragion pratica perciò sostiene essenzialmente che qualunque essere dotato di ragione riceve dalla ragione stessa la legge per i propri comportamenti, che è la stessa per tutti gli uomini, senza differenze. Se quindi ci atteniamo, per semplice dovere, a quella legge morale che tutti quanti abbiamo dentro di noi senza eccezione, sarebbe possibile costruire una morale universale. Ma è proprio vero che tutti condividiamo gli stessi principi? È vero che la ragione è uguale per tutti gli uomini?

Margherita Vicario risponde con forza: certamente no

I testi delle sue canzoni parlano chiaro, anzi chiarissimo. Prendiamo un esempio, Mandela, uno dei pezzi che ho trovato più interessanti. La canzone si serve di una spiccata ironia, da cui risulta una critica per nulla banale ed estremamente efficace. Nel pre-ritornello Margherita Vicario imita addirittura un accento extracomunitario perfettamente aderente al luogo comune, storpia le parole ed elimina le consonanti doppie. Ne viene fuori una contrapposizione netta tra il punto di vista per così dire autoctono e quello straniero, e di conseguenza una grande consapevolezza delle differenze culturali che troppo spesso pongono le persone a distanze che difficilmente si riescono a coprire. Due fattori: la differenza e la lontananza. La critica alla scarsa integrazione è evidente, ma ciò che ci interessa di più per la nostra analisi morale, è questa coscienza brillante delle differenze, che emerge in tutti quanti i brani, che toccano il tema della religione, dell’ossessione per la ricchezza, delle contraddizioni dell’età adulta, e così via. Una molteplicità di condizioni particolari insomma. A questo punto dov’è la morale che è dentro ognuno di noi e che dovrebbe essere uguale per chiunque? Ma soprattutto dove sta l’intoppo, in cosa non funziona questa idea kantiana di una morale universale?

Un radicale storicismo ci dequalifica e ci eleva

In un’intervista del 23 maggio, rilasciata a Open, Margherita Vicario ha dato una definizione dei suoi testi che ci torna utile per risolvere il problema:

Per quanto i miei testi sembrino netti, in realtà c’è una grande dose di ambiguità, mi hanno sempre fatto molta paura le persone sicure di detenere la verità

Il punto è esattamente questo. Costruire un magnifico sistema come quello del grande Kant è certamente un’impresa mirabile, ma forse è trpppo semplice, e appunto pericoloso. Se la legge morale dipendesse davvero esclusivamente dalla ragione, la quale ce ne fornirebbe solo la forma, si cadrebbe in ogni caso in una forte contraddizione. Questa stessa forma non può mai essere universale, perché condizionata dai contesti storico-culturali che plasmano ciascuno di noi, e perciò proclamare una determinata forma legislativa piuttosto che un’altra (in Kant ad esempio si rintraccia una forte influenza della corrente religiosa pietista) rischia di voler dire imporre il proprio background particolare su quello degli altri. Un approccio storicistico alla questione ci aiuta a consapevolizzarci, ma soprattutto a rispettare le differenze nella loro sostanza e dignità. Forse da un lato questo modo di pensare la morale ci ridimensiona al nostro stato limitato di animali, se ammettiamo che la ragione umana non può essere universale, ma d’altra parte ci apre a un mare di possibilità. Prima fra tutte? L’inclusione.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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