Il Superuovo

A settembre in classe! De Amicis ci spiega il valore della scuola

A settembre in classe! De Amicis ci spiega il valore della scuola

Didattica a distanza o in presenza? L’enorme valore della scuola spiegato nel libro “Cuore” di Edmondo De Amicis.

A settembre si torna a scuola! Un piccolo, graduale ritorno alla normalità, a un fondamentale ritrovo per bambini e ragazzi. Al luogo che più di tutti fornisce un enorme contributo al percorso di crescita di ogni individuo.

Il rientro nelle classi: come?

Sono 8,3 i milioni di studenti che a seguito del lockdown hanno visto cambiare da un giorno all’altro il sistema della didattica, hanno cercato di adattarsi e hanno seguito virtualmente tutti gli insegnanti che si sono prodigati per seguire gli allievi a distanza. Ad oggi il comitato degli esperti presieduto dal professore Patrizio Bianchi sta delineando le direttive per la ripartenza nelle classi. Tra i cambiamenti, la riduzione delle ore di lezione a 45 minuti, in modo tale da consentire la diversificazione degli orari di ingresso ed evitare così l’affollamento che si potrebbe creare all’entrata e all’uscita. Questo vale per scuola dell’infanzia, elementare e media. I ragazzi delle superiori, per i quali è più facile gestire la didattica a distanza, potrebbero sfruttarla ancora un po’ e alternare lezioni in presenza a lezioni telematiche. Saranno favorite le lezioni in ambienti alternativi all’aria aperta, quali i parchi, e saranno incentivate altre attività quali il cinema e il teatro. Nei giusti tempi e seguendo le corrette misure, sono tanti i bambini e i ragazzi che non aspettano altro che tornare alla normalità per ripristinare i rapporti sociali che la scuola senza dubbio favorisce.

Un diario scolastico: “Cuore” di Edmondo De Amicis

Coraggio dunque, piccolo soldato dell’immenso esercito. I tuoi libri son le tue armi, la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intera, e la vittoria è la civiltà umana.

Nel 1886 Edmondo De Amicis pubblica “Cuore”, che diventerà il suo capolavoro grazie allo straordinario successo riscosso in Italia e nel resto del mondo, dove è stato tradotto in numerose lingue. Si tratta di un romanzo presentato come il racconto dell’anno scolastico 1881-1882 scritto in prima persona dal giovane Enrico Bottini, che frequenta la terza elementare. È configurato come un vero diario: le vicende narrate sono divise in capitoli che raggruppano i racconti mese per mese. Ad accompagnare le storie degli eventi più significativi del bambino ci sono diciassette lettere e nove racconti. Le lettere sono rivolte al piccolo Enrico dal padre e da altri familiari, i racconti sono nove, uno per ogni mese di scuola, e sono storie di ragazzi italiani che per amore della famiglia o della patria hanno fatto diversi sacrifici. I protagonisti delle storie hanno caratteristiche diverse tra loro, e diverse sono anche le tematiche affrontate. Tutti i personaggi diventano l’emblema delle caratteristiche e delle sfaccettature della Nazione da poco unificata.
Servendosi di una lingua comprensibile da tutti, De Amicis concentra la sua attenzione sulla società: l’intento è quello pedagogico, e “Cuore” è un libro che intrattiene e al contempo educa.
I nove racconti inseriti nel romanzo sono quelli che, mensilmente, l’insegnante argomenta in classe. Sono le storie di piccoli eroi che con le loro azioni costituiscono un modello rivolto al lavoro e al sacrificio. In un’Italia da poco unificata, attraverso l’immagine della scuola, con un romanzo rivolto a tutti e di comprensione immediata, Edmondo De Amicis esemplifica i valori etici predominanti.

Non sarò un soldato codardo, no; ma ci andrei molto più volentieri alla scuola, se il maestro ci facesse ogni giorno un racconto come quello di questa mattina. Ogni mese, disse, ce ne farà uno, ce lo darà scritto, e sarà sempre il racconto d’un atto bello e vero, compiuto da un ragazzo. Il piccolo patriotta padovano s’intitola questo. Ecco il fatto. […]”

Didattica a distanza o in presenza?

La didattica a distanza è stata necessaria negli ultimi mesi, e nonostante i suoi limiti e le difficoltà che un radicale e improvviso cambiamento del sistema scolastico ha comportato, ha consentito ad alunni e docenti di portare a termine l’anno scolastico. Certo è che, per quanto possa sembrare un sogno tenerle e seguirle comodamente da casa, le lezioni telematiche hanno non pochi limiti. Il lavoro svolto dagli insegnanti non può essere lo stesso attraverso uno schermo, e manca una parte fondamentale che è quella del contatto diretto con gli alunni. Difficile è mantenere il controllo della classe e riuscire a seguire tutti allo stesso modo mediante tante finestrelle sulla schermata del computer. Difficile è per i più introversi partecipare, e più facile è per i più irrequieti perdere la concentrazione. La didattica a distanza non è semplice per i docenti ed è poco stimolante per gli alunni. I sistemi messi in atto per le lezioni telematiche potrebbero essere sfruttati anche in futuro per incrementare il sistema scolastico, ma sarà sempre impossibile sostituire la didattica in presenza. Come sarebbero oggi le nostre relazioni sociali se non avessimo mai vissuto tutti quegli anni tra i banchi di scuola?

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