Il Superuovo

4 opere d’arte contemporanea insolite ma che non potrai non apprezzare

4 opere d’arte contemporanea insolite ma che non potrai non apprezzare

Una delle caratteristiche principali dell’arte contemporanea  è quella di instaurare  un legame tra l’opera e l’osservatore, quest’ultimo non deve più semplicemente osservare l’opera ma deve entrare in contatto con essa, deve studiarla e leggerla partendo dalle primordiali sensazioni che essa evoca o che l’artista stesso può suggerire, utilizzando un titolo esplicativo.

 

L’arte contemporanea ha da sempre generato discussioni sia per le molteplici interpretazioni che si possono dare alla medesima opera, sia per la difficoltà nel comprenderle e nell’apprezzarle.

Sevilla-Serie Nr. 27 Assemblage Daniel Spoerri,1992

 

Daniel Spoerri  e l’Eat Art

Nel 1967 Daniel  Spoerri coniò il nome di Eat Art ,con l’ideazione di questa corrente artistica Spoerri  voleva creare una riflessione critica sui principi fondamentali della nutrizione, celebrando la ritualità del quotidiano e l’unicità di ogni pasto.  Nel 1968 apre a Düsseldorf il ristorante Spoerri servendo cibo preparato da lui stesso. La Eat Art ossia arte commestibile, parte dall’analisi dei residui di cibo consumati  lasciati sui tavoli, ritenendo che attraverso quei residui si potessero trovare aspetti nascosti della vita di ognuno. Infatti gli oggetti abbandonati raccontano molto di coloro che li hanno appena utilizzati . Spoerri lasciava sulla tavola i resti di una cena inclusi anche mozziconi di sigaretta , incollava tutti i residui ed appendeva l’opera alla parete come se si trattasse di una pittura su tavola.

Abbia cura di sé di Sophie Calle

 

“Sophie è da qualche tempo che voglio scriverle e rispondere alla sua ultima email.
E’ vero che ritenevo fosse meglio parlarle e dirle a voce quel che ho da dirle.
Lo farò almeno per iscritto.
Come ha potuto vedere in questo periodo io stavo male.
Una sorta di tremenda angoscia contro la quale non posso fare granché se non procedere imperterrito per tentare di batterla in velocità.
Quando ci siamo incontrati lei aveva posto una condizione: non diventare la quarta.
Quindi io avevo promesso di non vedere le altre.
Credevo che questo sarebbe bastato
Credevo che il suo amore e il fatto di amarla sarebbero bastati a far sì che sempre l’angoscia che mi spinge a cercare altrove si placasse.
Ma le cose sono peggiorate.
Quindi questa settimana ho ripreso a chiamare le altre.
Lo so cosa significa per me, in quale ciclo mi trascinerà.
Non le ho mai mentito, non comincerò a farlo oggi.
All’ inizio della nostra storia lei aveva posto un’altra regola, il giorno in cui no due avessimo smesso di essere amanti, per me non ci sarebbe stata la possibilità di vederla.
Sa bene come questo vincolo non possa che apparirmi devastante ed ingiusto perché lei continua a vedere PRR.
Oggi, però, è possibile commisurare l’importanza della mia decisione dal fatto che io sia pronto a sottostare al suo volere.
Quando invece non vederla più, non parlarle più, non cogliere più il suo sguardo sulle cose e sugli esseri, nella sua dolcezza su di me mi mancheranno infinitamente.
Qualunque cosa accada, sappia che non smetterò mai di amarla nel modo che è stato il mio dal momento in cui l’ho conosciuta, e che si protrarrà in me e non morirà.
Ma oggi sarebbe una orrenda buffonata tenere in vita una situazione per entrambi difficile ed insanabile.
Ma sappia che quello che io provo per lei e quello che lei prova per me è l’ultimo pegno di quel che fu tra di noi e che resterà unico.
Avrei tanto voluto che le cose andassero in un altro modo.
Abbia cura di se.”

 

Sophie Calle, artista francese, nel 2007 rappresentò la Francia alla Biennale di Venezia con l’opera Prenez soin de vous ossia Abbia cura di sé. Calle dopo aver ricevuto un’email in cui il suo amante le  spiega i motivi dell’interruzione della loro relazione, che porta come ultima frase il titolo stesso dell’opera, l’artista sentiva il bisogno di capire il senso di questo abbandono improvviso.   Inizia ad analizzare ogni singola parola di quell’email , successivamente chiede a centosette donne ,di condizioni e lavori differenti , di interpretare la lettera affinché potessero elaborare loro stesse i motivi della rottura ed aiutarla a rispondere al posto suo . Ogni donna interpellata  diede una propria interpretazione o per iscritto o a voce oppure con gesti, per esempio Jean Moureau  che  si filma mentre legge la lettera fumando una sigaretta o l’avvocato Caroline Mécary che descrive il carattere narcisista ed egocentrico dell’uomo, a cui sentenzia due anni di prigione e 37.500 euro di danni morali. Sophie Calle trasforma un atto intimo ed anche banale come può essere  la fine di una relazione in un ‘ opera d’arte.

 

Mozzarella in carrozza di Gino De Dominicis

Gino De Dominicis è un artista complesso, indipendente sia da mode che da movimenti artistici. Nel 1970 in una mostra alla galleria l’Attico di Roma vi prende parte con un’opera bizzarra, che porta il titolo di : Mozzarella in carrozza. L’artista decide di prendere le parole che compongono un nome di un piatto della cucina italiana e materializzarle, l’opera consiste in una carrozza dove  al suo interno , nel sedile posteriore, è posta una mozzarella. Il progetto ha lo scopo di smontare i principi dell’arte povera e dell’arte concettuale introducendo l’ironia affinché l’opera risulti paradossale.

Him Maurizio Cattelan installazione Varsavia , 2012

Him di Maurizio Cattelan

Him è un’opera del 2001, consiste nella visione di un fantoccio inginocchio , di schiena che pare essere un innocente bambino ma che nasconde un volto di un personaggio  decisamente noto : Hitler , appare con gli occhi  commossi come se fosse nell’atto di chiedere perdono. Nel 2012 l’artista colloca l’opera nel ghetto di Varsavia, suscitando numerose polemiche . Maurizio Cattelan è da sempre ritenuto un abile provocatore, ma quest’opera ha un significato che va oltre la provocazione, infatti il fantoccio e la sua apparente innocenza nasconde qualcosa di terribile : il male non sempre risulta evidente.

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