Il Superuovo

“L’insegnabilità della virtù”: le maestre si rivelano migliori dei prof? Protagora e Menone rispondono

“L’insegnabilità della virtù”: le maestre si rivelano migliori dei prof? Protagora e Menone rispondono

Insegnanti: coloro che tracciano le linee del futuro di milioni di ragazzi, angeli custodi spesso mascherati dietro voti colorati di rosso.

La scuola è un mondo magico, talvolta incompreso, con i suoi aspetti negativi e  positivi come ogni cosa nella vita; spesso ci eleva altre sembra affossarci ma tutto ciò che si vive ha un solo obiettivo: farci crescere.

Le maestre migliori dei prof?

La fondazione Agnelli insieme all’associazione Invalsi, hanno deciso di analizzare la situazione in 207 scuole, tra elementari e medie, per valutare la prestazione dei docenti che in questa situazione si sono trovati dall’altra parte della cattedra.

I dati risultanti dalla visita alle scuole elementari si sono rivelati soddisfacenti: “solo” un docente su dieci è risultato incompetente nello svolgere il proprio lavoro per un totale dell’11%.

Il vero sconcerto si riscontra nelle scuole medie dove appena un quarto dei professori si rivela veramente competente.
La realtà appena mostrata è indice di come la prima vera valutazione che bisognerebbe fare nell’ambiente scolastico, così come generalmente nella vita, è degli insegnanti che dovrebbero indirizzare il futuro di anime che vi si affidano ciecamente.

 

La virtù è insegnabile ?

Protagora, sofista del quinto secolo avanti Cristo, ha fatto della sua maestria e del suo “sapere” un vero e proprio lavoro.

Contrapponendosi a Platone che crede che prima di poter insegnare una qualsiasi cosa bisogna indagare sulla sua reale essenza, Protagora crede che l’insegnabilità della virtù passi per quattro punti chiave:

–  Pudore e Giustizia, connaturati nel nostro essere perché dono di Zeus;

– Predisposizioni genetiche, che dunque variano da individuo a individuo;

– Educazione passiva che è quella che percepiamo dalla cultura circostante;

– Educazione attiva: apprendibile grazie ai maestri di virtù come Protagora.

Il Menone

Nel Menone, dialogo platonico che vede come protagonisti Socrate e Menone, è centrale l’insegnabilità della virtù, la quale secondo Socrate deve passare necessariamente prima dalla definizione di virtù.  Menone, giovane aristocratico è però interessato solamente all’arte che gli permette di arrivare all’acquisizione della “virtù politica”: capacità di governare in modo ottimale le faccende di casa e dello Stato.
Il dialogo ci mostra come le nostre città non siano poi così differente dall’Atene del tempo: siamo incentrati su quello che è il fantomatico ‘arrivare’ perdendo la vera essenza delle cose.

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