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L’orrore dell’umanità: Dal colonialismo di Conrad all’imperialismo di Apocalypse Now

Essere o non essere consapevoli delle proprie atrocità? In fondo è questa una delle domande che emerge dalla lettura di “Cuore di tenebra”, il racconto capolavoro realizzato da Joseph Conrad. Le atrocità e gli orrori che emergono dall’Africa Nera costituiscono, è risaputo, una fondamentale ispirazione per i temi trattati da Francis Ford Coppola nel suo visionario “Apocalypse Now”.

UN PICCOLO EXCURSUS SULL’OPERA

Il celebre racconto di Joseph Conrad intitolato Cuore di tenebra, pubblicato per la prima volta nel 1889, narra del viaggio intrapreso dal marinaio-narratore Charles Marlow verso le sorgenti del fiume Congo, nel cuore dell’Africa Nera. A bordo della sua imbarcazione ancorata in una piccola insenatura del Tamigi, Marlow decide di raccontare la sua storia, ispirato da quell’ambientazione londinese che tanto richiama la “tenebra” africana. Inevitabilmente, il racconto di Conrad finisce con il costituire una rilevante riflessione sul colonialismo europeo, mostrando la tracotanza e le vessazioni che le popolazioni indigene sono costrette continuamente a subire. Marlow, assunto da una compagnia belga dedita al commercio di avorio dall’Africa Nera all’Europa, riceve il compito di organizzare una spedizione per recuperare il più importante, ricco e misterioso agente della compagnia: un uomo di nome Kurtz, gravemente malato e divenuto una sorta di dio tra la popolazione indigena. La figura di Kurtz rappresenta il colonizzatore europeo, il “civilizzatore” che si lascia ingolosire dalla sete di potere e dal desiderio di onnipotenza offerto da una terra senza Dio e senza regole. Arrivato a destinazione, dopo aver scoperto gli orrori di una terra devastata dalla malvagità di Kurtz, Marlow riesce a portare l’uomo gravemente malato nella sua nave, ma quest’ultimo trova la morte sussurrando come sue ultime parole:

L’orrore… l’orrore

DAL CONGO AL VIETNAM

Sono proprio le ultime parole sussurrate dal Kurtz di Conrad a costituire le ultima battute dell’omonimo personaggio di Apocalypse Now, interpretato da uno straordinario Marlon Brando. La pellicola di Francis Ford Coppola, datata 1979, affonda le sue radici proprio sulla celebre opera di Conrad risalente al 1889. Prendendo spunto dal racconto di Conrad, il regista decide di rappresentare lo sfruttamento degli indigeni africani nell’epoca colonialista mettendo in mostra l’arroganza e la violenza dei soldati americani nei confronti della popolazione autoctona durante la guerra del Vietnam. Così come durante l’epoca colonialista i Paesi occidentali si rendevano protagonisti di orrori dietro una falsa moralità civilizzatrice, anche la pellicola cinematografica mostra gli orrori di una guerra condotta per esportare “democrazia” e “progresso”. Attraverso la sua pellicola, Coppola riflette sull’imperialismo statunitense in piena Guerra Fredda, evidenziandone lacune e al contempo atrocità.  Apocalypse Now narra del viaggio condotto dal capitano Willard (Martin Sheen) durante la guerra del Vietnam al fine di recuperare il misterioso colonnello Kurtz, che si atteggia come un dio nei meandri oscuri della Cambogia. Willard dovrà percorrere un tortuoso fiume che lo condurrà verso l’ignoto, ovvero verso Kurtz; una presenza irraggiungibile nascosta nell’ombra, con il cranio illuminato da una luce quasi divina, sovrumana. Dopo un breve periodo passato da prigioniero, Willard riceve il privilegio di uccidere Kurtz, ormai gravemente malato e desideroso di gloria.

Il villaggio di Kurtz

IL SACRIFICIO DI UNA DIVINITÀ?

La volontà di Kurtz è quella di morire; egli è quasi un Re-Sacerdote a metà tra la sfera divina e quella umana. Kurtz, in procinto di morire, è disposto a sacrificarsi pur di trasferire il potere nelle mani di un nuova divinità. La forza di Kurtz sta nell’essersi elevato al di sopra della morale, proprio come un Dio. Per Kurtz non esiste giusto o sbagliato, il suo animo ascende verso il divino, attraverso questo suo porsi al di sopra del bene e del male. Nel monologo finale, che ricalca ampiamente l’opera di Conrad, il nuovo Kurtz è il risulato di tutto l’orrore che ha assimilato, espressione del più intimo sentire della psiche umana. Tuttavia, a differenza dei colonizzatori o dei soldati americani, Kurtz non si nasconde dietro finti moralismi, pronto ad esprimere e al contempo esercitare liberamente quell’orrore comune a tutti gli uomini.

Il colonnello Kurtz in procinto di morire

Andrea Dugo

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