Il Superuovo

Made in Italy: la serie TV che racconta il fenomeno psicologico del soffitto di vetro

Made in Italy: la serie TV che racconta il fenomeno psicologico del soffitto di vetro

Made in Italy è una serie TV italiana ambientata nella Milano degli anni ’70. Parla di moda, racconta la vita e analizza il mondo del lavoro con una narrazione piacevole e molto profonda.

Abbiamo la Milano degli anni ’70, abbiamo la protagonista che è bella e intraprendente e abbiamo la nascita della moda prêt-à-porter italiana. Questa serie TV, Made in Italy, sembra avere tutte le carte in regola per raccontare la rivalsa femminile nel mondo del lavoro. Eppure anche in questo caso, almeno inizialmente, cadiamo nel clichè del soffitto di vetro.

Fenomeno psicologico del soffitto di vetro

Il fenomeno del soffitto di vetro è una metafora che si usa in psicologia sociale per indicare una situazione in cui l’avanzamento di carriera è ostacolato da una convenzione sociale. Questo ostacolo è tipicamente riferito alla carriera femminile. Qual è la metafora? Nonostante la parità dei diritti fra uomo e donna sia stata raggiunta, ci sono ugualmente delle barriere invisibili, ma presenti. C’è, quindi, un soffitto, un ostacolo. Questo ostacolo non è qualcosa di esplicito, non si vede. Per questo si parla di soffitto di vetro.

Nel 1984, la fondatrice della rivista Working Woman Gay Briant, in merito a questo tema disse:

“Le donne hanno raggiunto un certo punto – io lo chiamo il soffitto di cristallo. Sono nella parte superiore del management intermedio, si sono fermate e rimangono bloccate. Non c’è spazio per tutte quelle donne ai vertici. Alcune si stanno orientando verso il lavoro autonomo. Altre stanno uscendo e mettono su famiglia” 

Made in Italy

Nella serie Made in Italy la protagonista, Irene Mastrangelo, è una ragazza con la passione per il giornalismo e per la moda. Mentre sta ancora frequentando l’università si imbatte, quasi per caso, in un lavoro come reporter per la rivista di moda Appeal. Perché questa serie TV, almeno in prima battuta, è un esempio del fenomeno del soffitto di vetro? E’ vero che la direttrice creativa è una donna, Rita Pasini. Tuttavia, Rita deve sottostare alle decisioni del responsabile commerciale Andrea Nava. In alcuni episodi passa inoltre l’idea che sia non comune che una donna (anche se molto intraprendente come Irene) lavori per un mondo così creativo e con pochi paletti come è quello della moda, dove l’obiettivo sembra essere quello di fare carriera.

E voi direte certo eravamo negli anni ’70, sono passati alcuni decenni. Vero, tuttavia alcune dinamiche persistono anche oggi, soprattutto per quanto riguarda il fatto che è sì ammissibile che le donne facciano carriera, ma è altrettanto contemplato che ai vertici ci siano poi comunque degli uomini. Basti pensare, ad esempio, che su tutti gli Atenei Universitari Italiani (84) ci sono solo 7 rettrici donne, gli altri 77 sono uomini (dati di novembre 2020).

Cosa intendeva Gay Briant parlando di soffitto di vetro?

Sicuramente, rispetto agli anni ’50 del secolo scorso, il ruolo della donna nel mondo del lavoro ha trovato maggiore spazio ed importanza. Tuttavia, accade spesso, che, nonostante non ci siano veri e propri ostacoli scritti, una donna riesca ad arrivare ad un livello di carriera medio alto e mai all’apice.

Perché? La maggior parte degli psicologi sociali ritiene che ci siano varie questioni in gioco, fra cui: una tendenza dell’uomo ad essere più di polso e quindi più adatto alla leadership lavorativa, la maternità femminile che mette in pausa la carriera, e una serie di caratteristiche (stereotipi, talvolta confermati) per cui la figura di leader ottimale corrisponde molto spesso ad una figura maschile e meno ad una figura femminile.

Nel corso dei decenni è apparso chiaro che la concezione del lavoro femminile sia in cambiamento. Fino a qualche decennio fa le donne non lavoravano per abitudine e per convenzione, è quindi fisiologico che un cambiamento di questo tipo avvenga in maniera lenta e ponderata. E’ anche assolutamente normale che vi siano differenze fra uomo e donna e che alcune posizioni lavorative siano preferite dall’uno o dall’altra. Il fenomeno del soffitto di vetro è una fotografia dell’odierna società lavorativa che è sicuramente diversa da quella della Milano del 1970 e sarà diversa da quella della Milano del 2070. Uomo e donna sono diversi (è un fraintendimento quello di far coincidere la parità con l’omologazione) e con necessità e aspirazioni differenti. E’ quindi nella norma che vi siano disuguaglianze rispecchiate nelle carriere di ognuno. Rimane un interrogativo su cui riflettere: perché nella realtà, sulla base di numeri e statistiche, vi sono così tante differenze, a livello lavorativo, anche in quelle posizioni lavorative che sembrerebbero plasmarsi sia sulla figura femminile che su quella maschile?

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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