Machismo: stereotipi nel mondo maschile

Machismo: stereotipi nel mondo maschile

14 Agosto 2018 Off Di Francesco Rossi

Justin Baldoni, attore principalmente conosciuto per il suo ruolo nella Serie Tv Jane the Vergin, si racconta in questo video TED. Come attore, ha dovuto interpretare molti ruoli, carichi di stereotipi nei confronti del mondo maschile. Afferma “Ma ogni volta che ricevevo uno di questi ruoli, mi sorprendevo perché la maggior parte trasudavano machismo, carisma e potere.

Machismo 

Il machismo è uno stereotipo che viene applicato nei confronti del mondo maschile. Definibile anche come mascolinità, è la convinzione che per essere considerati uomini, ci debba essere una completa cesura verso la propria parte più femminile. Quando questo tipo di mentalità si accompagna ad una trasformazione corporea, che segue determinati standard, allora si parla di mascolinità tossica. Per essere, quindi, uomini veri esistono delle norme di genere, che comprendono la completa inibizione dell’emotività, il culto della forza, del potere e dell’aggressività. È richiesta una necessaria eterosessualità, seguita da un’altrettanto necessaria omofobia. Vige, inoltre, la concezione della tristezza come emozione femminile, portando i machi a poter esprimere solo rabbia come emozione negativa.

Perché?

La concezione del maschile opposto al femminile non è naturale. È uno script (o copione sociale) che ci viene fornito fin da subito. Gli script sono dei modi di agire, dei binari preimpostati secondi cui vivere all’interno di una data situazione, società o gruppo sociale. Essi esistono per via della necessità dell’uomo di semplificare il mondo. L’essere umano è sempre programmato per un risparmio di energie cognitive, risparmio reso possibile dall’applicazione di copioni alla vita quotidiana.

Conseguenze del machismo 

Se l’emotività viene soffocata, altrettanto viene fatto fatto verso l’empatia. Mancando, quindi, la capacità di comprensione interpersonale, viene meno anche la possibilità di capire se stessi. Questa situazione è definita alessitimia o analfabetismo emotivo ed è una delle conseguenze possibili e più dannose, se si continua a portare avanti quel tipo di comportamento. Inoltre, se manca l’empatia manca anche l’interesse a portare avanti un comportamento pro-sociale. Altra conseguenza è un restrittivo e soffocante imprigionamento dei ruoli, con le donne considerate sempre e comunque deboli, mentre gli uomini forti e necessariamente pronti all’azione. A questo è collegato un ulteriore esito, a cui fa riferimento Justin nel TED Talk, ed è il timore che gli uomini hanno nel parlare dei propri problemi. In linea con quando detto precedentemente, parlare di sé, delle proprie “insicurezze o battaglie, della nostra paura di fallire” porta ad una completa paralisi. Potremmo quasi dire che gli uomini veri, senza paura ed imperturbabili, si spaventino di fronte all’idea di parlare, di sembrare vulnerabili. Perché, per quanto l’aspetto esteriore possa dire il contrario, ogni uomo ed ogni donna ha il timore di sembrare attaccabile.

“Siete abbastanza coraggiosi da essere vulnerabili?”

Riportando un episodio da lui vissuto sui social network, Justin arriva ad una conclusione: molto spesso, l’uomo imprigionato all’interno di quei ruoli sociali, così saldamente fissi e statici, aspetta solo il permesso per poter uscire dalla gabbia. Ma, e questo è molto importate, questo permesso deve essere fornito da un altro uomo che, uscendo lui per primo dallo stereotipo, genera un circolo virtuoso. Continua Justin, proponendo una sfida agli uomini machi. Usare “la vostra forza, coraggio, resistenza. Riusciamo a ridefinire cosa significano e ad usarli per esplorare i nostri cuori?

Giuseppe Maria Pascoletti