Il Superuovo

Enrico Berlinguer: scopriamo insieme le imprese dello storico Segretario Generale del Partito Comunista Italiano

Enrico Berlinguer: scopriamo insieme le imprese dello storico Segretario Generale del Partito Comunista Italiano

Enrico Berlinguer è stato e continua, senza dubbio alcuno, ad essere uno dei più acclamati e stimati politici italiani.

Enrico Berlinguer
Enrico Berlinguer saluta la folla in un comizio (La Repubblica)

In particolare, furono la sua rigorosità morale e la sua dedizione assoluta per la politica a renderlo un simbolo per l’Italia. Stimato sia dagli alleati che dagli avversari, il  suo carattere mite lo contraddistinse sempre durante la carriera politica. Inoltre, dopo aver ottenuto la fiducia di Palmiro Togliatti, assunse la carica di Segretario Generale del Partito Comunista Italiano nel 1972. Grazie al suo intuito e ai suoi atteggiamenti conciliatori, divenne il principale artefice di scelte determinanti in fasi decisive della storia italiana.

L’ascesa a segretario del Partito Comunista Italiano

Enrico Berlinguer nacque a Sassari il 25 maggio 1922. Proveniva da una famiglia medio borghese. In particolare, il padre Mario influì in maniera determinante sulla sua educazione. Gli ideali antifascisti e democratici furono quelli a cui il giovane Berlinguer venne più esposto. Pertanto, fin dalla tenera età, l’uomo dimostrò la sua grande insofferenza nei confronti del sistema e si iscrisse nel 1943 al Partito Comunista Italiano. In particolare, l’incontro con il leader del PCI, Palmiro Togliatti, fu decisivo per Berlinguer. Dopo quel giorno decise, infatti, di intraprendere la carriera politica. Iniziò la sua carriera politica a livello locale, per poi assumere cariche sempre più importanti a livello nazionale. Divenne dapprima Segretario generale del movimento giovanile comunista nel 1949. In seguito, fu eletto Segretario Regionale del PCI nel 1966. Infine, entrò a far parte del Parlamento, come membro della Commissione Esteri nel 1968. La svolta decisiva si ebbe al XII Congresso del PCI, tenutosi a Milano nel 1972. Qui Enrico Berlinguer venne eletto Segretario Generale del partito.

Il compromesso storico

In seguito alla sua elezione come Segretario Generale del PCI, Enrico Berlinguer dimostrò attivamente la sua sagacia in ambito politico. Inoltre, Berlinguer fu a tutti gli effetti anche un intellettuale ed il suo percorso accademico influenzò le sue scelte in politica. Laureatosi in Giurisprudenza, con una tesi su Hegel, rimase affascinato dalle idee dello storico Benedetto Croce. Pertanto, seguendo i suoi insegnameti, divenne un attento osservatore della realtà ed ovviamente si concentrò sull’Italia. Gli eventi che accaddero in Cile nel 1973, durante il governo di Allende, lo colpirono profondamente, tanto da indurlo a riflettere sulla situazione italiana. Dalla sua riflessione nacque una strategia politica, che prese il nome di compromesso storico. Secondo questa strategia, in Italia, per concretizzare il rinnovamento del paese, era necessaria la collaborazione fra la classe operaia comunista-socialista ed i cattolici-democratici. L’onorevole Aldo Moro, illustre esponente della Democrazia Cristiana, accolse positivamente la proposta politica di Enrico Berlinguer. Ciononostante, il progetto non potè realizzarsi. La prematura scomparsa di Aldo Moro, per mano delle Brigate Rosse, impedì qualsiasi effettiva collaborazione fra il PCI e la Democrazia Cristiana.

Lo storico incontro fra Enrico Berlinguer ed Aldo Moro
Roma, 1977. Lo storico incontro fra Enrico Berlinguer ed Aldo Moro (La Presse)

L’Eurocomunismo e gli ultimi anni

La politica di Enrico Berlinguer promosse un’indipendenza del partito sempre più marcata da Mosca. A dimostrazione di ciò, basti pensare al supporto nei confronti della Primavera di Praga da parte del leader del PCI e il conseguente attacco ai metodi di repressione sovietici. Inoltre, gli attriti con la politica dell’URSS contribuirono alla nascita di una nuova ideologia e corrente politica, chiamata Eurocomunismo, di cui fecero parte anche il Partito Comunista Spagnolo, guidato da Carrillo, e il Partito Comunista Francese, guidato da Marchais. Questo progetto politico affermò la necessità di poter realizzare riforme economiche e politiche di stampo socialista in paesi con capitalismo avanzato. Ovviamente, nel pieno rispetto delle leggi democratiche del paese stesso. Enrico Berlinguer fu anche un vivace contestatore del sistema dei partiti, che denunciò come corrotto ed inefficente. Le sue parole, anche a favore di un risanamento economico, rimasero però inascoltate e tacciate di moralismo. Durante i suoi ultimi anni, Berlinguer era solito partecipare a comizi pubblici. Si spense a Padova, dopo un malore accusato proprio durante un comizio. Ai suoi funerali parteciparono milioni di cittadini ed egli venne ribattezzato il più amato dagli altri esponenti del PCI.

Funerali Enrico Berlinguer
La partecipazione dei cittadini ai funerali Enrico Berlinguer (Kulturam)

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