Il Superuovo

Le proteste a Cuba segnano una nuova era nel Paese: vediamo il perché

Le proteste a Cuba segnano una nuova era nel Paese: vediamo il perché

Le manifestazioni a Cuba stanno dimostrando come in realtà il paese possa sembrare più fragile di ciò che si pensa. 

Cuba tra scontri violenti e arresti | cosa sta succedendo?

Uno stato a cavallo tra comunismo e capitalismo. Ed entrambe le dottrine scalfiscono, e non poco, la burocrazia cubana. Passato e presente? No, Cuba questa volta sta cercando di rialzarsi e di guardare al futuro. Ma qual è stata la miccia di tutto questo?

La crisi economica che Cuba sta affrontando

Potrà risultare scontato che un isoletta come Cuba abbia perito tanto per la pandemia. Tralasciando il loro supporto sanitario in Lombardia, l’economia nazionale versa in situazioni piuttosto svantaggiose. A cominciare dalle sanzioni messe in atto dal governo Trump, nonostante qualche riapertura lieve da parte di Biden. Per poi continuare nelle politiche interne ormai frastornate dai continui tagli all’agricoltura, tra cui lo zucchero, le industrie farmaceutiche e soprattutto il turismo. A Cuba è raro sentire infatti un aereo atterrare!
Ma sembrano che le vere motivazioni di questa protesta siano legate perlopiù alle carenze economiche. Ormai è più di 50 anni che Cuba deve far fronte ad un embargo che sta penalizzando il paese sotto tutti i punti di vista. Lunghissime file per i generi di prima necessità stanno ormai paralizzando le città. Ma sembra essere un repentino aumento dei prezzi di questi generi, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un paese stremato che deve far fronte ad una crisi economica non può permettersi di pagare ancora di più per sopravvivere.

Cuba, proteste contro il governo per la prima volta in 27 anni - Tag43

Cosa sta succedendo durante le folte proteste?

Il malcontento non è di certo passato inosservato neanche al presidente Miguel Diaz-Canel. Il suo ammonimento suscita diverse critiche:

Dietro a tutto questo c’è il sogno di porre fine alla rivoluzione cubana. Non permetteremo a nessuno di manipolare la nostra situazione. Né ammetteremo che un qualsiasi mercenario venduto dagli Stati Uniti provochi una destabilizzazione a Cuba

C’è chi parla di limitazioni di libertà da parte di Canel, paragonando il suo mandato a quello di un regime comunista. C’è chi invece crede alle sue parole, e anzi chiede di poter porre fine all’embargo tanto stringente, quanto liberticida per l’economia cubana.
Non si sa però quale teoria sarebbe la più appropriata. Di certo è che le proteste stanno dilagando in tutto il paese, arrivando addirittura a contare i primi feriti e un morto. Mai Cuba, dopo la rivoluzione castrista, contestò il governo in maniera così animosa! Il Covid ha sdoganato negli animi dei cubani una sofferenza mai avvenuta. Dall’economia in picchiata, fino alle vaccinazioni a rilento, nonostante il Soberana. E sono soprattutto i più giovani a prendere parte a questa contestazione, simboli di una rivoluzione che non si ferma mai. Neanche quando gli arresti aumentano e i controlli da parte delle forze dell’ordine si intensificano. Quella che sembra essere una guerriglia urbana, si sta trasformando improvvisamente in un pretesto dove bisogna prendere una parte specifica. Ancora una volta, Cuba rimane solo una polveriera pronta ad esplodere.

Miguel Diaz-Canel | Biography, Facts, & Wife | Britannica
Il presidente Miguel Diaz-Canel (a sinistra) accompagnato da Raul Castro, suo predecessore e fratello del più popolare Fidel.

Il paese sta continuando la sua rivoluzione antimperialista?

Quindi a cosa ci dobbiamo appellare per queste continue proteste?
Sicuramente Cuba è una delle nazioni con il PIL più basso di tutto il continente americano. Basti pensare alle continue sanzioni da parte degli Stati Uniti (mi correggo: solo degli Stati Uniti). La pandemia non gli avrà certo giovato come successo in Cina, bensì ha reso la nazione ancora più vulnerabile e ancora più dipendente da quello che sembra essere la sua politica anticapitalista. Cuba ancora non ne vuole sapere di piegarsi di fronte alle prepotenze targate USA. Specie dopo l’embargo rinnovato da Donald Trump, che ha messo ancora più paletti allo sviluppo delle relazioni Stati Uniti-Cuba.
Quello che viene visto come un regime, non è altro che il risultato di una serie di fattori concatenanti. Un filo che porta dalla presidenza Fidel Castro fino ai giorni nostri. Ciò è anche un motivo in più, per far sì che Cuba possa diventare finalmente un paese che, seppur limitato sotto certi punti di vista, trascende da quella che viene definito, un prodotto statunitense.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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