L’insaziabile necessità di ‘fuggire’: il suicidio

Esistono innumerevoli forme di suicidio. Eppure, quella sensazione straziante e logorante, si trasforma in una vera e propria ‘fuga‘. Dalla vita. Dal dolore incessante. Perchè preferire la morte alla vita? Una domanda profonda. Se la vita si trasforma in qualcosa di estremamente massacrante, si preferisce concludere con un ultimo impalpabile respiro. La morte è la tranquillità e la pace tanto bramata. Il soggetto vuole frenare quella necessità di fuggire ponendo fine alla sua esistenza. Ma i motivi che spingono a compiere questo gesto così apparentemente insensato, sono vari.

Le cause del suicidio

Può succedere che il soggetto non voglia togliersi realmente la vita ma dimostrare qualcosa. Come una sorta di richiesta d’aiuto. Il suicidio dimostrativo. Sembra un atto vendicativo, con l’unico scopo di suscitare negli altri un profondo e straziante senso di colpa.

E cosa succede se, statisticamente parlando, il soggetto faccia un bilancio della propria vita? Se l’esito sarà composto prevalentemente da fallimenti, il soggetto sentirà l’esigenza di porre fine alla propria esistenza, etichettandosi come un buono a nulla. Questo tipo di suicidio è comunemente chiamato ‘suicidio da bilancio‘.

Il suicidio di coppia è un’altra tipologia di suicidio. Questo si verifica quando una coppia di amanti, oppressa da una vita insensata e insopportabile, decide di togliersi la vita contemporaneamente.

Un altro tipo di suicidio è quello filosofico. In genere il soggetto in questione vive la propria scelta razionalmente, argomentando tesi intelligenti nei confronti della vita e manifestando disgusto e rifiuto verso quest’ultima.

Il suicidio da noia comprende tutti quei soggetti che vivono la propria vita in uno scenario apocalittico e monotono. Preferiscono la morte ad un’esistenza piatta.

Il suicidio passionale abbraccia quegli individui in preda ad emozioni talmente forti e sconvolgenti da portarli ad un’imminente fine. Questo tipo di suicidio si plasma da una forma patologica di gelosia amorosa.

L’omicidio-suicidio, invece, si verifica nel momento in cui si uccide un’altra persona e immediatamente dopo, sé stessi.

Il suicidio liberatorio è sinonimo di fuga. Il soggetto ha l’estrema esigenza di fuggire da una situazione insopportabile come un lutto, violenze fisiche o vuole espiarsi da una colpa.

Fuggire

Ogni via che porta al suicidio è una via nascosta e inesplorabile. Una via segreta che spesso non ha risposte. Chi si suicida non vuole morire, vuole porre fine a qualcosa. Qualcosa che lo tormenta, che lo strazia e lo logora. Nessuno è destinato a suicidarsi. Tutto dipende dalla reazione del soggetto nei confronti di determinati eventi che possono essere devastanti o meno. E spesso, questa estenuante esigenza, deriva da una profonda solitudine. L’uomo è un animale sociale che necessita di contatto umano. E la solitudine, con essa, porta a depressione che può portare ad un imminente suicidio. Non basta avere una vita appagata e tranquilla, non basta il denaro, il sorriso stampato in viso. Se le inquietudini all’interno sono tante e insopportabili, si preferisce porre fine a quell’usurante senso di inadeguatezza. Qualcosa che potrebbe trovare rimedio, certamente. Nel chiedere aiuto.