Il Superuovo

L’escalation di Gaza risveglia nella memoria di tutti l’orrore delle bombe

L’escalation di Gaza risveglia nella memoria di tutti l’orrore delle bombe

In questi ultimi giorni un ennesimo botta e risposta tra Israele e Palestina è sfociato in un’escalation bellica. 

I proiettili usati nelle pistole tradizionali vengono espulsi dalla canna dell’arma a velocità elevate grazie a una piccola esplosione, lo stesso principio presente nelle bombe a mano e nei missili (fonte: pexels)

La tensione sulla striscia di Gaza è ben nota al mondo da decenni. I mass media parlano di escalation, motivazioni delle due parti e possibili esiti. Forse però per rendersi conto della gravità della situazione bisogna andare più a fondo, per poter anche solo immaginare il terrore che i civili di ambo gli schieramenti provano nel sentire i fischi degli allarmi anti bomba.

Medio oriente: scontri decennali e guerre crudeli

Dal dopoguerra ad oggi il medio oriente è stato teatro di alcune tra le più terribili guerre del recente passato. Indipendentemente dal vincitore o dalle motivazioni, questi scontri sono stati causa di milioni di morti, in particolare tra i civili. A distanza di 6 anni dall’ultima escalation, la striscia di Gaza torna a scuotere il mondo. Che dietro a queste battaglie ci siano interessi internazionali è ormai assodato, ma non è affatto facile comprendere le dinamiche di questi eventi. Il medio oriente è stato teatro di scontri ideologici e religiosi da ben prima del 900, e questo rende le motivazioni che spingono i singoli paesi radicate nel tempo e nella storia. Sono pochi gli esperti che si spingono a fare affermazioni certe sui motivi e sugli esiti di queste battaglie. In particolare, le tensioni sulla striscia di Gaza sono tra le più studiate dai geopolitici del mondo intero. Dall’istituzione di Israele dopo la seconda guerra mondiale i dissapori con gli stati confinanti sono peggiorati di decennio in decennio. Intere generazioni crescono con il terrore che un aereo voli sopra le loro città e le distrugga nel giro di qualche istante, o che un manipolo di soldati possa entrare in casa loro e costringerli ad andare via. Non è più una guerra con un fronte ben preciso, con una trincea o un confine. La parte per cui si decide di simpatizzare è irrilevante: uomini donne e bambini sono gli stessi da una parte e dall’altra della striscia, così come è ugualmente terribile il modo in cui vengono massacrati. Non è semplice giudicare situazioni tanto complesse, ed è inutile sparare sentenze di pace senza senso. Fortunatamente viviamo in uno dei paesi più pacifici al mondo, nel più lungo periodo di sempre senza una guerra. Questo non ci autorizza però a dimenticare gli orrori della guerra e tantomeno a fare finta di nulla.

Le guerre in medio oriente sono anche spesso condotte per la supremazia sulle risorse territoriali. Una di queste è il petrolio (fonte: pexels)

Gaza e il terrore del fosforo

Una delle brutalità che più hanno fatto notizia dei conflitti del medio oriente riguarda l’utilizzo del fosforo bianco. Nonostante il fosforo non sia considerato un’arma chimica vera e propria, il suo utilizzo sui civili è stato condannato da molti paesi diversi. Il punto cruciale nell’utilizzo del fosforo risiede nei suoi altri utilizzi: esso è utilizzato come torcia o segnalatore. Diventa quindi difficile discernere tra forze armate che lo usino come risorsa lecita e coloro che invece lo utilizzano come arma vera e propria. A tal proposito numerose testimonianze di reporter alla fine degli anni 2000 condannarono l’esercito Israeliano di aver provocato delle stragi tra i civili usando il fosforo bianco. Verità o meno, il modo in cui questa sostanza agisce sulle sue vittime ha del terribile. Per comprendere il perché del suo comportamento, bisogna partire dalle sue caratteristiche chimiche. La formula bruta del fosforo bianco è P4. Questo ci dice che i suoi atomi sono disposti a formare un tetraedro: in questa configurazione la molecola è particolarmente reattiva. Una volta rilasciato nell’ambiente, il fosforo si incendia a contatto con l’ossigeno nell’aria e genera un gas: l’anidride fosforica, di formula P2O5. Questa sostanza è tossica per l’uomo e per gli animali, come la maggior parte dei composti formati da ossigeno e un non metallo. Quando essa raggiunge le cellule del nostro corpo, a partire da quelle della pelle, reagisce con l’acqua presente al loro interno e si trasforma in diversi acidi fosforici, in base alla quantità di acqua che trova a disposizione. Indipendentemente dalla formula chimica, ogni tipo di acido fosforico brucia i tessuti e provoca profonde ustioni alla pelle e agli organi interni di chi ha respirato il gas. Questa miscela di composti e reazioni, aiutate dal calore scaturito dalle esplosioni, provoca danni irreversibili a chiunque non disponga di maschere antigas e tute protettive. Esiste anche una forma più stabile del fosforo, quello rosso, che viene usata ad esempio nei fiammiferi. Il fosforo ha molto in comune con l’azoto, altro elemento pilastro per gli esplosivi e i combustibili.

