L’eredità delle guerre mondiali: Riparazioni di guerra a un secolo dall’armistizio

Non sarà una novità per nessuno sentire parlare di riparazioni di guerra. È infatti oltre un secolo che le nazioni che furono impegnate nei due conflitti mondiali, dibattono su quanto ammontano e sulle modalità di pagamento, cosa che spesso è causa di forti controversie internazionali.

Basta tornare indietro ad appena scorso aprile infatti, per l’ultima di queste battaglie diplomatiche, che vide protagoniste la Grecia che rinfacciava alla Germania qualcosa come 290 miliardi di euro in riparazioni, che il governo tedesco però riteneva di avere già versato nelle casse di Atene negli anni ’60.

Militari italiani internati

O ancora più recentemente, è di pochi giorni fa la decisione del Tribunale civile di Brescia, che in prima sezione, ha condannato la Repubblica Federale Tedesca a risarcire un gruppo di 33 ex militari italiani deportati nei lager della Germania nazista dopo l’8 settembre 1943, tutti mantovani, con una cifra che varia da 40 mila a 30 mila euro ciascuno. “Il tribunale di Brescia  ha riconosciuto che lo Stato che commette crimini di guerra o contro l’umanità come sono quelli di cui sono stati vittime gli ex Imi, Internati militari italiani, non gode di alcuna immunità. Non c’è, dunque, prescrizione” ha spiegato l’avvocato Giulio Arria che segue il caso per i discendenti dei militari. La Germania non si era costituita in giudizio perché non riconosceva la giurisdizione dei tribunali italiani su questa materia, al suo posto però lo ha fatto lo Stato italiano sostenendo le tesi tedesche, come il fatto che non c’erano prove che i soldati italiani fossero stati deportati nei lager e avesse lavorato come schiavi. “Eppure, noi abbiamo portato le prove. Veramente imbarazzante. Nessun governo italiano che si è succeduto  fino ad ora dal 2007 ci ha aiutato” è stato il commento dell’avvocato.

La decisione Italiana

Il perché lo stato italiano si sia schierato al fianco dei tedeschi è presto detto, se la Germania viene riconosciuta come erede dei crimini del Terzo Reich, e quindi condannata a pagare risarcimenti per i crimini nazisti ancora oggi, lo stesso potrebbe venire detto per il nostro paese, in quanto erede dello stato fascista per le stragi fasciste nella ex Jugoslavia o in Grecia. Ci si nasconde quindi dietro la sentenza dell’Aja del 2012, che, relativa a un caso simile, Italia contro Germania in tema di risarcimenti per crimini di guerra , aveva stabilito che gli Stati sono immuni dalla giurisdizione di altri Paesi. Anche sotto l’aspetto morale della questione, prescindendo dall’aspetto legale della questione si tende spesso a sentire l’argomento sul non dover continuare a pagare per gli errori dei nostri nonni. Dall’altro lato però ci sono i parenti delle vittime che fanno sentire la loro voglia di giustizia per chi di errori tali da finire giustiziato non ne aveva commessi.

 

 

La questione dunque è spinosa da qualunque lato la si guardi, la classica situazione dove ognuno difende i propri interessi, che ritiene giusti, senza però poter ritenere completamente sbagliati quelli dell’avversario. Il contrasto tra il ricercare giustizia e il non volersi vedere addossate le colpe di chi ci ha preceduto non è certo il tipo di problema che ha una soluzione netta che possa mettere tutti d’accordo. Non ci resta che vedere quale sarà la soluzione se ce ne sarà una che diplomatici e legali raggiungeranno e giudicare sulla base di ciò.

 

-Christian Caivano

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