Brett Michael Kavanaugh non è di certo un volto nuovo a Washington. Si trovò sotto i riflettori prima nel corso dello scandalo Lewinsky, durante il quale fu uno dei più feroci oppositori alla presidenza Clinton, poi sotto l’amministrazione Bush, quando venne scelto come membro dello staff della casa bianca. Proprio questo “repubblicano di ferro”( basti pensare che secondo un recente studio, durante i suoi anni di lavoro come giudice nella capitale, sia stato il secondo in assoluto nella storia dello stato ad aver emanato più sentenze di stampo conservatore) è stato scelto dal presidente Trump come candidato membro al seggio vacante della corte suprema americana.
Come ogni candidato a diventare “associate justice” della corte suprema, Kavanaugh deve passare, dopo la nomina presidenziale, attraverso il voto di approvazione del congresso.
L’accusa
Tra queste due fasi però ne esiste una intermedia, le audizioni di conferma, durante le quali una apposita commissione esamina la validità del soggetto proposto. Proprio durante questo passaggio intermedio, considerato sostanzialmente come una questione formale, è scoppiata la bomba. Una sua ex compagna delle superiori, Christine Ford, ha accusato il giudice di avere tentato di violentarla: Il fatto risalirebbe all’epoca in cui i due erano compagni di scuola, e Christine, dopo aver tenuto segreto questo fatto per decenni, avrebbe deciso solo ora di raccontare il tutto.
L’accusa è grave. Gravissima. Ma fino a prova contraria, è solo un’ accusa. Sempre fino a prova contraria, un accusato è presunto innocente. Questa è la logica comune delle cose, questo vale per ogni indagato in ogni paese, per qualsiasi reato commesso da qualsiasi persona.
Qui però parliamo di un uomo che potrebbe diventare uno degli otto giudici più potenti degli Stati Uniti. Un garante della costituzione. Un individuo che si troverà a dover affrontare i grandi temi irrisolti e controversi del nuovo mondo, tra i quali l’ aborto, il secondo emendamento (diritto di possedere un arma da fuoco), la pena di morte, la legalizzazione delle droghe e tante altre spinosissime questioni che richiedono uomini preparati, che non hanno scheletri nell’armadio. È necessario un uomo onesto per un compito gravoso quale interpretare la costituzione.
È possibile che per ricoprire un tale ruolo non solo non possano esserci macchie nella vita di una persona, ma nemmeno dubbi più o meno consistenti su azioni di una tale gravità.
Qui nasce il problema. Kavanaugh come abbiamo già detto dobbiamo presumere sia innocente, ma per una carica di quel livello forse persino il sospetto dovrebbe essere sufficiente a fermare la candidatura. Almeno questa è l’ opinione dei democratici, che chiedono uno stop temporaneo al processo di nomina.
Immediata è stata la risposta del presidente Donald Trump.

La posizione Repubblicana
Dopo aver preso le difese di Kavanaugh, Trump ha ribadito come egli sia una persona esemplare, che non merita tutto questo. Ha inoltre aggiunto che è sacrosanto indagare sopra questa storia, ma che nonostante la necessaria cautela, sia fermamente convinto dell’innocenza del suo prescelto.
Dopo averlo difeso il presidente è passato al contrattacco, sottolineando come i democratici fossero in possesso di questa testimonianza già da molto tempo, e che avrebbero aspettato quanto più possibile prima di tirarla fuori, per creare caos e fare eventualmente slittare la nomina. Se davvero questo scandalo dovesse portare ad un rinvio della scelta del candidato, allora per i democratici si aprirebbe uno spiraglio di poter scegliere “uno dei loro”.
Proprio così: nel caso in cui la scelta del giudice dovesse slittare oltre le mid-term (elezioni di medio termine, si terranno il 6 Novembre) i democratici, in caso di vittoria, otterrebbero la maggioranza al congresso. Certo, designare il candidato rimarrà una prerogativa dell’ esecutivo, ma senza l’approvazione del congresso, ora a maggioranza dems, Trump sarà costretto a scendere a compromessi.
La questione è appena esplosa ed è decisamente troppo presto per dare un qualsiasi giudizio. Ci è possibile soltanto seguire lo sviluppo della storia, con la certezza però che la situazione in America diventa giorno dopo giorno sempre più bollente.
Matteo Carloni