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Perchè è necessario leggere “Piccole donne” nel 2021? Rispondono G. Gerwig e L. M. Alcott

Perchè è necessario leggere “Piccole donne” nel 2021? Rispondono G. Gerwig e L. M. Alcott

I grandi classici non muoiono mai e ci sono moltissime ragioni per continuare a leggere “Piccole donne”.

Little Women by Louisa M. Alcott | No date on this edition b… | Flickr

Piccole donne” è un libro must per tutte le età e il film della Gerwig del 2019, attraverso il suo cast stellare, ha portato tantissime persone al cinema, introducendo il pubblico al capolavoro quasi dimenticato di Louisa May Alcott.

Il film della Gerwig

Il film “Piccole donne” di Greta Gerwig  è il settimo adattamento del romanzo di Louisa May Alcott. In un’intervista del 2019, anno della proiezione nelle sale della pellicola, confessa di avere letto la prima volta questo libro in tenera età, scoprendosi un pò Jo March. La regista è riuscita a rendere un’opera ancora attuale delicata e bellissima, un film che grida alla disobbedienza e alla complicità. Naturalmente non rispecchia completamente il lavoro della Alcott, nel suo film infatti il tempo scorre caotico. Eppure rimane un capolavoro indiscusso dove al centro si colloca la famiglia e la ribellione sociale. Alle spettatrici risulta impossibile non riconoscersi in almeno una delle sorelle March.

Il cast è stellare, fanno parte della pellicola Meryl Streep, Emma Watson, Saoirse Ronan, Timothée Chalamet e Florence Pugh, ma anche James Norton, Laura Dern, Louis Garrel, Bob Odenkirk, Chris Cooper e Abby Quinn. Viene infatti considerato come uno dei migliori film del 2020 per la personalissima visione (anche molto fedele) che la regista di Lady Bird dà all’opera letteraria. Il film inizia con le protagoniste già adulte, ognuna alle prese con le proprie avventure quotidiane, lasciando spazio alla scelta delle protagoniste della donna che vorranno essere. Persiste l’idea ottocentesca del matrimonio, visto come unica condiziona di sopravvivenza, la quale viene rifiutata in modo deciso da Jo e da Louisa M. Alcott. Jo infatti nella bozza originaria non si sarebbe dovuta sposare ma l’editore costringe la Alcott diversamente.

Sarebbe improprio dire che questo film non è una pellicola femminista e sentimentale, dove la donna è protagonista attiva della propria esistenza. Si coglie un’interpretazione fresca e contemporanea del libro, riuscendo a cogliere perfettamente tutte le questioni femminili che le sorelle March affrontano nella loro esistenza. Della pellicola vengono apprezzati molto i costumi ed il linguaggio, capaci di raggiungere tutti i target di pubblico. Si parla di talento, ricchezza e matrimonio, si parla di desideri, futuro. Alla fine tutte le sorelle si sposeranno, ma non per comodità, e la regista andrà a trasmettere un messaggio molto forte con il suo film: “non tutti dobbiamo essere Jo per essere felici”.

Il romanzo di Louisa May Alcott venne pubblicato in due volumi. Il primo appare nel 1868, il secondo l’anno seguente e nel 1880 vennero riuniti in uno solo. L’introduzione in Italia dell’opera avvenne nel primo Novecento, quasi trent’anni dopo la prima circolazione dell’opera. Il tema centrale è la crescita personale dei ragazzi, per questo il libro ebbe un successo immediato, diventando un classico della letteratura per l’infanzia e studiato anche in campo pedagogico. Jo March è la rivoluzionaria, quella che usa le parole forti, efficaci ed esplosive che la rendono coraggiosa. Il suo personaggio ci ricorda quindi  l’importanza del linguaggio, il quale permette agli altri di capire chi siamo e come ci percepiscono. Quest’opera insegna molto ai giovani e per questo è così importante. Amy, per esempio, consiglia Laurie, non ricambiato da Jo, di non lasciare che la delusione d’amore gli rovini la vita, il dolore infatti può portarci a perdere delle occasioni, alle volte anche noi stessi. Amy quindi dà una lezione di vita a Laurie: impara a lasciare andare chi non ti ama e apprezza ciò che c’è di bello nella tua esistenza.

