L’esame di maturità è tra i nostri incubi più frequenti: eccone l’interpretazione di Freud

 

La maturità è il primo vero esame della vita di ogni studente, quello che ognuno di noi ricorderà per sempre, almeno nei sogni.

Il sogno d’esame (www.huffingtonpost.co.uk) (www.lentepubblica.it)

Mercoledì 17 giugno iniziano gli esami di maturità. Studenti di tutta Italia si preparano con ansia, occhi lucidi e preghiere ad affrontare il fatidico esame di stato. Qualcuno non vede l’ora di superarlo, qualcuno ha troppa paura per affrontarlo, qualcuno accetta in silenzio: rassegnato è pronto alla MO…ira!

La maturità 2020 sarà solo orale (https://edadamo.wordpress.com/scuola-media/)

Ma come sarà la maturità 2020?

Ci si prepara da anni all’esame conclusivo, eppure quest’anno l’emergenza coronavirus ha cambiato le carte in tavola. Niente incerto tema d’italiano! Niente temuta seconda prova! La maturità 2020 prevederà solo un colloquio orale! Rispettando tutte le misure di sicurezza necessarie, ogni candidato aprirà le danze con un proprio elaborato sulle materie di indirizzo, su un argomento concordato in precedenza con i propri docenti. La commissione interna, con solo il presidente esterno, sarà lì pronta all’attacco. E allora sarà lo studente pronto alla difesa?

Maturità t’avessi preso prima

Sui social e nelle uscite il sabato sera, in questi giorni, si percepisce l’agitazione di chi si accinge al grande passo. E come in un combattimento si creano due schiere: chi l’ha già fatto urla: dai che non è niente; chi lo deve fare singhiozza: sì certo questo lo pensi tu.

E come si legge nella canzone Notte prima degli esami di Venditti, cantata ancora a squarcia gola per le strade con spumante e bicchieri, qualunque studente prima dell’esame ha, almeno una volta, desiderato di averlo superato l’anno precedente. Forse nel 2020 un po’ più del solito! In effetti, l’esame stravolto un mese prima, l’ultimo giorno non vissuto tra i banchi di scuola, gli abbracci negati prima e post esame hanno scosso gli animi di studenti e docenti.

Per voi sarà il continuo cambio di decreti o forse l’emergenza presente, per Freud sarà l’angoscia, ma, cari maturandi, una cosa è certa: questo esame lo ricorderete per sempre come tutti!

Il sogno d’esame: il dies irae e dies illa

Nel 1899 Freud ne L’interpretazione dei sogni scrisse di uno dei sogni più frequenti per l’uomo, il sogno d’esame. Chiunque abbia concluso i propri studi si lamenta dell’ostinazione con cui è perseguitato dal sogno angoscioso di esser stato respinto agli esami. Se si andrà avanti con gli studi questo sogno potrà alternarsi con quello dell’esame di laurea. Sono i ricordi indelebili delle punizioni inflitteci nell’infanzia per le nostre malefatte che si sono così ridestati nel nostro intimo, in corrispondenza dei due punti cruciali dei nostri studi (Freud).

Ogni volta che sentiremo la pressione di una responsabilità sarà più probabile rivivere di notte il grande esame di stato, perché? É come se il nostro inconscio volesse consolarci dicendoci: ricordati l’angoscia prima della maturità, c’era, ma il risultato è stato positivo, dunque, non c’è nulla di cui preoccuparsi! E perciò l’angoscia del sogno deriverebbe dai residui diurni e dai rimproveri che noi stessi ci infliggiamo, consapevoli di essere cresciuti ancora incapaci di placare l’ansia.

Eppure c’è un segreto, quale?

Solo gli esami superati con successo avranno maggiore possibilità di essere reinterpretati come bocciature nei sogni. E infatti è proprio Freud a raccontarci che tra i tanti sogni d’esame, mai l’ha turbato quello di medicina legale: fu respinto.

Non mi resta che dire: vivete tutto di questo esame, soprattutto le notti insonni perché queste notti sono ancora vostre, le prossime, dopo l’esame, forse no!

Buona fortuna, superate l’esame e createvi il vostro sogno!

 

 

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