Il Superuovo

Locke e Rousseau ci insegnano come essere liberi, ma in Algeria questo porta alla prigionia

Locke e Rousseau ci insegnano come essere liberi, ma in Algeria questo porta alla prigionia

Libertà è riuscire a creare una propria opinione della società avvalendosi del proprio intelletto senza essere guidati dagli altri

Il “Comitato Nazionale per la Liberazione dei Detenuti” pubblica centinaia di nomi di persone imprigionate in Algeria in seguito alle proteste dell’Hirak, ovvero un gruppo di protesta che chiede a gran voce un cambiamento del sistema politico algerino

Hirak

L’Algeria vive ormai dal 22 febbraio 2020 giorni di forti proteste contro la classe politica vigente, la stessa classe politica che, per quanto abbia contribuito alla liberazione dal dominio coloniale francese nel 1962, non riesce più a soddisfare le necessità socioeconomiche della popolazione. Questo alone negativo che circonda il paese, costituito dall’incapacità di garantire una crescita economia e dall’aumento della disoccupazione, ha portato alla nascita dell’Hirak, ovvero un gruppo di protesta di giovani algerini che ogni martedì e venerdì ha richiesto a gran voce le dimissioni dell’attuale governo per poter permettere un rinnovamento della democrazia. Stando a quanto dicono i giornali, l’attuale presidente Abdelmadjid Tebboune ha approfittato dell’emergenza Covid-19 per indebolire l’Hirak arrestando alcuni suoi importanti sostenitori, colpevoli di essere liberi e di diffondere il loro pensiero.

Locke e la libertà

Gli esponenti dell’Hirak arrestati dal governo hanno perso la loro libertà fisica a causa della loro libertà intellettuale, una libertà che il filosofo inglese John Locke avrebbe osservato con grande ammirazione. Il filoso e medico inglese John Locke infatti credeva che l’uomo deve essere libero di autoregolarsi e seguire le leggi che ritiene per sé giuste e non essere succube delle leggi impartite da un’autorità “indiscutibile”. I protestanti algerini infatti sono riusciti a non sottomettersi alle politiche del loro governo e per questo richiedono a gran voce un innovativo cambiamento. Secondo il filosofo inglese, inoltre, per far sì che gli uomini siano liberi è necessario un processo educativo che porti loro a guardare la realtà con occhio critico, con il fine di trarre una propria e personale idea di ciò che è giusto in base alle esperienze vissute ed elevare il proprio intelletto. Una volta elevato il proprio intelletto, dice ancora Locke, gli uomini potranno cominciare a discutere di questioni importanti che chiama “verità fondamentali”, come per esempio i problemi morali e politici.

Rousseau e la libertà

Anche Jean Jacques Rousseau, come Locke, crede che l’educazione sia la chiave per rendere gli uomini liberi e capaci di giudizio. Secondo il filosofo francese l’educazione non serve infatti per far conformare gli individui a delle leggi sociali preesistenti ma, piuttosto, fornire ai giovani gli strumenti intellettivi, cognitivi e morali per comprendere autonomamente i comportamenti da adottare nelle varie situazioni che la vita porta ad affrontare. Così, all’interno del suo testo “L’Emilio”, Rousseau descrive i metodi pedagogici che vanno adottati nei confronti dei bambini, a secondo della loro fascia d’età, che alla fine del loro processo di crescita li condurrà alla libertà. Hirak è un movimento che fa utilizzo della propria libertà intellettuale per sperare di migliorare un paese indebolito dalla crisi.

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