“Piccole donne” insegna, sempre in campo amoroso, che è l’amore a rendere bella una persona ai nostri occhi. Ci spiega che ci sono molti modi per innamorarsi e non iniziano sempre con l’attrazione fisica. Inoltre quest’opera non presenta solo figure rivoluzionarie o consigliere, ma anche timide e silenziose anime, le quali vivono in maniera pacata e delicata, capaci di sacrificarsi in un angolino, illuminando il nostro mondo. Le Beth nelle nostre vite vengono spesso dimenticate, ma sono quelle che fanno molto per noi e la Alcott dà loro gloria. Ma perchè è necessario leggere “Piccole donne” nel 2021?

Perchè Alcott ci conferma che già nell’Ottocento esistevano molti stereotipi sulla donna, stereotipi che hanno sempre perseguitato il genere femminile, anche nel 2021. Insegna che “si significa si, no significa no” e non puoi obbligare te stessa ad amare qualcuno solo perchè è giusto. Insegna ad andare oltre le apparenze, la madre Marmee fa capire alle proprie figlie che non sono solo oggetti da decoro, ma persone con sogni ed ambizioni. La bellezza passa, l’intelligenza, l’audacia ed il coraggio restano. Louisa May Alcott infine spiega che le cose belle succedono, quando meno si aspettano e per questo non bisogna mai perdere la speranza. Le sorelle March insegnano tutta la bellezza della disobbedienza femminile.

Louisa May Alcott

La scrittrice statunitense fu una vera e propria Jo March, rivoluzionaria per la società in cui viveva. Nacque in una piccola cittadina molto chiusa, fondata da quaccheri tedeschi e anabattisti mennoniti, e fu figlia di un filosofo e di un’attivista. Alcuni anni dopo la famiglia si trasferì a Boston, allontanandosi da quella realtà bigotta e il padre fondò una scuola sperimentale. Si trasferirono nuovamente, questa volta nel Massachusetts per un breve periodo. Louisa ricevette un’istruzione privata da insegnanti privati, amici di famiglia, di cui narrerà nel suo “Transcendental Wild Oast“, un resecondo giornalistico pubblicato nel 1876. Per aiutare i suoi genitori con le spese, lavorò fin da piccola, facendo diversi lavori, intensificando la scrittura.

In segreto collaborava con il resto dei suoi famigliari al Underground Railroad, il quale favoriva la fuga e l’espatrio degli schiavi di colore. Crebbe come abolizionista e femminista, questo ultimo dettaglio della sua personalità lo ricaviamo dal suo apprezzamento per la “Dichiarazione dei Sentimenti“, raccolta degli atti della Conferenza di Seneca Falls, tenuta nel 1848 sui diritti delle donne. Nel 1857 meditò il suicidio a causa del periodo buio in cui viveva, causato dal non riuscire a trovare lavoro. L’anno seguente una delle sue sorelle morì, l’altra si sposò, e questi rappresentarono per lei la definita rottura della sorellanza. Momenti che vennero usati nel suo romanzo. Nel 1877 morì la madre e la sorella più piccola, lasciando una figlia di due anni, la quale venne adottata dalla scrittrice. Quest’ultima morì nel 1888 a causa di un ictus, causato da un avvelenamento da mercurio contratto durante una cura a base di quella sostanza durante il suo servizio di infermiera volontaria durante la guerra civile americana.

Scrisse moltissimo, il suo successo letterario più grande fu naturalmente “Piccole donne”, un racconto semiautobiografico nel quale descriveva con umorismo e realismo la sua vita e la sua infanzia. Nel libro che seguì, ovvero “Piccole donne crescono”, racconta l’esistenza delle sorelle March nell’età adulta e durante il loro matrimonio. Nel 1871 pubblica “Piccoli uomini”, un racconto nel quale analizza la vita di Jo March nella scuola che fondò con il marito e “I ragazzi di Jo”, risalente al 1886, completa la saga della famiglia March. La differenza con Jo è lieve, corrisponde a un dettaglio: quest’ultima si sposa, mentre la scrittrice non si troverà mai un marito, rimanendo una piccola rivoluz

Donne | Gallerie d'Italia Mostra Romanticismo | renagrisa | Flickr

 

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