“L’Italia del sorpasso” racconta la rivoluzione del boom economico e degli italiani

Il boom economico altro non è che una pacifica e giusta rivoluzione nelle vite degli italiani.

I nuovi oggetti del boom economico

La grande disponibilità di mezzi tecnologici inizia proprio col boom economico, cioè un incredibile miracolo che porta nella casa degli italiani soldi, macchina, televisione e speranze.

Un successo inaspettato? Forse no!

Eravamo in netta difficoltà. Annaspavamo nella speranza di tornare quantomeno a galla. La Seconda Guerra Mondiale aveva letteralmente raso al suolo l’Italia nelle sue mille sfaccettature: economia, politica, società e vita.

Gli anni Cinquanta sono contraddistinti dal centrismo, ovvero governi guidati dalla Democrazia Cristiana e sostenuti dai piccoli partiti laici ( repubblicani, liberali e socialdemocratici). Le riforme attuate sono davvero numerose e necessarie per un paese in ricostruzione; riforma agraria, creazione dell’ ENI ( Ente Nazionale Idrocarburi) e il piano di edilizia popolare ideato da Fanfani.

A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, più precisamente tra il 1958 e il 1963, ha avuto luogo un vero e proprio miracolo, il cosiddetto ‘boom economico‘. Le cause sono varie, ma certamente sono stai fondamentali due fattori: la abile e intelligente classe politica e gli aiuti economici americani ( Piano Marshall). Sicuramente non bisogna scordarsi la grande volontà del popolo italiano, la disponibilità di manodopera ed il prezzo basso del petrolio, fornito a costi bassi proprio dall’ENI. L’industrializzazione, prima limitata alle città di Milano, Torino e Genova, si era espansa anche in Pianura Padana, fino ad allora zona esclusivamente agricola.

I nuovi arrivati

Quali sono effettivamente le prove di questo evento? Gli oggetti. Nel 1953 viene lanciata la FIAT 600, un modello economico che rese l’automobile un bene di massa. Sempre in quegli anni si diffusero velocemente piccoli e grandi elettrodomestici come la lavatrice, la macchina da scrivere, la televisione ( in bianco e nero), il frigorifero.

Ovviamente non tutte le persone potevano permettersi tutti questi beni materiali, allora prese piede la generosità. Con l’arrivo dei programmi di Corrado e dei quiz di Mike Bongiorno ( che nel 1955 lancia ‘Lascia o raddoppia?‘) i locali si sintonizzavano sui canali RAI, chi possedeva una TV chiamava amici e vicini, o la portava direttamente in strada, persino i cinema interrompevano i film e mostravano le immagini della TV perché temevano di perdere clienti. Nel piccolo schermo arrivò presto ‘Carosello’ e con esso la pubblicità e uno storico personaggio dei cartoni animati come Calimero.

Questo nuovo mezzo tecnologico stava davvero rivoluzionando la vita degli italiani, che pian piano iniziavano anche a comprendere e parlare l’italiano. Non bisogna scordarsi che il nostro paese è un mix di culture e linguaggi, dove i dialetti regionali erano lingua ufficiale finché la Costituzione (1948) ha optato per una lingua unica. Adulti e anziani restavano ancora legati ai vocaboli passati, e la scarsa alfabetizzazione non li aiutava a imparare. La televisione ha messo loro davanti a programmi dove per ore ascoltavano una sola lingua: l’italiano.

Un giovane Mike Bongiorno che conduce ‘Lascia o raddoppia?’

L’Italia del sorpasso

Per approfondire questo argomento Greta Salve ha realizzato un breve documentario di mezz’ora dove, insieme ad ospiti come Paolo Mieli, Alessandro Gassmann, Paolo Virzì e molti altri, analizza il fenomeno dal punto di vista sociale. ‘L’Italia del sorpasso‘, questo è il titolo, tratta di quel tempo felice nel quale il nostro paese faceva scuola nell’ambito della cinematografia. Si registravano e distribuivano (anche all’estero) centinaia di film in più rispetto ad oggi.

Proprio in quel periodo nasce in Italia il Neorealismo, una corrente che racconta il Bel Paese del dopoguerra, intriso di difficoltà, povertà, distruzione, ma anche di sacrifici, abilità e generosità, i motori del miracolo economico.

Si afferma, giustamente, che il cinema in primis si accorge della svolta che il paese sta vivendo e decide di focalizzarsi proprio su quello. Con la ‘commedia all’italiana‘ si mette in scena il tipico cittadino furbo e individualista del boom, facendo divertire e riflettere gli spettatori sul presente e sul possibile futuro.

Nella parte finale del filmato si dice che il cinema crea la consapevolezza negli italiani del periodo che stanno vivendo e ancora oggi ricopre questo importante ruolo. I registi e gli attori, forse perché meno influenzati dai poteri forti e dalla stampa, riescono a raccontare realisticamente la situazione del paese, facendo sì che ci riconosciamo più in due ore di film che non in due notizie del telegiornale.

 

Il documentario è visibile qua sotto. Buona visione.

 

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