Fosforo deriva dal greco “portatore di luce”. Nella cultura romana questo venne tradotto con “lucifero”, talvolta nome con cui veniva identificato Venere, primo oggetto a comparire nel cielo all’imbrunire (fonte: pexels)

Esplosivi tra missili e fuochi d’artificio

Non esistono “composti buoni” e “composti cattivi”. Purtroppo si pensa il contrario, ma è solamente l’uso che si fa delle sostanze chimiche a dove essere giudicato positivo o meno. Prendiamo ad esempio la nitroglicerina. Questo esplosivo è stato causa di moltissimi incidenti negli ultimi due secoli, ed è estremamente difficile da produrre e maneggiare in sicurezza. La nitroglicerina è anche la base per la sintesi dei candelotti di dinamite, talmente potenti da poter distruggere agglomerati di minerali e rocce dure. D’altro canto però essa ha una forte importanza medica come vasodilatatore: ha aiutato milioni di persone affette da scompensi cardiaci e problemi affini. Rimanendo sempre nel campo degli esplosivi è d’obbligo citare il trinitrotoluene. Questo composto, tritolo o TNT per gli amici, ha una potenza comparabile a quella della dinamite, ed è per  questo altrettanto pericoloso. Oltre a comparire nei cartoni animati però, è un importante alleato nella realizzazione di gallerie, tunnel e nella demolizione sicura di edifici pericolanti. Lo stesso fosforo di cui ho parlato poco sopra ha molteplici applicazioni in campo pirotecnico. I propellenti presenti nei missili che distruggono case e intere famiglie, sono spesso gli stessi che ci permettono di sognare i viaggi al di fuori del nostro pianeta. A tal proposito fu iconica la frase di Werner von Braun, scienziato tedesco sotto Adolf Hitler, che quando la prima bomba v2 colpì Londra disse “il missile ha funzionato perfettamente, è solo atterrato sul pianeta sbagliato”. Fu in seguito lui uno di quelli che aiutò la NASA nella progettazione del Saturn V, che portò l’Apollo 11 fuori dall’atmosfera e verso la Luna. Se poi vogliamo spingerci ai limiti del confine tra molecole pericolose e molecole “amiche”, è sufficiente pensare all’ossigeno. L’ossigeno permette la nostra vita sulla Terra, ed è al contempo quel composto che alimenta gli incendi o che rende letali composti come il fosforo bianco o lo zyklon b, anch’esso tristemente legato alla storia di Israele.  La tanto demonizzata anidride carbonica è il componente base di molti tipi di estintori, così come colei che ci permette di avere i caffè decaffeinato. In ultima analisi quindi è vero che non esistono composti buoni o composti cattivi, ma quando si è di fronte a qualcosa di magnifico come la chimica è naturale che ci siano dei rischi e delle zone buie. Bisogna sempre cercare di parteggiare per il buono che esiste nella ricerca e nell’evoluzione della tecnica, facendo il meglio con ciò che abbiamo tra le mani, e preparandosi al peggio che si spera non debba mai arrivare.

Tristemente, molte delle reazioni chimiche presenti nei missili sono simili a quelle usate per sbalordirci con i fuochi d’artificio (fonte: pexels)

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